Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Ddl 54, aperta la discussione generale. Dopo la sospensione per un confronto di maggioranza e uno di minoranza, l’attività d’Aula della mattinata è ripresa dall’esame del disegno di legge 54 dell’assessora Giulia Zanotelli, testo che mette a punto anche le regole di funzionamento del consorzio Egato per i rifiuti e che in Prima commissione aveva ottenuto parere favorevole con 5 voti favorevoli e 3 contrari. Lette le relazioni di maggioranza e di minoranza, si è passati alla presentazione da parte della proponente e alla discussione generale. Hanno preso la parola Lucia Coppola (AVS) e Francesco Valduga (Campobase) che hanno presentato tra l’altro gli ordini del giorno e gli emendamenti presenti sul disegno di legge (cinque al momento le proposte di ordine del giorno a firma di Coppola, Maule, Valduga e quattro gli emendamenti tutti a prima firma di Valduga). Si riprende alle 14.30.
Zanotelli: nessuno ha imposto nulla
L’assessora Giulia Zanotelli ha parlato di un ddl che si sofferma in particolar modo sulla questione Egato. Nel ddl sono state proposte una serie di modifiche, ha ricordato, per altro preannunciate in parte in Aula durante un’informativa richiesta dalle minoranze. Il tema, ha detto, è noto e su esso si conoscono le posizioni della Provincia. Ha proposto una postilla sul dopo, perché ha detto di credere che ci sia un po’ di confusione tra il livello istituzionale e organizzativo: tutte le questioni legate a subambiti e statuto saranno prese in carico da Egato e più in particolare dall’assemblea politica.
Lo statuto, ha aggiunto, era stato oggetto di richieste e critiche di qualche amministratore e delle minoranze: con orgoglio si è data voce (l’impegno si era preso dall’inizio, già dalla scorsa legislatura) ai territori, la cui valorizzazione è stata cardine del dialogo che la Giunta ha voluto intraprendere. Contenuti e modifiche sono stati trattati in Aula, in Commissione, concordati con il Cal, che ha approvato una convenzione al suo interno, di cui il presidente Gianmoena ha sottoscritto l’intesa con il presidente Fugatti. Ha ribadito che, essendo un percorso nuovo, complesso e che risponde a normative statali, si è seguito questo percorso. Nessuno ha imposto nulla; quando si parla di atto obbligatorio, in Aula la legge dell’assessore all’Ambiente Tonina aveva visto l’astensione delle minoranze. Un percorso noto dal 2023 e non particolarmente contestato in Aula. L’atto obbligatorio non è una questione che nasce oggi, ma dal 2023. A sindaci nominati, ha ricordato Zanotelli, si procederà con l’indizione dei rappresentanti dell’assemblea e del Cda e il percorso avrà inizio. Nel ddl, ha concluso, è inserito anche un articolo importante che dà la possibilità alla Provincia di istituire i tavoli per arrivare alla definizione del tipo di impianto e della sua localizzazione.
Coppola: fretta, sottovalutazione e imprecisione
La consigliera Lucia Coppola ha ripercorso e commentato il percorso che, ha detto, ha portato i Comuni a votare una convenzione, in alcuni casi con grande difficoltà e in assenza di statuto. Alcune criticità erano già piuttosto evidenti, ha indicato Coppola: venivano revocati l’affidamento della gestione dei rifiuti e le concessioni che dalle Comunità di valle e dai Comuni passavano a Egato, vi sarebbe stata una partecipazione societaria dei Comuni che però non avrebbero gestito più le tariffe. Il personale ora doveva essere pagato dai Comuni con altri fondi: ciò poteva divenire un problema per molte amministrazioni. I beni mobili venivano acquisiti da Egato. Ha quindi posto alcune domande: perché se erano previste modifiche con un ddl si è chiesto ai Comuni di votare comunque pena il commissariamento?
