News immediate,
non mediate!
Categoria news:
OPINIONEWS TN-AA

FONDAZIONE MUSEO STORICO TRENTINO: «PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO SU EZIO RAIMONDI PER RICORDARE STEFANO CHEMELLI»

Scritto da
14.20 - lunedì 4 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///

In ricordo del collega Stefano Chemelli

PROIEZIONE DI “EZIO RAIMONDI: EL FIOL DEL CALZULER” E INCONTRO

Venerdì 8 maggio alle 17, presso l’Officina dell’Autonomia (in via Tommaso Gar 29 a Trento), per ricordare il collega Stefano Chemelli nel quinto anno dalla sua scomparsa, la Fondazione Museo storico del Trentino organizza la proiezione del documentario “Ezio Raimondi: el fiol del calzuler” nato da un’intervista all’insigne italianista bolognese realizzata nel 2010 da Stefano Chemelli e Lorenzo Pevarello.

Seguirà un dialogo sulla figura di Raimondi con Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino e Alberto Bertoni, poeta, critico letterario e italianista. L’incontro sarà introdotto e moderato da Nicola Cetrano, poeta e studioso di letteratura.

L’intervista a Ezio Raimondi da cui prende avvio il documentario è stata realizzata a Bressanone nel 2010 da Lorenzo Pevarello e Stefano Chemelli e tratteggia in particolare l’infanzia e la formazione dell’intellettuale che Raimondi sarebbe poi diventato.

Nasce in una Bologna popolare, il padre è calzolaio senza negozio, la madre donna di servizio «di straordinaria qualità». Il piccolo Ezio cresce tra due lingue: l’italiano della scuola e il dialetto di casa, imparando presto che ogni parola ha un peso, che esiste un linguaggio per il mondo e uno per l’intimità. La casa popolare, distrutta poi nel bombardamento del settembre 1943, è il suo primo mondo. La madre tiene in casa un’unica copia dei Miserabili come un breviario laico, mentre l’educazione alla fede si mescola al libero pensiero: «figlio di miscredenti che andava a messa», dice con ironia. La scuola è il suo orizzonte più grande e il luogo del riscatto. È il suo doppio battesimo: figlio di un calzolaio, ma anche figlio della cultura. Gli anni universitari si svolgono tra il 1941 e il 1945, divisi dalla guerra. Il 1943 segna una ferita: la casa distrutta, la città in macerie, la consapevolezza che l’Italia è «un paese disgraziato». Ma anche l’inizio di un sentimento più largo: essere italiani e insieme europei, testimoni di un tempo che chiede ricostruzione e dignità.

Nel suo racconto, Ezio Raimondi appare non come lo storico della letteratura che sarebbe diventato, ma come un uomo che continua a guardare il mondo con gli occhi del ragazzo del Borgo.

Stefano Chemelli è stato il principale curatore e custode delle opere nate dall’esperienza di Raimondi in Trentino-Alto Adige: oltre a vari interventi su riviste e nei convegni, ha curato in particolare il volume “Lezioni brissinesi. Gadda, Calvino, Rilke, Slataper” (La Finestra Editrice, Lavis, 2008), che raccoglie gli interventi di Raimondi tenuti a Bressanone.

Categoria news:
OPINIONEWS TN-AA

Per donare ora, clicca qui



A.I. - IMPAGINAZIONE EDITORIALE OPINIONE
POSSIBILE UTILIZZO INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Opinione si avvale di applicazioni basate su Intelligenza artificiale al fine di ottimizzare l'impaginazione editoriale curata dalla nostra redazione.
I contenuti potrebbero presentare interpretazioni di testo difformi dall'originale del comunicato stampa ricevuto: nel caso è gradita una segnalazione a: [email protected]


© RIPRODUZIONE RISERVATA
DELLA FONTE TITOLARE DELLA NOTIZIA E/O COMUNICATO STAMPA

È consentito a terzi (ed a testate giornalistiche) l’utilizzo integrale o parziale del presente contenuto, ma con l’obbligo di Legge di citare la fonte: “Agenzia giornalistica Opinione”.
È comunque sempre vietata la riproduzione delle immagini.

I commenti sono chiusi.