(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Consiglio provinciale: aperto l’esame sui ddl scuola a firma Degasperi
Il consigliere di Onda contesta il “mito dell’eccellenza”: dati in calo e sistema da rivedere
Dopo l’approvazione del Rendiconto del Consiglio provinciale, è iniziato l’esame dei due disegni di legge in tema di scuola, il ddl n. 22/XVII, proposto dal consigliere Degasperi, che modifica la legge provinciale sulla scuola del 2006 intervenendo su diversi aspetti dell’organizzazione del sistema educativo, e il ddl n. 75/XVII dell’assessora Gerosa, che introduce un nuovo sistema provinciale per il recupero delle carenze formative e delle competenze relazionali degli studenti, insieme alla carta delle studentesse e degli studenti. I consiglieri Christian Girardi (La Civica) e Michele Malfer (Campobase) hanno letto le relazioni di maggioranza e minoranza della Commissione
A presentare il proprio disegno di legge, il consigliere Filippo Degasperi (Onda) che ha parlato di “un rammarico” per il percorso della sua proposta di legge, depositata ad aprile 2024 e trattata solo a settembre 2025, senza che vi fosse possibilità di discussione e confronto. Ha quindi messo in discussione il presunto livello di eccellenza del sistema scolastico trentino, citando i dati delle prove INVALSI 2025.
Degasperi ha evidenziato un netto peggioramento dei risultati: “Nel 2019 l’83% degli studenti al termine del secondo ciclo raggiungeva gli obiettivi in italiano, oggi siamo al 62%, con un calo del 25%”. Un andamento analogo si registra in matematica, dove si passa dall’81% al 64%. Numeri che, secondo il consigliere, smentiscono la narrazione dominante: “Abbiamo perso un quarto degli studenti che raggiungono i traguardi, eppure si continua a parlare di eccellenza”. Degasperi ha inoltre sollevato dubbi sulla comparabilità dei dati trentini con il resto d’Italia. In particolare, ha sottolineato come nel territorio provinciale il canale dell’istruzione professionale statale sia stato in gran parte sostituito da percorsi provinciali, a differenza di quanto avviene a livello nazionale, dove tali istituti rientrano nel campione INVALSI e ha quindi definito i dati “dopati”.
Il consigliere di Onda ha poi criticato l’impianto normativo del sistema scolastico trentino, definendo la legge Legge Salvaterra, modificato nel corso del tempo, eccessivamente lunga, complessa e in parte inefficace. Secondo Degasperi, il testo – oltre 100 pagine e più di 120 articoli – ha prodotto una stratificazione normativa che rende difficile la lettura e l’applicazione delle regole. Alcune disposizioni sarebbero rimaste inattuate per anni, come quelle relative al reclutamento nella formazione professionale, mai applicate perché il sistema previsto non è stato pienamente realizzato. Il consigliere ha evidenziato inoltre come norme inizialmente funzionanti siano state progressivamente svuotate o eliminate. È il caso delle disposizioni sul monitoraggio degli esiti occupazionali degli studenti: dopo le rilevazioni pubblicate fino al 2017, l’obbligo è stato attenuato fino a diventare una generica facoltà di indagine.
Degasperi ha richiamato il caso di Guido da Montefeltro raccontato da Dante Alighieri: un uomo esperto e astuto che, nonostante le sue capacità, finisce all’Inferno per aver creduto di poter controllare la realtà e aggirare le conseguenze morali delle proprie azioni. Un esempio, secondo il consigliere, dei limiti di una visione fondata esclusivamente sulle competenze. Ha poi criticato la tendenza a valutare le discipline scolastiche solo in base alla loro utilità immediata, sottolineando come il valore della conoscenza emerga spesso nel tempo e in modo imprevedibile. A sostegno, ha citato un episodio della carriera di Diego Armando Maradona, che avrebbe applicato anni dopo un insegnamento ricevuto in gioventù, trasformandolo in uno dei gol più celebri della storia del calcio. Infine, il consigliere ha contestato l’idea di garantire il successo scolastico a tutti i costi, richiamando le riflessioni di Antonio Gramsci sul rischio di abbassare il livello dell’istruzione per adattarlo alle difficoltà, anziché mantenere standard elevati.
Secondo Degasperi, questi orientamenti avrebbero contribuito a indebolire la qualità del sistema educativo, spesso oggetto di riforme ma non necessariamente di miglioramenti strutturali. Ha concluso questa parte dell’intervento, interrotto alle ore 18.00, ribadendo il rammarico per il mancato confronto anche su articoli, come il n.1, che di fatto si tratterebbe, per il proponente, di un chiarimento dovuto all’art. 24 della legge Salvaterra.
I lavori riprenderanno domani alle 10 con il prosieguo dell’intervento del consigliere Filippo Degasperi.