I Comuni, a parte la rappresentanza formale, ha dichiarato, non avranno potere decisionale sulla gestione dei rifiuti, ha detto. Ancora: la convenzione è stata fatta per preparare la strada all’inceneritore senza tenere conto del piano tariffario, della salute di cittadini e territorio e della diminuzione dei rifiuti indifferenziati sul territorio nel corso dello scorso anno. Un inceneritore per il 15% di indifferenziata a 50 chilometri da quello di Bolzano che senso ha? ha chiesto e ha ricordato che l’Egato nella migliore delle ipotesi entrerà in funzione tra cinque anni. Coppola ha parlato quindi di modalità che hanno svilito e umiliato i Comuni peraltro poco tutelati dal Consorzio dei Comuni e senza che vi fosse una posizione unanime e condivisa. Ci saranno lati positivi di Egato, ha detto, come la gestione collegiale, gli standard comuni, ma gli enti locali soffriranno per l’accentramento se non verranno adeguatamente coinvolti. Ha ricordato che la gestione provinciale di Ischia-Podetti ha determinato il fatto che vi finissero 300.000 tonnellate di rifiuti speciali che dovevano finire in altre strade e che hanno contribuito ad esaurirla. Ai Comuni, ha concluso, si è chiesto di votare una scatola vuota, è mancato il confronto con i territori, il principio di sussidiarietà e dialogo. Perché non si è aspettato il ddl correttivo di Giunta? Coppola ha rilevato fretta e sottovalutazione e imprecisione, mai buone pratiche democratiche né amministrative. Ha letto quindi il proprio ordine del giorno.
Valduga: Egato, fretta di andare verso l’impianto
Francesco Valduga (Campobase) ha ripreso le parole di Zanotelli che ha parlato di un percorso noto: vero, ma ci sono stati pentimenti, in questo percorso, sulle aperture di credito, ha detto. Ha ragione Zanotelli quando dice che si è approvato un addendum, ha continuato il consigliere, ma lo si era approvato mettendo lì delle richieste che si immaginava potessero essere approfondite se non soddisfatte in un percorso condiviso. L’assessora, ha proseguito Valduga, ha ricordato che non ci sono state in Aula grandi opposizioni: non ci sono state perché ci pensava ci fossero tempi maggiori e un’apertura verso una convergenza. Vero è che a volte il percorso può essere stato condiviso con un’apertura di credito, ma questa almeno in alcuni momenti è stata disattesa. Si è detto, è vero, ha aggiunto, che il ciclo deve inevitabilmente essere chiuso perché non si riuscirà ad arrivare al residuo zero. Il tema è però per Valduga come lo si chiude, con che tipo di impianto, con che modalità, con che collocazione. Tutte queste questioni per il consigliere hanno a che fare con la sostenibilità economica dell’impianto: volendo chiudere il ciclo, ha chiesto, si arriva a un impianto con una sostenibilità, che ha sufficientemente da mangiare per poter stare in piedi?
Approfondimenti che vanno fatti, ha aggiunto, la sensazione è invece che l’accelerazione sia sul fare. Va fatto anche un ragionamento sulla gestione in relazione alla sostenibilità, ha detto Valduga. La sensazione è che l’accelerazione su Egato avvenga perché l’obiettivo finale è l’impianto, quando invece vanno ancora definite bene le modalità di raccolta, posto che ci si deve adeguare alla normativa nazionale. Con la fretta di andare verso l’impianto si è costruita una convenzione che fa acqua da tante parti. L’atteggiamento della Provincia così duro rispetto al commissariamento sulla base di un atto che la Provincia stessa sta modificando ha colpito, ha aggiunto il consigliere. Perché si dice che si è qui per cambiare e poi si commissaria?
Sui subambiti: non ho problema a pensare che sarà Egato a definire i subambiti, ma dovremmo essere noi a dare le linee guida che stabiliscono la necessità e le modalità di definire gli stessi. Il tema non è solo estetico, è il tema del Trentino, del decentramento, dell’essere convinti che Autonomia è partire dai territori e muovere verso il centro e non viceversa. Ancora, il ruolo dell’assemblea: nomina il Cda? Chi lo nomina? Per almeno i ⅘ il Cda sembra nominato fuori dall’assemblea. Valduga ha ricordato la presentazione di proposte di ordine del giorno e di emendamenti sul testo. Grave è fare un salto nel buio: ha chiesto di vedere se si riesce il più possibile a fare in modo che il tempo tra il sottoscrivere la convenzione e la formulazione definitiva dello Statuto possa essere un tempo di sovrapposizione. Non si possa dire che il tema non era stato sollevato, ha concluso, la battaglia non è di parte, bisogna provare a lavorare tutti assieme.
