(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Autonomia energetica e gestione dell’acqua: la Val di Sole rivendica il ruolo centrale dei territori
Sala della Comunità gremita a Malé per il dibattito sulle concessioni idroelettriche. Consenso
trasversale tra forze politiche di maggioranza e opposizione: «L’acqua è un bene pubblico primario,
le valli devono essere protagoniste delle scelte».
Una sala della Comunità di Valle completamente colma di
cittadini, amministratori e rappresentanti politici ha ospitato ieri sera, mercoledì 3 giugno, l’atteso
incontro dal titolo “Autonomia energetica, l’acqua ai territori”. Un appuntamento di grande
attualità che ha visto convergere in modo trasversale le forze politiche trentine, sia di maggioranza
che di minoranza, unite nella difesa della risorsa idrica e del futuro energetico delle comunità
locali.
I saluti del Presidente Cicolini: l’acqua come identità della Val di Sole
Ad aprire la serata è stato il Presidente della Comunità della Val di Sole, Lorenzo Cicolini, che ha
ricordato il valore inestimabile dell’acqua per il territorio solandro, declinato in tutte le sue forme:
da quella potabile a quella paesaggistica, fino al fondamentale volano turistico. Cicolini ha
ringraziato i relatori della serata – il consigliere provinciale Andrea de Bertolini (PD) e l’assessore
regionale Carlo Daldoss (La Civica) – e ha salutato la folta rappresentanza politica in sala, che ha
visto la partecipazione dei consiglieri provinciali Bosin (PATT), Kaswalder (PATT), Manica (PD) e
Biada (FI).
Il punto del Vicepresidente Bertolini: piccole e grandi concessioni
La parola è poi passata al Vicepresidente della Comunità, Michele Bertolini, che ha tracciato
un’analisi tecnica e politica sulla scadenza e il rinnovo delle concessioni idroelettriche.
«Molti Comuni finanziano i servizi pubblici essenziali grazie ai ricavi energetici» – ha spiegato
Bertolini – «Difendere l’idroelettrico locale significa difendere l’autonomia e i bilanci dei nostri
territori».
Sul fronte delle piccole e medie derivazioni, Bertolini ha evidenziato uno spiraglio normativo: le
recenti conclusioni dell’Avvocato Generale dell’UE, secondo cui la mera produzione di energia
elettrica non costituisce un “servizio” ai sensi della direttiva europea, potrebbero cambiare
radicalmente il quadro dei rinnovi. Un’evoluzione che Bertolini ha commentato con una nota di
rammarico per il ruolo del Trentino: «Tutto questo si è mosso grazie alle norme coraggiose
approvate da Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, poi impugnate dal Governo e rimesse alla
Corte di Giustizia Europea, mentre il Trentino è rimasto purtroppo a guardare come un semplice
spettatore».
Per quanto riguarda le grandi concessioni (in scadenza nel 2029), il Vicepresidente ha ricordato
che la legge attuale permette già una strada alternativa alla gara pubblica: la costituzione di una
nuova società partecipata dalla Provincia e dagli Enti Locali (tutti i Comuni) che permetta di
superare la gara pubblica e giungere quindi a una gestione diretta. La norma prevede inoltre che il
30% di questa società venga ceduto tramite gara a un partner privato in grado di garantire know-
how e gestione operativa.
De Bertolini: «La gente delle valli deve essere protagonista»
Il consigliere provinciale Andrea de Bertolini ha scaldato la numerosa platea rilanciando con forza
questa ipotesi di gestione territoriale. De Bertolini ha sottolineato come il ruolo delle valli e dei
loro abitanti sia non solo necessario, ma imprescindibile: «La questione energetica deve essere di
dominio pubblico e affrontata apertamente. L’acqua è un bene pubblico primario e appartiene in
primis ai territori, che devono tornare a essere i veri protagonisti delle scelte politiche».
Daldoss e de Bertolini compatti: il nodo Dolomiti Energia
A tirare le fila del dibattito è stato l’assessore regionale Carlo Daldoss, il quale ha evidenziato la
necessità di contemperare e bilanciare tutti gli usi dell’acqua: quello idroelettrico, quello idrico-
potabile, quello paesaggistico e quello turistico. Daldoss ha ribadito che la strada di un rinnovo
della concessione a Dolomiti Energia lascerebbe esclusi quei territori che portano i segni delle
opere idroelettriche.
Proprio sul futuro della società, sia l’assessore Daldoss che il consigliere de Bertolini hanno
ribadito con forza una posizione comune e netta:
«Dolomiti Energia può certamente valutare una futura quotazione in borsa, ma ciò non può
avvenire dando per scontata o acquisita in modo automatico la disponibilità delle concessioni
idroelettriche, che appartengono al territorio trentino e alle sue Comunità».
Un fronte unito per il Trentino
La serata è proseguita con gli interventi degli altri consiglieri provinciali presenti (Bosin, Kaswalder,
Manica, Biada), i quali si sono mostrati tutti allineati e compatti sulla necessità di fare fronte
comune per tutelare la risorsa idrica locale. Il dibattito si è poi arricchito con numerose domande
da parte del pubblico, a testimonianza di quanto il tema dell’autonomia energetica sia
profondamente sentito dalla popolazione della Val di Sole e cruciale per il futuro dell’intero
Trentino.
