(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Contrasto alla ludopatia, valorizzazione di qualità, tecnologia e comfort degli apparecchi acustici, potenziamento dei consultori: sono questi i temi discussi stamane in Consiglio provinciale, complice la presentazione di tre documenti di mozione, presentati rispettivamente dalle consigliere Eleonora Angeli (Lista Fugatti), Lucia Maestri e Mariachiara Franzoia (PD). La mozione di Franzoia è stata ampiamente discussa, ma l’esame sarà completato con il voto alla ripresa pomeridiana.
In apertura di lavori il presidente Claudio Soini ha salutato l’avvio dell’anno scolastico e ricordato il programma “Conosciamo autonomia” rispetto al quale ha auspicato un coinvolgimento dei consiglieri nell’incontro periodico con i ragazzi che nel corso dell’anno scolastico saranno interessati dal progetto.
Eleonora Angeli (Lista Fugatti)
Azioni di contrasto alla ludopatia (accolta in forma emendata. Claudio Cia non partecipa al voto)
Dopo un’ampia premessa nella quale punta il dito sulla preoccupante recrudescenza del fenomeno del gioco d’azzardo, delle scommesse sportive e del gioco online, la mozione della consigliera della Lista Fugatti (accolta in forma emendata), impegna la Giunta a valutare l’istituzione di uno o più ambulatori per la presa in carico delle persone affette da dipendenza da gioco d’azzardo che siano distaccate dal Serd valutandone l’accoglienza presso i centri di alcoologia, antifumo e altre fragilità per un servizio personalizzato; il documento impegna poi alla programmazione di nuove risorse a titolo di contributo valorizzando la fase di reinserimento post comunitario e a potenziare il supporto legale ed economico integrando la figura del consulente legale nella pianta organica dello sportello sulle dipendenze. Altri obiettivi: l’intensificazione della promozione nelle scuole superiori di progetti di informazione sui rischi delle dipendenze e l’istituzione di un Osservatorio permanente per la raccolta ed analisi dei dati col supporto scientifico di Unitn.
Il parere favorevole della Giunta
L’assessore Mario Tonina ha apprezzato la mozione e l’ha dichiarata complessivamente accoglibile. Ha voluto però sottolineare che il quadro è meno critico rispetto a quello descritto dalla proponente, anche grazie ad un lavoro importante svolto nel corso degli anni, per contrastare il fenomeno, che ha portato anche alla consistente diminuzione del 70% del numero degli esercizi dotati di dispositivi per il gioco d’azzardo. Ha ricordato che molti aspetti contenuti nel documento si stanno già almeno in parte attuando. Un emendamento al punto 5 attribuisce ad Ispat i compiti di rilevazione statistica inerenti il gioco d’azzardo in Trentino.
La discussione e il voto
Mirko Bisesti (Lega) è intervenuto volentieri su un tema attenzionato da tempo e molto seguito anche dalla collega Segnana. Ha raccomandato una corretta lettura dei dati sull’azzardo che spesso sono fuorvianti. Francesca Parolari (PD) ha rilevato che molti dei pur sostenibili obiettivi di questa mozione sono già previsti dal servizio provinciale. “Per decenni in Italia il gioco d’azzardo era vietato poi grazie all’Europa si è introdotto questo scempio che cerchiamo di contenere con i pochi strumenti che abbiamo a disposizione”, ha premesso Filippo Degasperi (Onda). I numeri portati dall’assessore sono interessanti, ma ce n’è un altro riferito ai gettiti sui giochi incassati dalla Provincia che è una cartina al tornasole di questo fenomeno e il 2025 sarà probabilmente l’anno record con quasi 60 milioni di entrate. Le iniziative contenute in questa mozione sono tutte condivisibili e gli investimenti ci sono da tempo, ma evidentemente c’è qualcosa su cui non riusciamo ad incidere, ha notato.
Voto favorevole annunciato anche da Paola Demagri (Casa autonomia) che ha ricordato il lavoro svolto nella precedente legislatura nell’ottica della prevenzione e del contrasto a questa fragilità. Ha sollecitato l’attenzione dell’assessore Tonina sull’organizzazione del Serd e sulla tematica in generale. Anche Lucia Coppola (AvS) ha ribadito l’impegno della scorsa legislatura su questo tema e ha sottolineato la fragilità delle persone affette da questa patologia, resasi maggiormente evidente dopo la liberalizzazione del gioco d’azzardo che ha reso legittimo e di conseguenza maggiormente disponibile la possibilità di scommettere e giocare. Bene i contenuti della mozione che concorrono a riportare il tema all’attenzione.
