(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Continuano le audizioni previste all’interno della Commissione Speciale d’Inchiesta del Consiglio provinciale, dedicata a Hydro Dolomiti Energia. Oggi in Sala Lenzi i rappresentanti dei Consorzi di Bacino imbrifero del Trentino.
Nell’ambito dei lavori della Commissione d’inchiesta del Consiglio provinciale dedicata a Hydro Dolomiti Energia, presieduta da Andrea de Bertolini, sono stati auditi oggi i rappresentanti dei Consorzi di bacino imbrifero montano del Trentino
Hydro Dolomiti Energia: proseguono le audizioni della Commissione d’Inchiesta Ad aprire gli interventi è stato Gianfranco Pederzolli, presidente della Federazione dei Consorzi BIM, che ha ricostruito la storia di questi enti e, in particolare, dei quattro Consorzi trentini, fino alla fase che ha portato, nel 2008, alla costituzione di Dolomiti Energia. Pederzolli ha ricordato come, in quella fase, non fosse stato possibile per i BIM e per i Comuni ad essi associati entrare in FinDolomiti, mentre solo in un secondo momento i quattro Consorzi trentini hanno potuto acquisire una partecipazione societaria, con quote comprese tra lo 0,2 e lo 0,8%. Guardando alla prospettiva del 2029, ha quindi auspicato che le scelte future tengano maggiormente conto dei territori.
Michele Bontempelli, presidente del BIM Adige, ha sottolineato l’importanza del tema affrontato dalla Commissione e del contributo che i Consorzi possono offrire al dibattito, anche alla luce del loro stretto rapporto con i Comuni. “La prima preoccupazione — ha affermato — è lavorare per i nostri Comuni”.
Claudio Cortella, presidente del BIM Chiese, ha richiamato il ruolo del Consorzio del Bacino del Chiese all’interno della comunità locale, evidenziandone anche il peso sul piano della produzione energetica. “La nostra esperienza — ha osservato — è quella di chi vuole provare a portare il proprio contributo partendo dal basso”.
Per il BIM Brenta è intervenuto il vicepresidente Giacomo Silano, che ha parlato di Dolomiti Energia come di un modello vincente, ricordando che anche i Consorzi trentini, pur con una partecipazione contenuta, detengono complessivamente una quota pari a circa il 2%.
Giorgio Marchetti, presidente del BIM Sarca-Mincio-Garda, ha richiamato il valore dell’acqua come bene pubblico e si è soffermato sui possibili assetti societari futuri. La preoccupazione principale, ha spiegato, è che al Trentino non sfugga il controllo della società. Marchetti ha ricordato come nel 1953 l’obiettivo prioritario fosse portare lavoro nei territori, mentre oggi si deve considerare la questione ambientale.
Nel corso del dibattito sono intervenuti i consiglieri Chiara Maule (Campobase), Mirko Bisesti (Lega), Walter Kaswalder (PATT), Lucia Coppola (AVS), Antonella Brunet (Lista Fugatti) e Vanessa Masè (La Civica).

