(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Question time, Fugatti non scioglie i dubbi sul futuro: «Nel 2028? Dipenderà da molti fattori»
In Consiglio provinciale il presidente evita di impegnarsi sulla conclusione del mandato. Dalla sanità ai trasporti, dal caro energia alla zootecnia, confronto serrato sulle principali questioni del Trentino.
Dalla sanità ai trasporti, dall’energia alle politiche sociali, passando per infrastrutture, agricoltura e grandi opere. Il question time del Consiglio provinciale ha offerto un ampio confronto tra maggioranza e opposizione sui principali temi dell’agenda politica trentina. Nel corso della seduta gli assessori e il presidente della Provincia hanno risposto a interrogazioni che hanno toccato questioni molto diverse, dai servizi ai cittadini alla mobilità, dal sostegno alle famiglie alla gestione del patrimonio pubblico. Tra i temi che hanno suscitato maggiore attenzione anche il futuro politico del presidente Maurizio Fugatti, chiamato a chiarire le proprie intenzioni rispetto alla prosecuzione del mandato e alle prospettive della legislatura.
Lucia Coppola (Avs)
Quali sono i costi del Festival dell’economia?
La consigliera di Avs ha chiesto alla Giunta quale siano i costi complessivi sostenuti dalla Pat per il Festival dell’economia indicando le risorse extra stanziate per gestire i 50 eventi aggiuntivi, e sulla base di quali indicatori d’impatto oggettivi e misurabili siano state calcolate le ricadute economiche reali sul tessuto locale, al fine di comprovare l’effettiva utilità per la comunità trentina a fronte del considerevole investimento pubblico.
La risposta: il presidente Fugatti ha precisato che il Festival dell’Economia rientra nella programmazione ordinaria di Trentino Marketing e che i relativi costi sono coperti attraverso gli strumenti previsti dalla normativa provinciale e dal contratto pluriennale in essere con il Gruppo Sole 24 Ore, senza necessità di risorse aggiuntive. Ha sottolineato che l’ampliamento del programma non ha comportato nuovi stanziamenti, essendo le spese già comprese nelle risorse autorizzate. Fugatti ha quindi rivendicato il ruolo strategico del Festival, definendolo una manifestazione ormai consolidata e capace di generare benefici per l’immagine e il posizionamento del Trentino a livello nazionale e internazionale. Richiamando i risultati dell’edizione 2026, il presidente ha evidenziato l’ampia partecipazione di pubblico, il coinvolgimento di centinaia di relatori e l’elevato numero di eventi organizzati, sostenendo che il Festival rappresenti oggi un importante luogo di confronto e divulgazione sui temi economici, culturali e sociali, capace di coinvolgere cittadini, giovani, mondo accademico e media nazionali e internazionali.
La replica: la consigliera Coppola ha ringraziato per la risposta, suggerendo pro futuro meno passerelle di politici e maggiore qualità. Fare meno sarebbe meglio, ha osservato: meno incontri e più accuratezza nella scelta degli interventi che in questa edizione sono stati un mix che ha fatto scadere la kermesse a livelli che non si erano mai visti.
Mirko Bisesti (Lega)
Sicurezza del latte crudo, quali progetti della Giunta?
Il capogruppo della Lega ha chiesto quali ulteriori azioni intenda promuovere la Giunta per continuare a sostenere e valorizzare la zootecnia e per rafforzare ulteriormente le attività di prevenzione, informazione, promozione e sensibilizzazione sul consumo corretto e sicuro dei prodotti a latte crudo.
La risposta: l’assessora all’agricoltura Giulia Zanotelli ha ribadito il valore strategico della zootecnia di montagna, definita non solo un settore economico fondamentale per l’agroalimentare provinciale, ma anche un presidio essenziale per la tutela e la valorizzazione delle aree montane. L’assessora ha ricordato le linee guida approvate nel 2025 per il controllo dell’Escherichia coli STEC nel latte non pastorizzato e nei prodotti derivati, finalizzate a garantire elevati standard di sicurezza sanitaria senza compromettere le produzioni tradizionali. A supporto di questo obiettivo la Provincia ha avviato una campagna informativa rivolta sia agli operatori del settore sia ai consumatori, attraverso piattaforme digitali, materiali informativi distribuiti in malghe e caseifici e il coinvolgimento degli ambulatori pediatrici. Nel 2026 l’iniziativa sarà estesa anche alla distribuzione al dettaglio e alla ristorazione.
