(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Riforma dello Statuto e commercio: i sindacati chiedono un tavolo con associazioni datoriali. Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS sollecitano Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione e Federazione Trentina della Cooperazione per costruire una proposta comune da portare alla Giunta provinciale sulla regolamentazione delle aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali.
Tra cinque giorni, il prossimo 23 giugno, la riforma dello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol entra in vigore. Una notizia importante per la nostra Autonomia e anche per il commercio.
La riforma, infatti, trasferisce la materia del Commercio dalla competenza legislativa concorrente a quella esclusiva delle Province autonome di Trento e Bolzano. Questo significa che la Provincia di Trento acquista piena autonomia normativa in materia di aperture commerciali, senza più dover rispettare i vincoli fissati dai principi fondamentali della legislazione statale.
Il primo effetto concreto potrà essere il superamento del decreto Salva Italia, la norma che quattordici anni ha introdotto una liberalizzazione senza regole, eliminando qualsiasi vincolo sugli orari e i giorni di apertura degli esercizi commerciali, consentendo aperture senza limiti per 365 giorni l’anno, domeniche e festivi compresi.
I risultati di questo modello sono sotto gli occhi di tutti: le aperture illimitate non hanno generato nuova domanda, hanno semplicemente redistribuito le vendite su un arco temporale più ampio, scaricando il costo di questa scelta sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori. La conciliazione tra vita privata e lavoro è divenuta di fatto impossibile per chi opera nel settore, costretto a lavorare praticamente ogni domenica e ogni festività per sostenere un sistema fondato sulla massimizzazione dei profitti e non sui reali bisogni dei consumatori.
Le conseguenze si vedono anche sul piano della sostenibilità del settore: i giovani non considerano più il commercio un ambito nel quale costruire una professionalità duratura e stabile. I lavoratori con maggiore anzianità, quando ne hanno la possibilità, abbandonano il settore. Il risultato è un comparto in difficoltà strutturale, che non riesce a trattenere competenze e che soffre di un turnover cronico.
In questo mutato scenario Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS propongono alle associazioni datoriali di avviare un tavolo per una regolamentazione condivisa. “Ci rivolgiamo a Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione e Federazione Trentina della Cooperazione per avviare urgentemente un confronto tra le parti sociali, con l’obiettivo di elaborare una proposta comune da portare all’attenzione della Giunta Provinciale”, spiegano i tre segretari generali Luigi Bozzato, Fabio Bertolissi e Vassilios Bassios.
Secondo i tre sindacalisti la Provincia ha oggi gli strumenti giuridici per dotarsi di una disciplina propria sulle aperture commerciali: una regolamentazione innovativa, capace di tenere insieme sviluppo economico del territorio, tutela del tessuto commerciale locale e diritti fondamentali di chi lavora. Perché ciò avvenga in modo efficace e duraturo, è indispensabile che a costruirla siano coloro che rappresentano i veri protagonisti del settore — lavoratori e imprese — e non altri soggetti.
“Non si tratta di tornare indietro. Si tratta di scegliere consapevolmente un modello diverso: più equilibrato, più attrattivo per chi vuole costruire una professione nel Commercio, più coerente con i valori e la specificità del territorio trentino. Un cambio culturale che parte dal riconoscimento che il lavoro ha un valore che va oltre la sua funzione produttiva, e che un settore sano non può fondarsi sulla compressione sistematica dei diritti di chi ci lavora”, aggiungono Bozzato, Bertolissi e Bassios.
I sindacati chiedono, dunque, un incontro urgente alle associazioni datoriali per avviare il confronto e costruire insieme la proposta da presentare alla Giunta della Provincia Autonoma di Trento.
