(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’ONU ha dichiarato l’anno 2026 l’anno internazionale dei pascoli e dei pastori , per celebrare il ruolo cruciale di queste pratiche per la sicurezza alimentare globale, la salvaguardia della biodiversità , il ripristino degli ecosistemi e la lotta al cambiamento climatico.
In Trentino , ma purtroppo il male è generalizzato in diverse Regioni italiane , la cosa appare come una beffa , predazioni continue da parte di orsi e lupi sulle malghe , contadini, allevatori e pastori disperati che vedono i loro animali in balia di orsi e lupi senza che ci sia davvero una presa in carico di un problema enorme che rischia di distruggere un settore che è economia , storia identità e resilienza .
La scorsa notte la predazione degli asini da parte dell’orso a Malga Zoccolo nel Comune di Rabbi che si aggiunge alle predazioni di 4 mucche sulla Malga di Bolentina altre 4 mucche sulla Malga di Comasine , 4 su una malga nel Comune di Vermiglio , queste sono le informazioni che la gente ci comunica in quanto ritengono il Comitato un’ appoggio per far sentire la loro voce, una voce spesso non ascoltata. C’è da chiedersi quindi , continuando di questo passo, cosa resterà dell’alpeggio e della cura delle nostre montagne?
Famiglie di pastori e allevatori, contadini, che vivono in malga con i loro figli, spesso piccoli , possiamo comprendere quale possa essere il loro stato d’animo , la serenità delle loro notti. Oltre ai danni materiali, la necessità di dotarsi dei cani da guardiania che diventano poi l’ennesimo problema per i pastori in quanto la loro presenza è motivo di apprensione per chi transita in prossimità dei pascoli e spesso anche di attacchi. Ma d’altro canto, come possono difendersi da orsi e lupi?
E poi la beffa le spese da sostenere per la rimozione degli animali morti e quelle per ricostituire il numero di capi necessari all’azienda per poter fruire dei contributi per l’alpeggio , una situazione tremenda che mette a dura prova queste famiglie e le loro attività che sostengono non solo l’economia familiare ma quella della montagna in generale.
Sabato vicino alla scuola elementare a Caldes una signora alle 8,00 del mattino trova gli escrementi freschi dell’orso , il suo cane infatti dava conto di grande agitazione, questo in mezzo al paese non sulla montagna , forse ci dobbiamo attendere un ordinanza che ci proibisce di uscire di casa?
La cosa che offende il sentire della gente è certamente anche il continuo sperpero di denaro pubblico utilizzato per finanziare ricerche a diverse Università che hanno come obiettivo quello di far passare una situazione di coesistenza possibile con i grandi carnivori. Ricordiamo a tal proposito che la popolazione, fino ad oggi di 6 Comunità di Valle , senza sperpero di spesa pubblica ha dichiarato la non possibile convivenza con orsi e lupi senza adeguate misure di controllo e protezione .
Di fronte a questo dramma dov’è la politica? dove sono coloro i quali si interessano dei diritti civili della protezione delle persone.
Il Comitato segnalerà all’ONU l’inutilità delle dichiarazioni pur giuste, di protezione di pascoli e pastori , in presenza di questa follia ideologica di protezione totale di orsi e lupi (in quanto anche i provvedimenti per il lupo, nonostante le comunicazioni di minore tutela applicata, ad oggi mancano sono del tutto inutili perché pastori e pascoli non potranno sopravvivere senza una revisione delle norme imposte dall’Europa sulla protezione dei grandi carnivori e nonostante la cogenza di queste, la Provincia di Trento ha, a suo tempo, attivato un progetto di reintroduzione una follia di cui oggi la povera gente paga le conseguenze!
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Il Comitato Insieme per Andrea Papi .