Sul fronte della ricerca, la Fondazione Edmund Mach e CONCAST stanno sviluppando progetti per ridurre la presenza di Escherichia coli nel latte crudo e nei suoi derivati, mentre il progetto “FERMALGA”, realizzato con la Camera di Commercio di Trento, punta a individuare fermenti e ceppi batterici in grado di preservare la tipicità dei prodotti garantendo al tempo stesso elevati livelli di sicurezza igienico-sanitaria. Zanotelli ha inoltre illustrato le azioni messe in campo per rafforzare la competitività e la reputazione del settore. Trentino Marketing ha predisposto un piano di comunicazione dedicato alla zootecnia di montagna, all’alpeggio e alla filiera lattiero-casearia, integrando la promozione dei prodotti con quella del territorio, dell’ambiente e del turismo. T
ra le iniziative figurano la valorizzazione dell’alpeggio sul portale Visit Trentino, eventi identitari e campagne promozionali sui media locali e nazionali. Tra gli strumenti individuati per il rilancio del comparto vi è anche il Tavolo zootecnico provinciale, istituito nell’ambito del Documento di economia e finanza provinciale 2025-2027, con il compito di elaborare proposte per rafforzare il settore, superare la frammentazione della filiera e migliorare il posizionamento dei prodotti lattiero-caseari trentini. Entro la fine del 2026 il Tavolo dovrà presentare un rapporto conclusivo all’Assessorato all’agricoltura. L’assessora ha infine annunciato il rilancio del marchio Qualità Trentino, che sarà promosso nei principali eventi provinciali e nazionali, e la nascita nel 2026 di un nuovo corso di formazione per gestori e operatori d’alpeggio, realizzato dalla Provincia e dalla Fondazione Edmund Mach per fornire competenze tecniche, sanitarie e gestionali a una figura considerata sempre più centrale per il futuro della montagna trentina.
La replica: soddisfatto della risposta il consigliere Bisesti
Claudio Cia (Misto)
Quali sono le garanzie per i medici di medicina generale?
Il consigliere del Misto ha chiesto quali valutazioni sono state fatte, anche alla luce delle preoccupazioni espresse dai medici di medicina generale, per garantire che la riorganizzazione della medicina generale non comprometta rapporto fiduciario medico-paziente, continuità assistenziale, ambulatori di prossimità e capillarità della medicina di famiglia nelle valli e nei territori meno centrali.
La risposta: L’assessore Mario Tonina ha assicurato che il modello delle Case della Comunità sarà adattato alle caratteristiche del territorio trentino e non comporterà un depotenziamento dei servizi nelle aree periferiche. Per evitare una concentrazione eccessiva delle prestazioni nei nuovi poli sanitari, saranno mantenuti e valorizzati i Punti Sanitari Territoriali e, dove presenti anche i servizi sociali, i Punti Socio-Sanitari Territoriali, che fungeranno da riferimento locale per i cittadini e saranno collegati alle Case della Comunità.
Ha inoltre precisato che il nuovo assetto non sostituirà né marginalizzerà il ruolo dei medici di medicina generale: gli ambulatori resteranno diffusi sul territorio, soprattutto nelle zone più periferiche, garantendo la prossimità ai cittadini. L’obiettivo è costruire una rete sanitaria territoriale più integrata ed efficiente, preservando il rapporto di fiducia tra medico e paziente e monitorando nel tempo gli effetti della riforma per apportare eventuali correzioni.
La replica: Una risposta precisa e completa che il consigliere ha apprezzato, citando un articolo del Sole 24 ore dal quale emergono dlele tensioni anche a livello nazionale su quetso tema. La Pat fa bene a percorrere questa strada e le parole dell’assessore sono state rassicuranti: è giusto però prepararsi a gestire le difficoltà che si presenteranno che non dipendono dalla politica, ma dalla scarsa disponibilità di medici.
Michela Calzà (Pd)
Per Estate – Lab, c’è l’assistenza per i disabili?
La consigliera dem ha chiesti quale sia il numero di ragazzi con disabilità iscritti a Estate Lab e se è stata presa in considerazione la possibilità di offrire gratuitamente anche per i servizi estivi l’assegnazione di operatori socio-assistenzali ai minori disabili che già disponevano di un servizio di assistenza scolastica, in caso contrario, se si intende attivarlo.
La risposta: Rispondendo a ll’interrogazione, l’assessore Achille Spinelli ha illustrato i dati relativi alle iscrizioni per l’estate 2026 e le modalità di sostegno economico previste dalla Provincia. Secondo quanto riferito dall’assessore, il servizio sperimentale registra complessivamente oltre 1.700 iscrizioni nelle sei settimane di attività programmate tra fine giugno e inizio agosto. Gli utenti con disabilità o bisogni speciali certificati sono circa una ventina per ciascun turno settimanale, con numeri che oscillano tra 15 e 21 partecipanti. Spinelli ha sottolineato che Estate Lab nasce come iniziativa integrativa rispetto all’ampia offerta estiva già presente sul territorio e ha tra i propri obiettivi prioritari quello di garantire l’accesso ai minori con disabilità o bisogni speciali certificati.
In questi casi il servizio prevede operatori dedicati con rapporti educativi personalizzati, che possono arrivare a un accompagnamento individuale uno a uno nei casi di maggiore gravità, mentre per gli altri utenti il rapporto ordinario è di un operatore ogni 25 minori. L’assessore ha evidenziato che proprio la presenza di personale dedicato determina costi più elevati per il servizio, ma ha ricordato che la Provincia interviene attraverso il sistema dei buoni di servizio e delle agevolazioni legate all’ICEF, riducendo significativamente la quota a carico delle famiglie. Per i nuclei che rientrano nei parametri previsti, il contributo richiesto resta infatti contenuto anche nei casi che necessitano di assistenza individualizzata.