Claudio Cia (Misto) ha espresso plauso per l’impegno dell’assessora alla salute della scorsa legislatura, sempre determinata su questi temi. Grazie a quel lavoro, qualche risultato lo abbiamo portato a casa, ma il fenomeno rimane allarmante e di difficile soluzione. Il perché risiede nel fatto che il giro d’affari legato all’azzardo in Italia ammonta a oltre 20 miliardi di euro, di cui 11,5 miliardi di euro rappresentano il gettito complessivo per lo Stato, con i gratta e vinci che fruttano da soli oltre 2,5 miliardi di euro. In un simile contesto, non illudiamoci di poter essere efficaci con gli strumenti a disposizione: per questo Cia ha annunciato di non intendere partecipare al voto.
Chiara Maule (Campobase) ha ribdito il sostegno e la sensibilità sul tema, pur condividendo alcune delle osservazioni di Cia. L’unico strumento che abbiamo è quello della prevenzione, a suo avviso. Associazioni che svolgono questo servizio in Trentino ce ne sono, ma non possiamo dimenticare che una quota parte delle persone che cadono in questa dipendenza hanno difficoltà economiche e da parte della politica serve maggiore responsabilità e attenzione rispetto a quelle famiglie e agli enti comunali e le associazioni che sostengono quelle fragilità.
Maria Bosin (Patt) ha evidenziato quanto svolto anche in passato e ha ringraziato la proponente e i colleghi intervenuti. Capisco lo scoramento del collega Cia, ha detto, ma credo sia stato fatto molto nel contrasto a questo fenomeno. Sarebbe importante, a suo avviso, che a fronte del gettito che lo Stato deriva dal gioco d’azzardo, si potessero misurare anche i costi sociali correlati a questa piaga.
Nella replica Eleonora Angeli ha illustrato l’emendamento al punto 5 cui faceva cenno lo stesso assessore, in cui si attribuisce ad Ispat i compiti di rilevazione statistica inerente al fenomeno del gioco d’azzardo in Trentino.
Si sono espressi in dichiarazione di voto:
Andrea de Bertolini (PD): iniziativa meritevole, nel solco delle numerose già poste sul tema, anche se su questo c’è una contraddizione e una retorica di regime imbarazzante: da un lato l’esigenza di soccorrere queste fragilità, dall’altra un Paese che su quelle fragilità fattura profitti. Politicamente dobbiamo continuare a ribadire questo tema e fare tutto quanto in nostro potere, anche se non potremo risolverlo.
Stefania Segnana (Lega): un tema non nuovo che abbiamo cercato di approfondire nella scorsa legislatura mantenendo ferma la convinzione del contrasto e dell’impegno per le famiglie affette da soggetti con questo tipo di fragilità e per i servizi sociali che le supportano.
Roberto Stanchina (Campobase): ricordo le battaglie in Comune a Trento contro le “macchinette rubasoldi”: bisogna continuare ad andare avanti anche su questo, lavorando anche dal punto di vista urbanistico e di licenze nella limitazione a questi luoghi di malaffare.
Messa ai voti la mozione è stata approvata all’unanimità, fatta salva la posizione di Claudio Cia che non ha partecipato al voto.
Lucia Maestri (Pd)
Apparecchi acustici: valorizzare qualità, tecnologia e comfort (approvata all’unanimità in forma emendata)
La mozione della consigliera Pd, approvata in forma emendata in accordo con la Giunta da mandato all’Azienda provinciale per i servizi sanitari di superare, nell’ambito delle procedure di gara per la fornitura degli apparecchi acustici le forniture di modelli base, valorizzando aspetti legati alla qualità, all’evoluzione tecnologica e al comfort, nonché alla prossimità dei servizi da garantire all’utenza; in seconda battuta, da mandato all’Azienda sanitaria di proseguire nell’attuazione delle misure dirette ad semplificare per l’utenza l’iter diagnostico, prescrittivo e di autorizzazione, attraverso l’avvio di un percorso aziendale dedicato, caratterizzato dalla concentrazione del processo diagnostico e prescrittivo, nonché dalla valorizzazione dell’interconnessione aziendale ai fini della successiva autorizzazione, in un’ottica di massima semplificazione e di contenimento dei tempi di attesa.
Il parere favorevole della Giunta
L’assessore Mario Tonina ha illustrato la condivisione raggiunta sia sulla premessa che sul dispositivo. Emendamenti che hanno permesso di confermare la sensibilità e l’impegno della Giunta che garantisce un livello di assistenza aggiuntivo rispetto ai Lea nazionali, grazie ad un lavoro di lungo corso.
