(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Oggi alle ore 10, presso il Salone di rappresentanza di Palazzo Geremia – con apprezzato spirito istituzionale messa a disposizione dal Comune di Trento – si terrà la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario alla presenza delle autorità locali.
Nella sua relazione, pubblicata sul sito www.corteconti.it, il Procuratore regionale Gianluca Albo, dopo una breve riflessione sui progetti di riforma in corso, ha illustrato l’attività svolta dalla Procura della Corte dei conti trentina.
Ha, quindi, sottolineato come nel 2025 sia proseguita la positiva interazione con i vertici provinciali che ha, tra l’altro, portato all’adozione del regolamento n. 946/2025 mediante il quale sono istate individuate precise regole sul controllo dei versamenti delle imposte di soggiorno da parte delle strutture ricettive.
L’intervento della Procura regionale di Trento, nel 2025, ha consentito, tramite la riparazione spontanea da parte di una professionista dipendente da Asuit, di recuperare la somma di € 51.159,43, relativa al danno subito dall’Azienda Sanitaria per prestazioni fittiziamente refertate dalla professionista come eseguite in telemedicina al fine di percepire indebitamente sia il compenso da parte dei pazienti che l’indennità di esclusività, con conseguente violazione dei limiti e delle regole a cui i medici in rapporto di esclusività devono attenersi per svolgere attività libero professionale all’interno dei locali dell’Azienda.
Sempre in tema di responsabilità sanitaria, sono stati condannati al pagamento della somma complessiva di € 114.941,80 due medici, dipendenti da Asuit, per aver omesso di eseguire un intervento chirurgico richiesto da una paziente. A seguito di tale omissione la paziente ha subito una gravidanza indesiderata per la quale l’Azienda sanitaria è stata condannata a un ingente risarcimento del danno.
Sono state avviate delle contestazioni nei confronti di dipendenti pubblici che si erano rivolti a una società trentina per ottenere false attestazioni di positività al Covid-19 e così munirsi del green pass da positività alla malattia pur non avendone i requisiti. A tali dipendenti è stato contestato il danno d’immagine, arrecato alle rispettive amministrazioni di appartenenza, per l’eco mediatica che la condotta ha avuto, nonché il danno per gli stipendi percepiti sine titulo, in quanto, a seguito delle disposizioni dettate per il contrasto della pandemia, i dipendenti non in possesso di regolare green pass non si sarebbero potuti recare a lavoro e non avrebbero potuto percepire lo stipendio.
Tale attività da parte della Procura erariale proseguirà anche nel 2026. Il Procuratore regionale ha, inoltre, sottolineato nella propria relazione l’intervento della sentenza n. 13/2025 delle Sezioni Riunite della Corte dei conti che, ponendo fine alla annosa vicenda della certificazione dei contratti collettivi provinciali di lavoro da parte della locale Sezione di controllo, e pur respingendo il riscorso, ha affermato importanti principi di diritto sul rapporto tra ordinamento provinciale e statale in aderenza a quanto prospettato dalla Procura della Corte dei conti.
Nel 2025 sono stati recuperati “per cassa” € 491.410,74 dei quali:
– 120.565,37 € in fase istruttoria;
– 309.363,79 € nella fase di esecuzione delle sentenze di condanna di primo e secondo grado;
– 61.481,58 € a seguito della definizione delle vertenze con rito abbreviato e monitorio;
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La Segreteria del Procuratore regionale