Nel corso della risposta è stato inoltre chiarito che l’assistenza garantita in ambito scolastico ai sensi della normativa sulla disabilità non può essere automaticamente trasferita ai servizi estivi, poiché questi ultimi hanno finalità prevalentemente sociali, ricreative ed educative e non strettamente scolastiche. Tuttavia l’assessore ha assicurato che l’Amministrazione provinciale si è impegnata a valutare con attenzione l’evoluzione del servizio e il peso economico sostenuto dalle famiglie, anche alla luce delle esperienze maturate nelle precedenti edizioni.
La replica: Il senso dell’interrogazione, ha spiegato Calzà, era capire come stessero procedendo le iscrizioni dopo che la Giunta ha introdotto il sistema di conciliazione. Rispetto alle volontà iniziali della Giunta e ai toni roboanti con il quale è stato presentato, il catalogo presenta una offerta ridotta. Il costo per chi ha figli portatori di disabilità è estremamente gravoso, a prescindere dal fatto che abbiano effettivamente i fondi per coprirlo. L’ICEF può portare fuori scala e vi è la possibilità che le famiglie si rivolgano alle associazioni del terzo settore.
Antonella Brunet (Lista Fugatti)
Asuit intende attivare altri punti di distribuzione dei farmaci?
La consigliera della Lista Fugatti ha chiesto alla Giunta come sia organizzato il servizio di distribuzione diretta dei farmaci ospedalieri, quali siano i volumi dei farmaci erogati e degli utenti serviti e se Asuit intenda valutare l’attivazione di ulteriori punti di distribuzione diretta dei farmaci sul territorio provinciale.
La risposta: L’assessore Mario Tonina ha ricordato che il servizio di distribuzione diretta dei farmaci è attualmente concentrato negli ospedali di Trento e Rovereto e nel 2025 ha seguito oltre 6.600 pazienti, con più di 33.000 accessi. La maggior parte delle richieste riguarda pazienti oncologici ed ematologici, ma il servizio copre l’intero territorio provinciale, comprese le aree più periferiche. Per ridurre gli spostamenti dei pazienti, l’Azienda sanitaria intende aumentare i quantitativi di farmaci consegnati a ogni accesso, garantendo fino a tre mesi di terapia, e sta valutando l’apertura di nuovi punti di distribuzione negli ospedali territoriali. Il progetto sarà sostenuto dall’assunzione di nuovi farmacisti e dall’adeguamento di spazi e tecnologie dedicate alla conservazione dei farmaci.
La replica: La consigliera ha ringraziato l’assessore ricordando tuttavia le numerose criticità del tema, sopratutto per gli anziani. Criticità che forse si potrà pensare di superare grazie alle Case di Comunità, ha osservato, augurandosi che ci siano la volontà e l’impegno.
Mariachiara Franzoia (Pd)
Biglietto più caro se la biglietteria è chiusa o non va. La Giunta lo sa?
La consigliera del Pd ha chiesto se la Giunta sia a conoscenza che quando un cittadino si trova a partire da una stazione con biglietteria chiusa o da una fermata del tutto priva di emettitrice automatica funzionante, è di fatto costretto ad acquistare il biglietti direttamente a bordo dal capotreno che comporta una maggiorazione. Franzoia ha chiesto inoltre quanti siano i casi registrati nell’ultimo anno e quali provvedimenti s’intenda adottare per azzerare la maggiorazione a bordo.
La risposta: L’assessore ai trasporti Mattia Gottardi ha chiarito le ragioni che portano all’applicazione del sovrapprezzo di 50 centesimi per i biglietti acquistati a bordo di treni e autobus, anche nei casi in cui le biglietterie o le emettitrici automatiche presenti a terra siano assenti, chiuse o non funzionanti. La misura, introdotta nel 2022 in sostituzione della precedente maggiorazione di 2 euro, ha l’obiettivo di incentivare l’acquisto anticipato dei titoli di viaggio e l’utilizzo dei canali digitali, riducendo la vendita a bordo dei mezzi.
Secondo la Provincia, l’emissione dei biglietti durante il servizio comporta infatti un rallentamento delle operazioni di salita e può incidere sulla regolarità delle corse, soprattutto nel trasporto urbano ed extraurbano. Nella risposta è stato inoltre sottolineato come la disciplina tariffaria venga applicata in modo uniforme su tutto il territorio provinciale, senza distinguere i singoli casi, per garantire semplicità gestionale e rapidità del servizio. Parallelamente, la Provincia sta investendo nel potenziamento dei canali alternativi di acquisto e nella progressiva digitalizzazione del sistema di bigliettazione, attraverso l’utilizzo di supporti elettronici e applicazioni per smartphone. L’ammodernamento del sistema di bigliettazione elettronica, che coinvolge sia il trasporto ferroviario sia quello su gomma, proseguirà secondo un cronoprogramma graduale, tenendo conto della complessità tecnologica e degli investimenti necessari per la sostituzione delle apparecchiature attualmente in uso. Per quanto riguarda le tratte richieste, i biglietti emessi sono 106.274 mentre i passeggeri in complesso sono stati 113.415.
La replica: Ho capito la ratio e la ringrazio. Stringete ancora di più, laddove vi sia la possibilità, sperando che le macchinette funzionino.
Francesca Parolari (Pd)
Recupero del seminterrato del da Vinci, la giunta lo sostiene?
La consigliera Pd ha chiesto alla Giunta se sia a conoscenza del progetto di recupero del seminterrato del Liceo da Vinci di Trento, se sono state attivate interlocuzioni e approfondimenti e se si intende sostenerlo.
