(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“A tutto gas verso la crisi climatica”, protesta di Extinction Rebellion Trentino al Festival dell’Economia.
Questo pomeriggio alcune attiviste di Extinction Rebellion Trentino hanno protestato all’ingresso dell’evento del Festival dell’Economia dedicato alla transizione energetica, che vedeva tra i relatori il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin. Le attiviste hanno retto un grande striscione con la scritta “La crisi ecoclimatica è già qui. Se non ora quando, se non voi, chi”, denunciando l’incoerenza di un Governo che continua a investire nei combustibili fossili mentre l’Italia affronta gli effetti sempre più devastanti del collasso eco-climatico.
L’azione ha voluto contestare non solo le politiche del Governo, ma anche l’impostazione stessa del Festival dell’Economia, che si presenta come spazio di riflessione su una “terra ospitale per le nuove generazioni”, senza però mettere in discussione il sistema economico fondato sulla crescita illimitata e sullo sfruttamento di persone e territori. «Ci dicono che la soluzione alla crisi climatica arriverà dallo stesso modello economico che l’ha prodotta», ha dichiarato Margherita, attivista di Extinction Rebellion Trentino. «Ma non può essere la crescita economica infinita su un pianeta finito a salvarci. Continuare a parlare di transizione mentre si finanziano gas, petrolio e grandi opere inutili significa portarci, letteralmente, a tutto gas verso la crisi climatica».
L’Italia è oggi il secondo Paese europeo più colpito dagli eventi climatici estremi e quello con il maggior numero di morti per ondate di calore: oltre 4.500 vittime nel solo 2025. Dal 1990, quasi 38.000 persone hanno perso la vita a causa di fenomeni climatici estremi. Nel frattempo, il 68% degli ecosistemi italiani è in pericolo e il 30% delle specie di vertebrati è a rischio di estinzione. Nonostante questi dati, il Governo continua a puntare sul gas come pilastro della politica energetica nazionale. Il Piano Mattei mira a trasformare l’Italia in un hub mediterraneo per il gas metano, quando solare ed eolico hanno costi inferiori già da un decennio.
I combustibili fossili rappresentano ancora circa l’80% del mix energetico nazionale, ben al di sopra della media europea, mentre il resto del mondo sta investendo in rinnovabili anche per motivi economici e di autonomia strategica.
Extinction Rebellion denuncia inoltre la presenza al Festival di sponsor come Intesa Sanpaolo, che continua a finanziare carbone, petrolio, gas e industria bellica, e di grandi aziende energetiche come Enel e Snam, direttamente coinvolte nello sviluppo di infrastrutture fossili destinate a diventare obsolete entro qualche decennio. «Il Festival dell’Economia dovrebbe interrogarsi sulle cause profonde delle crisi ecologica e sociale che stiamo vivendo, invece offre un palco a chi difende lo status quo», conclude un’altra attivista, Elisa.
Con questa azione, Extinction Rebellion Trentino chiede politiche climatiche coerenti con le evidenze scientifiche, la fine dei sussidi ai combustibili fossili e un cambiamento radicale del sistema economico, affinché la tutela della vita e degli ecosistemi venga prima dei profitti.
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Extinction Rebellion Trentino
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DISCORSO
Facciamo un esercizio mentale.
Sono Azzurra, sono una dottoressa di 25 anni e vengo dal 2100 per parlarvi dei giovani del futuro e delle loro
speranze.
L’aria nel 2100 è irrespirabile, viviamo il mondo esterno sempre attraverso una mascherina. Lo scioglimento delle
calotte polari ha causato un aumento del livello dell’acqua di più di un metro, vaste zone del Pianeta come le coste del
Pakistan e quella Adriatica sono state completamente sommerse. La temperatura del pianeta è di 4 gradi in più
rispetto all’epoca pre-industriale, ogni estate guardiamo impotenti i boschi, le case, a volte intere città portate via da
incendi indomabili.
Il Pianeta sembra ormai ribellarsi a quasi tre secoli di violenza umana.
Com’è potuto accadere tutto questo? Come siamo potuti arrivare a questo punto?
