(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La Campagna Calore della CISL del Trentino raggiunge il traguardo dei 10 anni di attività. Avviata nel 2017 dalla FIM CISL per monitorare le condizioni di lavoro nel settore metalmeccanico, l’iniziativa è stata estesa dal 2020 a tutto il comparto manifatturiero tramite il Coordinamento Industria Cisl. L’obiettivo resta la gestione strutturale dei rischi legati alle ondate di calore, un tema che richiede ancora oggi interventi costanti per garantire standard di sicurezza adeguati in contesti produttivi spesso caratterizzati da forte surriscaldamento.
Monitoraggio e strumenti operativi
In questo decennio, l’attività sindacale si è basata su indagini periodiche che hanno coinvolto decine di aziende e migliaia di lavoratori. I sondaggi hanno permesso di rilevare sintomi ricorrenti quali astenia, mal di testa, crampi e cali di pressione, documentando livelli di disagio termico spesso elevati o insopportabili. Per supportare l’azione di RSU e RLS, sono stati sviluppati strumenti tecnici come vademecum operativi, check-list di verifica del microclima e e definizione di interventi tecnici e organizzativi da adottare, modelli per la revisione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
La centralità della sorveglianza sanitaria
Un elemento qualificante dell’iniziativa, introdotto nel dibattito territoriale, riguarda l’importanza della sorveglianza sanitaria individuale. Il sindacato promuove attivamente il coinvolgimento del medico competente per valutare le specifiche fragilità dei lavoratori esposti, supportando questa attività con la distribuzione di schede informative sui rischi soggettivi dell’esposizione al caldo e la richiesta di incontri aziendali dedicati per definire misure di prevenzione personalizzate.
Attività negoziale e soluzioni tecniche
Il confronto con le direzioni aziendali ha permesso di implementare in molte aziende misure ora considerate di riferimento in molte realtà: dalla rimodulazione dei turni e delle pause alla climatizzazione delle aree di ristoro, fino alla fornitura di vestiario traspirante e sistemi di idratazione e integrazione salina. Restano tuttavia criticità in molti contesti che non mostrano ancora la necessaria sensibilità verso un problema aggravato da ondate di calore sempre più frequenti e prolungate.
Giornata formativa per il decennale
Per monitorare l’evoluzione del rischio e consolidare buone prassi migliorando le tutele, la FIM CISL del Trentino convoca tutti i delegati e RLS venerdì 15 maggio 2026 per una giornata di formazione e aggiornamento dedicata al tema. L’incontro intende valorizzare l’esperienza tecnica accumulata negli anni anche grazie alla partecipazione, nelle precedenti edizioni, di esperti UOPSAL Trento, tra cui il diretto re Dario Uber, la dott.ssa Alberta Tonello e il dott. Claudio Floridda dell’ufficio ispettivo provinciale, oltre al meteorologo Andrea Piazza di Meteotrentino con cui abbiamo analizzato l’evoluzione delle temperature e delle ondate di calore in provincia di Trento.
Produttività e diritto alla salute
In chiusura, si ribadisce che le esigenze di produzione non possono prevalere sulla salute del personale. Quando le condizioni microclimatiche superano i limiti di sicurezza e le misure tecniche risultano insufficienti, la sospensione dell’attività si rende necessaria, come chiaramente previsto dal Testo Unico sulla sicurezza D.Lgs 81/2008 e dalla contrattazione collettiva consolidata. Si ricorda inoltre che l’INPS, con il messaggio n. 2130/2025 e la circolare n. 121/2025, ha confermato l’operatività della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) per temperature superiori ai 35 °C, includendo anche le temperature “percepite” in base all’umidità e alle particolari modalità di lavoro.
Tutti i lavoratori sono invitati a rivolgersi alle RSU e RSA aziendali per informazioni e supporto, in assenza è stato predisposto un indirizzo mail dedicato per le aziende manifatturiere prive di rappresentanza sindacale interna: [email protected]