La risposta: L’assessore Marchiori ha spiegato che, pur essendo emersa attraverso la stampa locale l’ipotesi di recupero e riapertura del teatro del liceo Da Vinci, non risultano comunicazioni ufficiali tra l’istituto scolastico e le strutture provinciali competenti. Ha sottolineato che qualsiasi intervento dovrà essere preceduto da approfondite valutazioni tecniche, indipendenti dalla volontà politica, per verificare la compatibilità degli spazi con le normative vigenti. In particolare, andranno esaminati gli aspetti legati alla sicurezza e all’accesso del pubblico, a partire dall’esistenza e dall’adeguatezza delle vie di fuga, considerato che la normativa per gli spazi destinati al pubblico spettacolo è oggi particolarmente stringente. Marchiori ha comunque definito l’iniziativa interessante, anche per il coinvolgimento degli studenti, precisando però che ogni valutazione politica dovrà tenere conto degli esiti delle verifiche tecniche preliminari.
La replica: Certamente occorre valutarne la fattibilità, ha replicato la consigliera: il primo passaggio dovrebbe essere quello di raccogliere l’istanza del territorio e avrei preferito una risposta in tali termini.
Paolo Zanella (Pd)
Come siamo messi con i problemi dei bus di TT?
Il consigliere del Pd ha chiesto alla Giunta chiarimenti e aggiornamenti sul perdurare della situazione dei disguidi e malfunzionamenti sui bus urbani e extraurbani di Trentino Trasporti e sullo stato della flotta dei bus.
La risposta: L’assessore Mattia Gottardi ha confermato l’attenzione della Provincia verso i malfunzionamenti che interessano i sistemi di indicazione delle linee e le obliteratrici installate sui mezzi di Trentino Trasporti. Nella risposta è stato spiegato che il percorso di sostituzione della piattaforma informatica MITT, oggi denominata NPTT, ha subito alcuni rallentamenti a causa di modifiche normative intervenute durante la procedura di gara per il partenariato pubblico-privato. In particolare, è stato necessario adeguare il bando e il capitolato dopo il superamento del principio della “prelazione del proponente”, con conseguente proroga dei termini per la presentazione delle offerte. La Provincia ha comunque precisato che la commissione incaricata della valutazione delle offerte tecniche sta completando le proprie attività e che l’iter dovrebbe concludersi entro la fine di giugno. Per quanto riguarda l’aggiornamento tecnologico dei mezzi, è stato inoltre confermato che le nuove centraline sono già state installate in via sperimentale su alcuni autobus. La fase di test si è resa necessaria per consentire l’adattamento del software di bordo e garantire la piena integrazione tra i nuovi dispositivi e il sistema informatico attualmente in funzione.
La replica: Apprendiamo anche qui che con il venir meno del diritto di prelazione si sono allungati ulteriormente i tempi. Milano 2018 introduce contact less alle fermate e poi il sistema di tracciamento dei veicoli attraverso le app. In Italia si inizia negli anni 2000 nelle pensiline e poi sugli autobus. La Provincia Autonoma di Trento che non sta facendo nulla in tanti campi, nemmeno nei trasporti, si rende conto adesso che il mondo si sta evolvendo. E ancora siamo indietro.
Michele Malfer (Campobase)
Itea in val di Fiemme, perché 11 alloggi sfitti?
Il consigliere di Campobase ha chiesto i motivi che hanno determinato il permanere degli intoppi burocratici e quali iniziative urgenti intenda assumere, anche nei rapporti con ITEA e con la Comunità territoriale della Val di Fiemme, per rendere disponibili gli undici alloggi attualmente sfitti e per consentire in tempi certi una nuova raccolta delle domande per gli alloggi pubblici da parte dei cittadini del territorio.
La risposta: L’assessore Marchiori ha riferito che Itea gestisce complessivamente 90 alloggi nel territorio della Comunità territoriale della Val di Fiemme. Di questi, 85 risultano occupati, mentre 12 sono attualmente non assegnati per ragioni diverse. Un alloggio è inserito nel piano di cessione della società, due sono recentemente rientrati nella disponibilità di Itea a seguito di rilasci forzosi e sono in fase di sgombero e ripristino, mentre per altri nove sono in corso interventi manutentivi. In particolare, sei alloggi sono già interessati da lavori di ripristino e dovrebbero tornare disponibili in tempo per il prossimo bando di assegnazione previsto a ottobre; per i restanti tre sono in fase di programmazione ulteriori interventi. Marchiori ha inoltre annunciato che la Provincia sta predisponendo una manifestazione di interesse rivolta all’intero territorio provinciale per raccogliere offerte di immobili e valutare eventuali nuove acquisizioni o realizzazioni, sottolineando infine che i lavori sugli alloggi oggi non utilizzati sono in fase di conclusione e che nove unità dovrebbero rientrare a breve nella disponibilità del patrimonio abitativo pubblico.
La replica: Il consigliere Malfer ha apprezzato la risposta che quantomeno consente di delineare un quadro chiaro. Ha preso atto che si sia indicato un tempo preciso e un primo risultato concreto, con 6 nuclei familiari che potranno prossimamente trovare una risposta. Almeno in fase di emergenza, un buon passaggio. Occorre tenere alta l’attenzione, ha concluso, e valutare anche alcune modalità come l’auto recupero per ridurre i tempi di inutilizzo degli alloggi e rispondere alla domanda del territorio.
