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COPPOLA (CONSIGLIO PAT/AVS) * NUOVO CPR TRENTO: «TAGLI AI POSTI, COSÌ SI AUMENTANO MARGINALITÀ E TENSIONE SOCIALE»

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16.04 - martedì 24 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Tagli ai posti e nuovo CPR: così si aumenta marginalità e tensione sociale
Il nuovo protocollo d’intesa tra Provincia e Prefettura che prevede il progressivo dimezzamento dei posti di accoglienza per richiedenti asilo in Trentino rappresenta una scelta grave e miope.

Oggi i posti disponibili sono circa 750. L’accordo stabilisce una riduzione graduale fino a circa 350–300 entro l’entrata in funzione del nuovo CPR a Trento. Anche i posti riservati ai cittadini ucraini nel 2026 scenderanno a 250, cinquanta in meno rispetto all’anno precedente.

Si tratta di un taglio che interviene su un sistema già in sofferenza. Attualmente esistono due colli di bottiglia evidenti: da un lato molte persone che lavorano e hanno completato percorsi di integrazione non riescono a trovare casa e restano nelle strutture; dall’altro centinaia di richiedenti asilo attendono un posto e vivono in condizioni di forte precarietà, anche in strada, tra Trento e Rovereto.

Ridurre ulteriormente i posti non risolverà queste criticità, ma rischia di ampliarle, aumentando marginalità e disagio sociale.

La scelta di collegare il dimezzamento dell’accoglienza alla realizzazione del CPR sposta l’attenzione dai percorsi di integrazione verso una logica detentiva che negli anni ha mostrato limiti evidenti in termini di efficacia e tutela dei diritti.

Accolgo con cautela l’impegno della Provincia a elaborare entro giugno 2026 un progetto sperimentale di accoglienza potenziata e integrata in collaborazione con Agenzia del Lavoro, enti di formazione e categorie economiche. Tuttavia, questo percorso rischia di essere contraddittorio se accompagnato da un drastico taglio dei posti, e dalla progettazione di un CPR.

Preoccupa inoltre l’istituzione del Tavolo di Consultazione permanente senza la presenza dei Comuni, che sono direttamente coinvolti nella gestione territoriale dell’accoglienza.

Il Trentino ha le competenze per costruire un modello efficace basato su casa, lavoro e inclusione. Tagliare i posti senza affrontare il nodo dell’emergenza abitativa e dell’autonomia significa semplicemente spostare il problema sulle strade delle nostre città.

Auspico che il dimezzamento venga sospeso e che si apra un confronto reale con enti locali, terzo settore e comunità.

*

Lucia Coppola

Consiglio Provincia autonoma Trento (Avs)

 

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