(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Festival dell’Economia di Trento è organizzato dal Gruppo Il Sole 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia autonoma di Trento.
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# Come non rassegnarsi all’era dei predatori e provare a cambiare il mondo
Dedicato all’era dei predatori l’incontro di stamani alla sala della Filarmonica nel quarto giorno del Festival dell’Economia di Trento, ospiti Mario Capanna, scrittore, già deputato e leader del 68, Enzo Fortunato presidente del Pontificio comitato per la Giornata Mondiale dei Bambini, Tawakkol Karman, yemenita, Premio Nobel per la pace 2011, Marco Magnani dell’Università Luiss Guido Carli, Pietro Modiano Economista e ex banchiere, moderati da Riccardo Barlaam de Il Sole 24 Ore.
L’era dei predatori, ovviamente, è oggi innanzitutto quella di Trump, ma anche di Putin e della Cina. Un’era in cui i conflitti si risolvono con la forza, gli stati più forti cercano di impossessarsi di “pezzi” del mondo e in cui una decima di persone detengono una grandissima parte della ricchezza globale, ma sono anche proprietari degli strumenti che usiamo tutti i giorni e hanno accesso ai nostri dati.
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# Pubblica amministrazione in crescita, premiante e tecnologica: gli obiettivi del ministro Zangrillo
Assumere un milione di persone da oggi al 2032 può sembrare un obiettivo complesso, ma il ministro della pubblica amministrazione Paolo Zangrillo non ha dubbi: “Si può fare, ma se vogliamo affrontare in modo consapevole questo processo di reclutamento dobbiamo essere più attrattivi, soprattutto con i giovani. Oggi loro cercano un posto di lavoro dove crescere in termini di professionalità e responsabilità. E noi dobbiamo dare loro la possibilità di fare un’esperienza qualificante nelle organizzazioni in cui lavorano”.
Il ministro si è poi concentrato sui rinnovi contrattuali e sull’intelligenza artificiale: “Una grande opportunità, ma da gestire con cura”.
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# Non solo il braccio di ferro USA-Cina, nel caos o nuovo ordine internazionale chi emergerà?
Se, come ha dichiarato il professor Marcello Signorelli (Università di Perugia), “la Cina è oggi la prima potenza economica globale, per pil a pari potere d’acquisto, e, nelle proiezioni al 2030, viaggerà oltre il 20% del pil mondiale”, a giocare un ruolo chiave nello scenario presente e futuro, potrebbero esserci anche altri Paesi, meno tenuti in considerazione dall’attuale dibattito.
Fattori chiave il progresso tecnologico, la demografia, ma anche l’esplorazione dello spazio. È così che a delinearsi in questa fase di transizione, per la professoressa Adriana Castagnoli (Università di Torino) “ci sono anche tante medie-potenze, quelle che stanno trovando il loro spazio d’azione nella frammentazione dell’ordine: la Turchia, che si è proposta come mediatore nella guerra russo-ucraina, o gli Emirati Arabi Uniti, un Paese che si definisce multi-alleato”.
O, ancora, l’India, che in uno scenario allargato al 2100, potrebbe essere la prima potenza, grazie a un’esponenziale crescita demografica.
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# Sanità italiana da rifondare? Gli interventi del Ministero e le perplessità dei professionisti
La quarta giornata del Festival dell’Economia di Trento ha visto, tra gli appuntamenti in apertura, l’intervento (da remoto) del ministro alla salute Orazio Schillaci.
In uno scenario sanitario che sta cambiando rapidamente, tra nuovi presìdi come le Case di Comunità e l’utilizzo di tecnologie sempre più complesse ma fondamentali, resta un punto fermo: un cittadino italiano su quattro mette oggi la salute al vertice delle proprie priorità.
E all’orizzonte, si ragiona sulle riforme. Sul palco di Sala Depero, ne hanno discusso anche FilippoAnelli (presidente FNOMCeO), Barbara Mangiacavalli (presidente FNOPI), Massimo Massetti (università Cattolica del Sacro Cuore) e Giuseppe Milanese (presidente di Confcooperative Sanità).
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# La Zanzara e Pulp, uno sguardo sull’informazione di oggi in continua evoluzione
Mettete insieme due fuoriclasse della radio tricolore come Giuseppe Cruciani e David Parenzo, del programma cult di Radio 24 “La zanzara” e due dei più noti e seguiti autori di podcast in Italia, il cantatore rap Fedez e Mr. Marra, creatori di Pulp, e avrete una miscela davvero frizzante come quella proposta oggi al Teatro Sociale nel live show “Zanzara & Pulp: podcast, libertà, opinioni forti”.
Teatro sold out per uno degli appuntamenti clou del Fuori Festival. Un confronto a ruota libera fra i quattro protagonisti legato ai nuovi confini dell’informazione delineati proprio dai podcast, fra libertà d’espressione e temi legati all’attualità.
Il tutto senza dimenticare la politica, visto il rumore fatto dall’intervista, proprio a Pulp, prima del Referendum costituzionale, del presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
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# Le nuove frontiere della cooperazione
È un modello di economia diverso, che si basa sulle persone e la ricchezza del territorio, quello che è stato presentato all’incontro “Le nuove frontiere della cooperazione” proposto da Confcooperative stamani in piazza Duomo al Festival dell’Economia di Trento.
La riflessione ha preso il via dal racconto di tre esperienze, nate e cresciute in zone d’Italia molto diverse tra loro, in ambiti differenti, ma con l’obiettivo comune di offrire alle persone della propria comunità uno strumento di riscatto e di sviluppo, di coesione sociale.