Daniele Biada (FdI)
L’Itea, perché l’aumento dei costi del riscaldamento?
Il consigliere di FdI ha chiesto alla Giunta se sia a conoscenza dell’aumento dei costi del servizio calore per gli edifici Itea; se intenda verificare l’effettiva diffusione del fenomeno all’interno del patrimonio abitativo ITEA ed eventualmente accertarne le cause per garantire la massima trasparenza nella determinazione delle spese.
La risposta: l’assessore Simone Marchiori ha attribuito gli aumenti registrati negli ultimi anni principalmente all’evoluzione del contesto energetico internazionale e al passaggio a un nuovo contratto di servizio. L’assessore ha ricordato che, alla scadenza del precedente accordo, ITEA ha aderito alla convenzione Consip per il servizio integrato energia, che non comprende soltanto la fornitura del combustibile ma anche la gestione complessiva degli impianti: manutenzione ordinaria e straordinaria, reperibilità e interventi 24 ore su 24, assunzione del ruolo di terzo responsabile e programmi di riqualificazione tecnologica ed energetica.
Secondo Marchiori, le tariffe precedenti erano ancora ancorate a valori definiti nel 2012, condizioni oggi non più sostenibili alla luce delle profonde trasformazioni intervenute nel mercato energetico. Nel caso specifico del condominio di Peio oggetto dell’interrogazione, nella stagione termica 2023-2024 si è registrato un aumento dei consumi di circa il 23% rispetto all’anno precedente, elemento che ha contribuito all’incremento della spesa. I consumi sono successivamente rientrati su livelli in linea con le medie storiche. L’assessore ha inoltre annunciato che verifiche tecniche approfondite hanno evidenziato alcune anomalie nei conteggi, che porteranno a una revisione del conguaglio relativo alla stagione 2023-2024. La rettifica dovrebbe tradursi in una riduzione media stimata di circa 275 euro annui per ciascun alloggio del condominio interessato. Marchiori ha infine sostenuto che, confrontando le attuali tariffe con i prezzi medi di mercato del solo combustibile, i costi sostenuti dagli inquilini risultano nel complesso competitivi, poiché comprendono anche tutti i servizi di gestione, manutenzione e assistenza previsti dal contratto energetico sottoscritto da ITEA.
La replica: Per il consigliere di Fratelli d’Italia gli aumenti non sono compatibili con quanto avviene nei nostri condomini, ha apprezzato che sia stato riconosciuto l’errore e ha invitato a maggiore attenzione nei confronti delle persone in stato di difficoltà.
Vanessa Masè (La Civica)
In Prestazione 11 anche il potenziamento cognitivo?
La consigliera della Civica ha chiesto alla Giunta se intenda valutare, nell’ambito della revisione in corso della “Prestazione 11”- lo strumento attraverso il quale l’Asuit riconosce un concorso alle spese per prestazioni terapeutico-riabilitative non garantite dal servizio sanitario provinciale – l’inserimento delle prestazioni di potenziamento cognitivo.
La risposta: L’assessore Tonina ha spiegato che la “Prestazione 11”, destinata alle persone con gravi disabilità e patologie invalidanti, è attualmente in fase di revisione per migliorarne sostenibilità ed equità, dopo il forte aumento delle richieste registrato negli ultimi anni. La proposta punta a concentrare maggiormente il sostegno sui bambini, adolescenti e giovani adulti fino a 25 anni con disabilità grave. Tra le novità allo studio vi è anche l’estensione dei contributi a interventi socio-educativi e psico-educativi, compresi i percorsi di potenziamento cognitivo, purché erogati da professionisti qualificati o da enti del terzo settore accreditati.
La replica: La consigliera Masè ha commentato la risposta dell’assessore e apprezzato il passaggio in cui l’assessore ha riconosciuto l’introduzione di interventi di potenziamento cognitivo che saranno utili alle famiglie e produrranno risvolti importanti sulle persone e di conseguenza sul bilancio provinciale.
Walter Kaswalder (Patt)
Si attiva il segnale telefonico ai Masetti e Monterovere?
Il consigliere del Gruppo Patt ha chiesto alla Giunta se l’assenza di segnale telefonico nelle località di Masetti, Malga Laghetto e Monterovere sia risolvibile entro l’inizio della stagione estiva.
La risposta: Secondo l’assessore Spinelli, ad oggi non sono giunte segnalazioni specifiche di carenza di copertura telefonica per le aree segnalate di Masetti, Lavarone, e Monterovere. Sulla base di quanto verificato a seguito da interrogazione, la località Monterovere risulta coperta dagli operatori Wind e Iliad, grazie al miglioramento della copertura del segnale avvenuto qualche mese fa. Per le altre aree citate la struttura competente in materia di telecomunicazione ha preso in carico la segnalazione avviando un confronto con l’amministrazione comunale per gli opportuni approfondimenti. Sulla base delle verifiche e dei relativi esiti, potranno essere avviati i contatti con gli operatori interessati per valutare le possibili azioni rispetto alle necessità di copertura, tenuto conto delle relative disponibilità.
