(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Soini oggi alla Giornata del ricordo istituita con legge provinciale 11/2017. Onore ai caduti e ai profughi trentini della Grande Guerra. Nel 2017 il Consiglio provinciale di Trento approvò una legge, la numero 11, che istituì la “Giornata per ricordare le vittime e i caduti trentini della Grande Guerra”. La ricorrenza cade oggi e come ogni anno, questa mattina al cimitero monumentale di Trento si è svolta la cerimonia in memoria in particolare dei soldati dell’esercito austro-ungarico caduti durante la Grande Guerra e dei profughi trentini sfollati nel 1915 dalle zone di fronte e ospitati in Boemia e Moravia.
A promuovere l’evento è la Federazione degli Schützen del Welschtirol (il Trentino di allora), che con il suo Landeskommandant Enzo Cestari ha voluto deporre una corona innanzi al monumento, ove sono custodite le spoglie di oltre ottomila soldati, e alle lapidi dedicate al capitano Franz Luger, all’Hauptmann Johann Kisvarday e a Maximilian Jüstel, “vittime che dopo la loro morte – scrive la Federazione degli “sizzeri” – non hanno avuto nemmeno il conforto di una preghiera o di un ricordo”.
Le autorità provinciali hanno presenziato al momento celebrativo. Il presidente Claudio Soini ha detto che “nelle guerre è tutto il popolo a soffrire e queste grandi sofferenze devono essere ricordate dalle generazioni che seguono. Oggi più che mai, in un contesto mondiale molto teso, c’è bisogno di maggiore memoria e consapevolezza. Bene in questo senso fa il Museo storico del Trentino del direttore Giuseppe Ferrandi a lavorare con le scuole; insegniamo ai ragazzi cosa sono state le guerre anche nella nostra Europa e l’epopea stessa degli sfollati trentini nelle varie Braunau e Mitterndorf”.
L’assessore provinciale alla promozione della conoscenza dell’Autonomia Simone Marchiori ha spiegato di essere al lavoro, insieme alla Fondazione Museo storico del Trentino e ad altri soggetti del territorio, per promuovere altri eventi ed iniziative legate al 14 ottobre, “perché solo coltivando il ricordo possiamo costruire una coscienza collettiva e un futuro di pace”.
Il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha ragionato che “il Trentino nella Grande Guerra ebbe un ruolo ibrido: festeggiò la vittoria in quanto regione annessa all’Italia, potenza vincitrice, ma partecipò anche alla sconfitta, perché molti suoi soldati combatterono nelle file dell’impero austroungarico. E, in quanto vinti, furono immediatamente dimenticati e rimossi”.
Anche il consigliere provinciale Walter Kaswalder ha presenziato alla cerimonia di stamane.