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# Onu: le speranze dei giovani
Onu: le speranze dei giovani: questo il tema affrontato da Marina Castellaneta, docente di diritto internazionale all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Staffan De Mistura, già sottosegretario generale dell’Onu e inviato speciale su vari scenari “caldi” del mondo, fra cui Afghanistan, Siria e oggi il Sahara Occidentale, Paolo Magri, Presidente del Comitato Scientifico dell’ ISPI, e l’ambasciatore Maurizio Massari (in Egitto durante la vicenda di Regeni, poi a Bruxelles e all’Onu), al Castello del Buonconsiglio di Trento.
Il punto di partenza è semplice. L’Onu è stata la risposta dell’umanità alle tragedie del 900, un’istituzione pensata per evitare le guerre e imporre le regole del diritto internazionale, come il rispetto dei diritti umani. Oggi l’Onu sembra essere impotente.
Anche in passato, nonostante alcuni interventi riusciti, le sue capacità erano limitate dalla costituzione stessa del Consiglio di sicurezza, con cinque paesi con diritto di veto.
Tuttavia, hanno convenuto i relatori, non bisogna smettere di crederci. L’Onu può ancora essere un attore importante in un mondo devastato dai conflitti, ne è una prova l’intervento per non impedire la circolazione del grano, soprattutto verso i paesi africani, dopo lo scoppio della guerra fra Russia e Ucraina.
Le agenzie Onu assistono ogni giorno milioni di rifugiati, garantiscono il diritto allo studio, alla salute e così via.
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# L’Europa dei popoli, un dialogo da rafforzare
Nella cornice di Piazza Duomo, si è tenuto l’incontro “L’Europa dei popoli: dialogo con Antonella Sberna, Vice-Presidente del Parlamento europeo”, inserito nel programma del Fuori Festival del Festival dell’Economia di Trento.
Il dibattito, moderato da Fabrizio Spada, ha offerto un’importante occasione di confronto diretto tra le istituzioni comunitarie e le nuove generazioni, mettendo al centro la necessità di avvicinare l’Europa ai cittadini e lo stimolo per i giovani a non smettere di sognare e di partecipare attivamente al percorso delle istituzioni europee.
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# Prodi e il “piano inclinato” di un’Europa senza direzione
Guerre regionali, nuove alleanze geopolitiche, crisi della rappresentanza democratica europea e rivoluzione tecnologica: il panel “Piano inclinato”, un dialogo tra Fabio Tamburini e Romano Prodi, ha offerto una riflessione ampia sui principali fattori di instabilità che attraversano il sistema globale.
Nel confronto è emersa l’immagine di un sistema internazionale sempre più instabile, segnato dalla competizione tra potenze e dalle trasformazioni tecnologiche che stanno ridefinendo gli equilibri economici e politici globali.
Una parte centrale del dibattito ha riguardato l’Europa, descritta come un attore ancora forte sul piano economico ma indebolito dalla frammentazione politica e dalla difficoltà di costruire una linea strategica comune.
Da qui, lo sguardo si è spostato sull’Italia, dove l’aumento delle disparità sociali e salariali, la crescente distanza tra cittadini e politica e l’astensionismo elettorale riflettono un clima diffuso di sfiducia e pessimismo verso il futuro.
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# “One Europe, one Market”, l’unica strada possibile è lavorare per un’indipendenza europea
Al Festival dell’Economia di Trento, il confronto sul tema: “Una Europa, un mercato”. Nella prima parte del panel, Maria Latella, Rai e Radio 24, Il Sole 24 Ore ha dialogato con Emma Marcegaglia presidente e AD del Gruppo Marcegaglia ed Enrico Letta, ex presidente del Consiglio e decano presso l’IE University di Madrid.
Di seguito, sempre sul tema, Antonella Sberna, eurodeputata e vicepresidente del Parlamento Europeo è stata intervistata da Gigi Donelli di Radio 24.
Il tempo degli indugi è finito. L’Europa non può rimanere indietro, è chiamata all’unità e all’impegno su progetti a medio lungo termine sui grandi temi dello sviluppo, come energia, difesa e formazione.
“I tempi sono maturi per lavorare ad una nostra Dichiarazione di Indipendenza” – è l’appello di Enrico Letta.
“Risorse, capacità welfare, democrazia: l’Europa ha tutte le carte in regola per farcela – ha detto Emma Marcegaglia se saprà rafforzare le proprie risorse per diventare più forte economicamente”.
Un invito che l’imprenditrice ha rivolto soprattutto ai giovani: “Raccogliete con entusiasmo queste sfide per difendere il vostro futuro”.
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# Patuelli, Abi: “Banche presidio di stabilità contro inflazione e crisi geopolitiche”
Nel cuore di una transizione geopolitica e tecnologica senza precedenti, il panel dal titolo “Perché le banche sono un punto di forza dell’Europa” ha visto oggi protagonista Antonio Patuelli.
Il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana è intervenuto al Festival dell’Economia di Trento per analizzare un cambio di paradigma che ridisegna i confini del mercato e impone una riflessione profonda sui nuovi equilibri di potere.
In questo scenario di radicale incertezza, il sistema bancario non rappresenta soltanto un ingranaggio finanziario, ma si configura come una vera e propria infrastruttura strategica, un presidio di stabilità essenziale per difendere la competitività del continente e tutelare il risparmio.