La replica: Il consigliere Kaswalder ha specificato che si tratta proprio della località Masetti e ha proposto di potenziare i ricevitori per coprire questa zona.
Maria Bosin (Patt)
Quando riparte endoscopia a Cavalese?
La consigliera Patt ha chiesto quando verrà riattivato il servizio di endoscopia all’Ospedale di Cavalese e quale sia l’attuale programmazione e frequenza delle sedute previste, e quale sia lo stato di tale attività negli altri ospedali periferici della Provincia.
La risposta: L’assessore Tonina ha spiegato che la riattivazione del servizio di endoscopia all’ospedale di Cavalese è attualmente impedita dalla carenza di personale infermieristico specializzato. Per superare questa criticità, l’Azienda sanitaria sta programmando un percorso formativo dedicato agli infermieri, con l’obiettivo di disporre in futuro di professionisti qualificati per il servizio. Nel frattempo, l’endoscopia continua a essere garantita negli altri ospedali di valle (Cles, Arco, Borgo Valsugana e Tione) grazie all’impiego di medici aziendali e liberi professionisti, con volumi di attività calibrati soprattutto sulla disponibilità del personale infermieristico.
La replica: C’è un tema anche di occupazione di posti letto, ha notato la consigliera Bosin in replica, con i conseguenti costi di ricovero, accanto a quelli del trasporto. Detto questo, speriamo di vedere presto ripristinato il servizio che per le valli è strategico, ha concluso.
Chiara Maule (Campobase)
Trentino Riscossioni, qual è l’impatto di strumenti digitali sugli anziani?
La consigliera di Campobase ha chiesto alla Giunta come intenda verificare, anche tramite Trentino Riscossioni, l’impatto dell’uso di PND/SEND su anziani e cittadini fragili che dispongono solo formalmente di strumenti digitali attivati da familiari, e quali misure informative, organizzative o compensative intenda adottare per evitare che notifiche non effettivamente conosciute producano maggiorazioni, decadenze da riduzioni o ulteriori costi a loro carico.
La risposta: In risposta all’interrogazione, l’assessore Spinelli ha evidenziato che il Codice dell’amministrazione digitale e la piattaforma nazionale SEND sono stati progettati per garantire anche il diritto dei cittadini a non utilizzare strumenti digitali, evitando forme di esclusione a danno delle persone più fragili. Ha chiarito che la ricezione di notifiche digitali a valore legale richiede sempre un’adesione esplicita da parte del destinatario, attraverso l’attivazione di specifici servizi come il domicilio digitale, la PEC o le funzionalità dedicate dell’app IO e della piattaforma SEND. In assenza di tale consenso, le comunicazioni continuano a essere recapitate con le tradizionali modalità cartacee. Per accompagnare i cittadini nell’utilizzo dei nuovi strumenti, la Provincia sta inoltre attivando un call center e una rete di sportelli fisici di supporto, affiancati dai 26 punti di facilitazione digitale presenti sul territorio, che offrono gratuitamente assistenza e formazione per favorire un uso più consapevole e autonomo dei servizi digitali della pubblica amministrazione.
La replica: la consigliera Maule ha osservato che sarebbe utile capire come dare una mano, sopratutto agli anziani, perché, se non si è dotati di conoscenze tecnologiche approfondire si attivano servizi senza volerlo e tutto poi diventa complicato. Sono per la transizione digitale, ha aggiunto, ma occorre trovare una mediazione.
Alessio Manica (Pd)
Fotovoltaico De a Rovereto, perché nel Pnrr?
Il consigliere del Pd, riferendosi a un impianto fotovoltaico di De a Rovereto sud, realizzato su un terreno verde e agricolo, ha chiesto quali sono gli elementi fattuali, giuridici ed urbanistici che fanno rientrare l’area nella finalità della misura Pnrr ovvero il recupero di aree industriali dismesse.
La risposta: l’assessore Achille Spinelli ha ricostruito il quadro normativo e autorizzativo dell’intervento, finanziato nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Spinelli ha ricordato che il progetto rientra nell’avviso pubblico approvato dalla Provincia nel 2023 per la realizzazione di impianti di produzione di idrogeno verde in aree industriali dismesse. La normativa prevede che l’elettrolizzatore, cuore dell’impianto per la produzione di idrogeno, sia collocato nell’area dismessa, mentre gli impianti fotovoltaici che lo alimentano possano essere realizzati anche entro un raggio di dieci chilometri. Nel caso specifico, l’intervento prevede la realizzazione di un impianto di produzione di idrogeno alimentato da due campi fotovoltaici: uno adiacente all’elettrolizzatore e un secondo nell’area dei Tre Pini, a circa 1,3 chilometri di distanza, quindi pienamente conforme ai requisiti previsti dal bando.