La discussione
Chiara Maule ha richiamato la correlazione confermata scientificamente, tra persone affette da demenza senile e al contempo da carenze uditive. Il numero di 3 su 4 persone con demenza senile affette da sordità, la dice lunga su quanto l’esclusione dalla socialità legata alla mancanza di udito possa avere delle ripercussioni anche sul piano cognitivo. Un motivo in più per sostenere la mozione della collega.
Anche Paola Demagri ha espresso apprezzamento per il documento che contiene azioni di indubbia importanza.
Voto favorevole è stato annunciato da Maria Bosin che ha confermato al correlazione tra disturbi dell’udito e disturbi cognitivi richiamati dalla collega Maule e da Antonella Brunet (Lista Fugatti) che ha sottolineato l’importanza dell’apparecchio acustico nel limitare il senso di esclusione sociale che interviene nelle persone anziane affette da sordità.
La votazione ha dato esito unanime.
Mariachiara Franzoia (Pd)
Potenziare i Consultori e regia ai territori (discussione da completare nel pomeriggio)
La mozione della consigliera del Pd, la cui discussione sarà ripresa nel pomeriggio ma che presenta già una riformulazione in accordo con l’assessore competente, impegna la Giunta ad adottare atti di programmazione e di indirizzo finalizzati alla valorizzazione e alla diffusione della funzione consultoriale sul territorio provinciale, valutando l’implementazione della stessa nell’ambito della rete delle Case della Comunità e dando altresì mandato all’Azienda sanitaria di adottare sul piano organizzativo e gestionale le misure necessarie a potenziare il numero delle figure professionali, a garantire una rapida presa in carico degli utenti in particolare per il disagio giovanile, ad ampliare gli orari e a renderli omogenei sul territorio, a potenziare le prestazioni offerte con attenzione alle patologie che possono essere trattate nei Consultori; a rinnovare e ampliare gli spazi di accoglienza, a far conoscere alla popolazione l’esistenza di numerosi servizi di consulenza e di promozione della salute anche utilizzando piattaforme social, ad organizzare incontri periodici tra il Consultorio e i soggetti territoriali. Infine, a valutare di riportare la regia di questi servizi al territorio e a favorire lo scambio di buone pratiche con altre Regioni.
Il parere favorevole della Giunta
L’assessore competente Mario Tonina ha confermato il parere favorevole al documento nella forma emendata concordata con la proponente. La mozione è complessivamente condivisibile, ha detto, perché parte dal concetto del Consultorio come strumento di prevenzione e cura. Si può fare di più, anche in una Provincia come la nostra dove il tema della prevenzione è già ampiamente attenzionato, ha detto. Ha poi illustrato le attività del Consultorio garantite nell’ambito della rete delle 11 strutture pubbliche diffuse sul territorio e le numerose professionalità coinvolte, confermando la validità del modello organizzativo messo in campo nella scorsa legislatura che risponde al decreto ministeriale 77, che conferma la coerenza della programmazione provinciale da contestualizzare in base alla densità demografica, ai bisogni della popolazione e alle caratteristiche del territorio.
La discussione
Paola Demagri ha espresso apprezzamento per l’iniziativa della collega ricordando il proprio impegno nel campo. Ammirevole anche la fiducia accordata dall’assessore alla proposta. Un’unica stoccata, proprio riferita all’esperienza a lei nota del Consultorio di Cles, l’impossibilità di stabilire una continuità professionale di riferimento nel reparto di ostetricia e ginecologia.
Per Francesco Valduga (Campobase) il documento è condivisibile. Tuttavia, ha rilevato i numerosi condizionali contenuti nella proposta che impegnano più che a “fare” a “valutare”. D’altra parte la mediazione fa parte della politica, ha aggiunto e confidiamo a piccoli passi di riuscire ad realizzare quanto ci sta a cuore. Ha approfittato dell’argomento per inserire una riflessione sui punti nascita rispetto ai quali il tema fondamentale è quello della sicurezza rispetto al quale abbiamo una responsabilità cruciale. Riportare la regia di questi servizi ai territori è un altro aspetto a suo parere cruciale e in tale senso occorre avviare un dialogo stabile e proficuo. Abbiamo bisogno di una connessione diversa tra sociale e sanitario e non deve esserci solo l’impegno generico di una mozione: la Giunta ha gli strumenti, li metta in campo.
La seduta è stata sospesa alle ore 13.00, alla ripresa nel pomeriggio sarà completata la discussione con il voto finale.
