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DEMAGRI (CONSIGLIO PAT – CASA AUTONOMIA) – INTERROGAZIONE * TRAMPOLINO DI PELLIZZANO: «QUANDO IL COMPLETAMENTO DELL’OPERA E QUALI I COSTI STIMATI?»

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08.29 - martedì 27 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Quando potrà essere utilizzato il trampolino di Pellizzano? Negli ultimi giorni, durante la mia presenza in Val di Sole, molte persone mi hanno sollecitata a tornare su una vicenda che da anni attraversa il dibattito locale: il trampolino di salto di Pellizzano. Una storia che merita di essere ricostruita, perché racconta molto più di un’opera sportiva. Racconta un metodo, o meglio, la sua assenza.Il progetto nasce durante la Giunta Rossi, su richiesta chiara e condivisa con i rappresentanti del territorio: offrire ai giovani atleti un’infrastruttura vicina a casa, che permettesse loro di allenarsi senza dover percorrere decine di chilometri. Un investimento pensato per sostenere una disciplina di nicchia, ma soprattutto per sostenere le famiglie e la crescita sportiva dei ragazzi. La PAT mise 1,5 milioni a disposizione e altrettanti il CONI romano per un totale di tre milioni di euro, frutto di un accordo costruito con serietà e visione.

Poi è arrivato il cambio di legislatura. E con esso un approccio che, dal 2018, sembra avere un tratto ricorrente: demolire ciò che è stato avviato da altri, indipendentemente dal merito, indipendentemente dalle richieste del territorio. La vicenda VAIA ( usata abbondantemente come scusa per almeno 2 anni) ha rallentato tutto, ma la volontà politica di non proseguire il progetto era evidente. Solo le insistenze locali hanno costretto l’assessorato competente a riattivarsi.

Il risultato? Un’opera che, nel frattempo, è lievitata da 2.8 a 3.7 milioni di euro. Un incremento impressionante, che pesa sulle casse pubbliche e che poteva essere evitato con una gestione più tempestiva e responsabile. Perché i lavori sono stati posticipati?

Perché si è lasciato che i costi esplodessero? Perché un’opera chiesta dal territorio è stata trattata come un corpo estraneo solo perché non nata sotto l’attuale amministrazione?
Sono domande che i cittadini si pongono ogni giorno, e che meritano risposte chiare. A questo si aggiunge un ulteriore elemento di preoccupazione: a oggi non è ancora

identificabile un impianto di risalita che consenta agli atleti di raggiungere la sommità del trampolino. Dovremo prevedere un ulteriore finanziamento? Quanto costerà ancora completare ciò che doveva essere già pronto e funzionante?

Sul piano tecnico, confidiamo che chi ha firmato le autorizzazioni abbia valutato con attenzione l’assetto idrogeologico e ogni altro aspetto di sicurezza. Ma sul piano politico, il problema resta: il metodo. O meglio, la sua mancanza. Perché un’opera pubblica non si governa con i ripicchi, né con l’ossessione di cancellare ciò che è stato fatto da altri. Si governa ascoltando il territorio, rispettando gli impegni presi, lavorando insieme.

La strada oggi è una sola: sedersi attorno a un tavolo, Provincia, Comune, associazioni e definire con trasparenza e responsabilità la fase finale del progetto, per renderlo fruibile, sicuro e dignitoso nel più breve tempo possibile.Con i quasi 4 milioni spesi e con quelli che forse serviranno ancora si sarebbe potuto fare molto altro. Ma ora è il momento di evitare ulteriori sprechi e restituire finalmente al territorio ciò che gli era stato promesso.

Tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere

A quando il completamento dell’opera in tutte le sue parti e con quali costi stimati?

*

Paola Demagri

Consiglio Provincia autonoma Trento (Casa Autonomia)

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