L’assessore ha inoltre precisato che per l’area dei Tre Pini è già stata rilasciata l’Autorizzazione unica energetica e che, nel corso dell’iter istruttorio, sono stati acquisiti tutti i pareri necessari sotto il profilo ambientale, paesaggistico e urbanistico. Dalle verifiche effettuate è emerso che l’intervento non interessa aree soggette a particolari vincoli di pericolosità, usi civici o altre condizioni che richiedano ulteriori procedure di valutazione ambientale. Tra le prescrizioni introdotte durante l’iter autorizzativo figura anche una richiesta del Comune di Rovereto finalizzata a mitigare l’impatto visivo dell’impianto dalla vicina autostrada e dalla strada provinciale 23, attraverso la realizzazione di movimenti di terra o l’inserimento di una cortina verde di adeguata altezza. Nella risposta, Spinelli ha quindi ribadito la regolarità del procedimento autorizzativo e la conformità del progetto ai requisiti previsti dalla normativa e dal bando PNRR dedicato alla produzione di idrogeno rinnovabile.
La replica: Il consigliere Manica ha detto che rimangono perplessità. La risposta spiega che si rispetta l’obiettivo di riutilizzo delle aree industriali dismesse solo in parte, lasciando perplessità di fronte al fatto che una iniziativa del PNRR permetta di utilizzare aree nuove al di fuori di quelle che si dovrebbero recuperare.
Lucia Maestri (Pd)
Cosa si sta facendo per il traffico sull’asse del Brennero?
La consigliera del Pd ha chiesto alla Giunta cosa ha fatto e cosa sta facendo il Trentino per affrontare quelle problematiche che costituiscono il nodo strategico del traffico autostradale sull’asse del Brennero. Un problema drammatico come ha dimostrato la recente manifestazione che, per Maestri, ha segnato il De Profundis dell’Euregio.
La risposta: il presidente Fugatti ha ricondotto le criticità della mobilità lungo l’asse del Brennero alla necessità di favorire il trasferimento del traffico merci dalla gomma alla ferrovia. Ha osservato che i trasporti su strada risentono di costi crescenti e di rallentamenti, come dimostrato anche dai recenti lavori di manutenzione ferroviaria, ma ha precisato che un vero riequilibrio modale sarà possibile solo con il completamento del tunnel di base del Brennero e il potenziamento delle tratte di accesso fino al quadrante europeo di Verona. Solo allora, ha spiegato, la rete ferroviaria potrà diventare sufficientemente competitiva rispetto al trasporto su gomma. In questo quadro, la Provincia assicura un monitoraggio costante sull’avanzamento delle opere e sulla progettazione del punto di scambio intermodale dell’interporto di Trento. Fugatti ha ricordato che alcune limitazioni al traffico pesante non possono essere decise solo a livello regionale, perché incidono su materie di rilievo europeo, come la libera circolazione delle merci, ma ha rivendicato il lavoro istituzionale portato avanti anche attraverso la Comunità d’azione del Brennero e il sostegno al sistema digitale di prenotazione dei transiti. L’Euregio non assiste immobile alle problematiche e la Pat partecipa attivamente al dibattito in corso, svolgendo un ruolo di regia nell’elaborazione di soluzioni che guardano allo sviluppo del progetto di quadruplicamento della linea ferroviaria del Brennero.
La replica: lei sembra convinto della bontà del trasferimento del traffico da gomma a rotaia e anch’io sono convinta che la soluzione sia quella, ha esordito la consigliera Maestri. Tuttavia questo progetto durerà molti anni e nel frattempo situazioni di criticità potrebbero essere replicabili, senza contare che il mandato dato dal Dreier Landtag è un mandato molto forte e mentre altri presidenti si sono espressi, noi siamo alla finestra a guardare. La dinamica va trattata a livello internazionale con noi ad avere forte voce in capitolo, ha concluso.
Christian Girardi (La Civica)
Caro energia, si utilizzeranno i fondi di coesione?
Il consigliere della Civica ha chiesto se siano allo studio azioni finalizzate a ri-orientare le risorse dei fondi per la politica di coesione nella disponibilità provinciale nell’ottica di fornire risposte a famiglie e imprese trentine colpite dal caro energia.
La risposta: Rispondendo a un’interrogazione sull’utilizzo dei fondi europei per la transizione energetica, il vicepresidente e assessore Achille Spinelli ha illustrato gli interventi finanziati attraverso il Programma FESR 2021-2027, evidenziando il sostegno garantito sia alle imprese sia al patrimonio pubblico. Spinelli ha ricordato che il programma dedica una specifica priorità al “Trentino sostenibile”, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica, ridurre le emissioni climalteranti e incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili. In particolare, attraverso il bando per l’installazione di impianti fotovoltaici avviato nel 2022, sono state finanziate 405 imprese trentine, per investimenti complessivi superiori a 70 milioni di euro e contributi pubblici programmati per oltre 20 milioni di euro.
Il completamento degli interventi è previsto entro la fine del 2026. Sul fronte del patrimonio pubblico, la Provincia ha programmato investimenti per circa 24,5 milioni di euro destinati alla riqualificazione energetica degli edifici di proprietà, attraverso interventi quali l’installazione di impianti fotovoltaici, il miglioramento dell’isolamento termico e la sostituzione degli infissi. I lavori interessano sia strutture scolastiche sia edifici amministrativi provinciali. Complessivamente, ha spiegato l’assessore, il Programma FESR destina circa 46 milioni di euro ad azioni legate alla transizione energetica sul territorio provinciale. Spinelli ha inoltre precisato che, allo stato attuale, non sono pervenute indicazioni dall’Unione europea o dallo Stato che consentano di ampliare la platea dei beneficiari dei fondi a soggetti diversi da quelli previsti dai regolamenti comunitari. In particolare, il sostegno diretto alle famiglie o agli interventi in ambito agricolo non rientra attualmente tra le misure finanziabili attraverso il FESR, ma fa riferimento ad altri strumenti europei dedicati.
