(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Prevenzione incendi: controlli sulle grandi strutture archiviati d’ufficio?
Il 1 gennaio 2026 l’Europa si è risvegliata con il devastante peso di una tragedia con tante giovani vite spezzate in una notte di festa. Nei giorni successivi immagini, testimonianze e primissime indagini sconvolgono ancora di più le coscienze dei cittadini e di chi ha l’onere di vigilare e prevenire per la sequenza imperdonabile di leggerezze e omissioni che hanno portato al disastro di Crans Montana.
Il 3 gennaio 2026 la giunta provinciale ha tenuto a rassicurare tutti circa il rigoroso rispetto delle regole che connoterebbe il contesto trentino. Il comunicato stampa n. 3 richiama il “ruolo essenziale svolto dalla prevenzione” nonché il “contributo determinante al rispetto delle norme di sicurezza garantito dai controlli svolti dai Vigili del fuoco del Corpo permanente di Trento”. In particolare la giunta ci ricorda che “le istanze di prevenzione incendi sono seguite in particolare dall’Ufficio prevenzione Incendi” e che “i Vigili del fuoco verificano il rispetto delle normative vigenti e svolgono sopralluoghi sul posto”.
La meritoria azione di prevenzione dei Vigili del fuoco si rifà al DPR n. 151/2011 che, nel caso di innovazioni significative su strutture e impianti, indica precisi obblighi in capo ai comandi a seconda di una classificazione delle attività prevista dagli allegati allo stesso DPR. Il comma 2 dell’articolo 4 del DPR citato prescrive controlli attraverso visite tecniche, volti ad accertare il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione incendi “anche con metodo a campione o in base a programmi settoriali” per le categorie di attività rubricate alle lettere A e B.
Per la categoria C invece i controlli, attraverso visite tecniche, devono essere sempre e in ogni caso effettuati entro 60 giorni dal ricevimento della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).
A titolo di esempio appartengono alla categoria C impianti e centri sportivi sia di carattere pubblico che privato con capienza oltre le 200 persone, gli alberghi oltre i 100 posti letto, stabilimenti industriali a rischio, centri commerciali oltre i 1500 mq ecc..
In pratica, a fronte di interventi di ristrutturazione, ampliamento, installazione di nuovi impianti ecc. il proponente invia la SCIA al comando dei Vigili del fuoco che entro 60 giorni, nel caso di appartenenza alla categoria C, procede con le verifiche tecniche obbligatorie ai fini della prevenzione degli incendi.
Risulterebbe allo scrivente che in numerosi ed importanti casi rientranti nella categoria C, anziché procedere nei termini previsti dalla norma con le verifiche obbligatorie seguenti alle SCIA (regolarmente presentate da parte degli interessati), l’ufficio competente presso il Servizio Antincendi, con l’avallo del comando, abbia sistematicamente archiviato le pratiche. Si tratterebbe di casi di rilevanza collettiva quali lo Shop Center Valsugana, lo stabilimento Suanfarma, l’Hotel Panorama di Fai della Paganella, il palazzetto del ghiaccio di Andalo e molti altri. Si ribadisce che nulla verrebbe addebitato ai responsabili delle strutture citate visto che gli obblighi di comunicazione, segnalazione e documentazione sarebbero stati assolti. Non così invece da parte del comando dei Vigili del fuoco.
A ciò si aggiunga l’aggravante che anche le strutture olimpiche, a cominciare dal villaggio di Predazzo e da quelle dello Stadio del Fondo di Tesero, non avrebbero ancora visto concluso il procedimento di verifica del rispetto delle norme di prevenzione antincendio prescritto dal DPR citato.
Al fine di rassicurare ogni cittadino che quanto comunicato dalla giunta si fonda su certezze inattaccabili,
Tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere
1) se è confermato l’interesse dell’Ufficio ispettivo della Provincia circa reiterate irregolarità segnalate presso il Servizio Antincendi dove pare che i vertici abbiano sistematicamente archiviato d’ufficio i controlli antincendio obbligatori;
2) se è confermata la mancanza di controlli obbligatori presso attività industriali a rischio di incidente rilevante ed eventualmente quali;
3) se è confermato che i mancati controlli avrebbero coinvolto anche impianti fotovoltaici, considerati un elemento critico se presenti su edifici, visti gli oltre 400 incendi all’anno registrati in Italia;
4) se è confermato che tra le SCIA archiviate senza i prescritti controlli risultano alberghi, centri commerciali, impianti sportivi ed eventualmente quali;
5) se corrisponde al vero che in concomitanza delle Olimpiadi invernali la dirigente del Servizio Antincendi abbia assegnato i controlli antincendio ex DPR citato ad un unico e specifico funzionario ma che alla data odierna detti controlli non siano ancora stati eseguiti;
6) se sia intenzione concludere le verifiche tecniche almeno entro la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi;
7) se è confermato che ad oggi gli avvisi recapitati alla dirigente del Servizio Antincendi ing. Ilenia Lazzeri (di cui si chiede copia) circa i mancati controlli non abbiano ancora avuto risposta e se il dirigente generale ing. Stefano Fait abbia dato indicazioni in merito ed eventualmente quali e quando;
8) se per la gestione dell’evento olimpico siano previste premialità economiche per i dirigenti Pat coinvolti nell’evento l’elenco dei dirigenti beneficiari, gli obiettivi assegnati, l’ammontare del bonus e se nell’attribuzione degli stessi si intende tener conto di quanto ricostruito in premessa.
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Filippo Degasperi
Consiglio Provincia autonoma Trento (Onda)