Sono cresciuta leggendo i libri di storia, raccontano come nel 2026 la primavera arrivasse sempre un po’ in anticipo
rispetto al solito, e tutti erano felici. Già nel 2026 si vedevano i segni di un futuro invivibile, eppure si parlava di
transizione ecologica, di capitalismo green, di crescita economica sostenibile.
Si facevano tanti incontri per parlare di questi temi, come il festival dell’economia di Trento in cui aziende come ENEL
e SNAM parlavano dei loro piani per un futuro sostenibile.
Com’è potuto accadere tutto questo? Come siamo potuti arrivare a questo punto?
Il festival dell’economia di Trento era un festival pensato per i giovani, i miei nonni erano giovani nel 2026.
Mi hanno raccontato che quando erano piccoli in inverno nevicava, si andava a sciare per giorni interi. Io non ho mai
visto la neve cadere dal cielo, solo forti grandinate e piogge che devastano periodicamente i territori e la vita delle
persone che vi abitano.
Ho letto che qualcuno diceva che la tecnologia avrebbe risolto tutti i problemi, che ogni processo climatico si sarebbe
potuto invertire grazie alla geo-ingegneria. Oggi sappiamo che non è sufficiente, soprattutto se utilizzata in modo
improprio. Nel 2100, le diseguaglianze economiche e sociali sono così forti che solo chi ha soldi per mettersi un
condizionatore a casa ha speranze di sopravvivere all’estate, mentre il 38% della popolazione non ha nemmeno
accesso ad acqua potabile e miliardi di persone vivono con livelli insufficienti di cibo.
Come avete fatto a dimenticarvi dei vostri figli?
Gli studi sul cambiamento climatico risalgono agli Anni 70.
Perché non avete ascoltato gli scienziati e i giovani che chiedevano un futuro vivibile? Le informazioni erano disponibili, la
via per un mondo migliore andava solo percorsa.
Vorrei tornare indietro e dire al Governo italiano di allora di ascoltare quelle voci, di prendere decisioni concrete e di
non continuare a fare greenwashing.
Vi parlo dal presente ora, per chiedervi [PAUSA e CAMBIO TONO
]
: se non ora quando, se non voi chi?
Il cambiamento che abbiamo davanti ci spaventa, ci troviamo davanti a un bivio per il nostro paese.
Da un lato, la progressiva militarizzazione dell’economia, continuando ad investire in armamenti e combustibili fossili
come il gas per portare avanti un’economia che distrugge il territorio italiano, così come tutto il pianeta terra e i suoi
abitanti. Dall’altra parte, c’è un percorso tortuoso ma colmo di speranza, per garantire a tutte le specie umane e non-
umane una vita dignitosa, un pianeta vivibile, la possibilità per i nostri figli e nipoti di continuare a vedere la neve
anche nel 2100.
Oggi parleranno a questo evento due colossi del fossile: ENEL possiede tre delle quattro centrali a carbone ancora
aperte in Italia, mentre SNAM investe ogni anno miliardi di euro in infrastrutture per la produzione e trasporto di gas,
su cui si concentrano il 90% dei suoi investimenti. Anche il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, così
come l’attuale Governo Italiano ostacolano le politiche climatiche e ambientali europee, investono a tutto gas nei
combustibili fossili, mentre silenziano e reprimono chiunque provi a sottolinearne l’incompetenza e l’ipocrisia davanti
alla crisi ecoclimatica che incombe.
Non inviteremmo mai l’industria del tabacco a parlare di salute respiratoria. Eppure ci ostiniamo a dare spazio ad
attori economici e politici che ostacolano o intraprendono misure contrarie agli interessi della popolazione italiana e
delle generazioni future. Ci ostiniamo ad andare sui binari di un sistema che ci sta lentamente portando verso il
collasso del clima e degli ecosistemi, verso guerre per le risorse, verso diseguaglianze sociali e ingiustizie.
Oggi per fortuna non siamo nel 2100. Siamo nel 2026…abbiamo ancora una scelta davanti:
continueremo a perpetrare una narrazione acritica del sistema economico ed energetico, oppure avremo il coraggio di
cambiare, per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti?