La replica: il Consigliere Christian Girardi ha espresso soddisfazione per la carrellata di quanto è stato fatto e si sta facendo. Ha però auspicato che l’Unione Europea apra le maglie e che la Provincia sia pronta a cogliere l’opportunità per aiutare le famiglie trentine.
Francesco Valduga (Campobase)
Ospedale di Rovereto, il progetto di ristrutturazione è ancora valido?
Il capogruppo di Campobase ha chiesto se il progetto di ammodernamento dell’ospedale di Rovereto viene ancora preso in considerazione dalla Giunta.
La risposta: L’assessore Tonina ha ricordato che la Provincia ha stanziato 50 milioni di euro per un primo lotto funzionale del nuovo ospedale di Rovereto. L’intervento prevede la realizzazione di una nuova struttura destinata a ospitare le funzioni a più elevato contenuto tecnologico, consentendo poi di procedere alla demolizione e ricostruzione dell’intero complesso ospedaliero per fasi, senza interrompere l’attività sanitaria. L’Azienda sanitaria dovrà inoltre predisporre un masterplan condiviso con i soggetti interessati per definire tempi, modalità e successione degli interventi necessari al completo rinnovamento dell’ospedale.
La replica: Valduga non si è definito soddisfatto della risposta: staremo attenti a vedere quanto accade tra un mese ed eventualmente ci torneremo sopra, nella consapevolezza che se il problema è la mancata risposta della parte tecnica ci deve essere la responsabilità politica che la sollecita.
Filippo Degasperi (Onda)
Fugatti intende rimanere alla guida della Pat?
Il consigliere di Onda ha chiesto al presidente Fugatti se intende o meno assicurare la prosecuzione del suo mandato fino alla scadenza naturale della legislatura.
La risposta: Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti ha innanzitutto ricostruito il quadro normativo che disciplina la durata della legislatura provinciale e le ipotesi di cessazione anticipata del mandato. Fugatti ha evidenziato come l’attuale legislatura, iniziata dopo le elezioni del 2023, sia destinata a concludersi naturalmente nell’autunno del 2028, salvo le ipotesi previste dalla legge. Il presidente ha inoltre richiamato alcune peculiarità della normativa elettorale, osservando come l’eventuale scioglimento anticipato del Consiglio possa produrre effetti particolari sul conteggio dei mandati e sulla possibilità di ricandidatura. Affrontando il tema delle proprie intenzioni personali, Fugatti ha ribadito di non essere oggi in grado di formulare previsioni sul 2028, sottolineando come decisioni di questo tipo dipendano da molteplici fattori, tra cui aspetti personali, familiari, professionali e di salute che non possono essere valutati con anni di anticipo.
Il presidente ha però assicurato la piena continuità della propria azione amministrativa, affermando di svolgere il proprio incarico con impegno e responsabilità e sostenendo che le priorità dei cittadini riguardano soprattutto l’attività di governo della Provincia e le risposte ai problemi concreti del territorio. L’azione politica continua, ha dichiarato Fugatti, aggiungendo che la Giunta provinciale sta operando con continuità e costanza nel perseguimento degli obiettivi di legislatura. Ha quindi detto che il popolo trentino non chiede cosa farà Fugatti nel 2028, ma altre cose.
La replica: il consigliere Degasperi si è detto non soddisfatto della risposta, osservando che l’interrogazione era finalizzata a chiarire le intenzioni del presidente prima del 2028 e non dopo quella data. Secondo il consigliere, sarebbe stato utile un impegno più esplicito sulla volontà di portare a termine il mandato e completare gli obiettivi programmatici della legislatura.
Roberto Paccher (Lega)
Borgo, l’attraversamento della Sp 109 verrà messo in sicurezza?
Il consigliere della Lega ha chiesto alla Giunta se la Provincia intenda fare degli approfondimenti in merito a possibili azioni migliorative per la sicurezza dell’attraversamento ciclopedonale sulla provinciale 109 a Borgo Valsugana recentemente teatro di un incidente mortale.
La risposta: L’impianto semaforico e la relativa segnaletica, ha spiegato il presidente Fugatti, sono stati progettati e realizzati dal Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale della Provincia autonoma di Trento negli anni 2006-2007. Anche la gestione e la manutenzione dell’infrastruttura fanno capo allo stesso servizio provinciale. L’attraversamento ciclabile, in quel tratto, è obbligato e la sua regolamentazione risulta conforme alle disposizioni del Codice della strada. Tuttavia, i ripetuti incidenti richiamati nell’interrogazione hanno spinto le strutture tecniche provinciali ad avviare una nuova riflessione sui possibili margini di miglioramento della sicurezza dell’attraversamento. L’ipotesi di realizzare un attraversamento sfalsato, mediante sottopasso o sovrappasso, che garantirebbe un livello di sicurezza superiore, non appare praticabile nel contesto attuale a causa della presenza di numerosi vincoli infrastrutturali e fisici: il corso

