(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Andrea Demarchi Consigliere Comunale ( PATT-La Civica – Noi Trento).
” Serve una vera riforma delle Circoscrizioni! Non solo belle parole, serve coinvolgere attivamente le Circoscrizioni-paesi e anche la Commissione politiche sociali composta dai consiglieri comunali di Trento.
Il recente annuncio da parte dell’assessora Gianna Frizzera sulla figura dell’animatore di comunità ha suscitato qualche perplessità. Se da un lato la creazione di una figura che supporti le Circoscrizioni-paesi del Comune di Trento può essere un passo positivo, dall’altro il nome scelto “animatore” non rende giustizia all’importanza del ruolo che questa persona potrebbe svolgere.
Le nostre Circoscrizioni-paesi non sono comunità “da animare”, ma realtà già vive, con una forte identità, anche storica, che da secoli contraddistingue la nostra Heimat. L’incarico che la figura in questione andrà a ricoprire può rivelarsi un aiuto concreto per i cittadini. Tuttavia, è anche evidente che uno solo per 12 Circoscrizioni, ciascuna con le proprie peculiarità, rappresenta una soluzione insufficiente.
Come pensa il Comune di affrontare questa problematica se l’idea è di espandere il numero di ‘’animatori’’ in futuro?
Già per i segretari delle Circoscrizioni, una figura che ha dimostrato la sua utilità storica e operativa, si sente ripetere che non ci sono fondi a disposizione. Eppure, un adeguato supporto alle Circoscrizioni è essenziale per il corretto funzionamento dell’amministrazione locale e un chiaro messaggio ai cittadini di ‘’vicinanza politica’’, ciò che dovrebbe contraddistinguere realtà autonome come la nostra. Oltre a questa nuova figura, serve pensare anche ad una vera riforma delle Circoscrizioni, che non si limiti solo alle parole ma che si concretizzi in fatti.
La scorsa legislatura ha visto scarse modifiche, ed il tema è rimasto irrisolto. A tal proposito, sarà fondamentale intervenire sulla sburocratizzazione delle procedure, soprattutto per quanto riguarda le domande di contributo. L’iter burocratico spesso si rivela complesso e scoraggiante, e questo disincentiva l’impegno delle Circoscrizioni e delle realtà associative, spesso di volontariato, che ne fanno parte. Si rende necessario quindi ripensare l’intero sistema, migliorando e semplificando l’accessibilità e la compilazione dei documenti.
Un altro tema da rivedere, sarebbe quello della distribuzione dei contributi. Il criterio attuale, che si basa principalmente sul numero di abitanti, non tiene conto di altri fattori altrettanto importanti, come l’impegno attivo delle Circoscrizioni durante l’anno. Non basta un numero elevato di residenti o l’estensione di territorio per giustificare un maggiore finanziamento. In un’ottica di equità, occorrerebbe premiare quelle realtà che si impegnano concretamente per il benessere di tutto il paese-Circoscrizione. In conclusione ci tengo a sottolineare quanto le 12 Circoscrizioni-paesi siano una rappresentanza politica importante e radicata sul territorio. Come detto più volte, dove c’è una comunità viva ed attiva vi è maggior coesione sociale e forse anche meno criminalità.
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