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“COMITATO BIODIVERSITÀ E SALUTE PER BRENTONICO“ * VIGNETI: «ANALIZZATE LE “LINEE DI INDIRIZZO“, CRITICITÀ SU METODO – PRG – REGOLAMENTO AGRICOLO»

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10.07 - lunedì 4 maggio 2026

Vigneti a Brentonico, il “Comitato biodiversità e salute per Brentonico” valuta le “Linee di indirizzo” del percorso di partecipazione, di cui il Consiglio Comunale ha preso atto il 29 aprile. Bene la presa di coscienza sulle ragioni scientifiche per contrastare la monocoltura intensiva. Non sempre adeguate le proposte urbanistiche. Contraddittorio e inspiegabile il rifiuto di un Regolamento delle attività agricole.

Il “Comitato biodiversità e salute per Brentonico” ha ultimato l’analisi tecnica delle “Linee di indirizzo” conclusive del percorso di partecipazione “Vigneti in alta quota?” attivato dal Comune di Brentonico, approvate dalla “Commissione speciale vigneti” il 7 aprile 2026 e di cui il Consiglio Comunale ha preso atto il 29 aprile.

I dubbi su metodo e forma
Ai consiglieri comunali di Brentonico è stato chiesto, in modo alquanto discutibile, di prendere atto delle Linee di indirizzo senza poterne discutere e approvare i contenuti, che pure, come il Comune ha stabilito, fungeranno da principio guida per la prossima Variante al PRG.

Questo è solo l’ultimo degli elementi di criticità metodologica e formale del percorso di partecipazione voluto dall’Amministrazione. Esso ha visto l’adesione di una parte del tutto minoritaria della popolazione di Brentonico, e ha avuto come componente importante anche il lavoro di un “focus group” di 12 persone composto soprattutto da rappresentanti del mondo imprenditoriale e da un unico rappresentante della società civile.

Eppure, il Comune ha deciso di dare più importanza alle Linee di indirizzo scaturite da tale percorso che a una petizione con cui mille cittadine e cittadini, quasi un terzo degli aventi diritto al voto e quasi la metà dei votanti alle ultime elezioni comunali, hanno richiesto di monitorare e regolamentare l’estensione dei vigneti sul territorio di Brentonico, consegnata al Sindaco l’11 marzo 2026 ai sensi dello Statuto comunale: un atto di partecipazione a tutti gli effetti, più numeroso e più spontaneo, oltre che del tutto privo di costi a carico della collettività, in confronto al percorso attivato dall’Amministrazione (cui comunque va riconosciuto il merito di aver mobilitato una parte della popolazione poi confluita nel “Comitato biodiversità e salute per Brentonico”, proprio perché insoddisfatta dal metodo e dalla forma del percorso stesso).

Il successo della mobilitazione: il riconoscimento delle nostre ragioni
Sia pur coi limiti indicati sopra, le Linee di indirizzo certificano un primo, innegabile successo della mobilitazione cittadina: la massiccia pressione popolare guidata dal Comitato, in atto incessantemente da tre mesi con strumenti vari, ha indotto l’Amministrazione a recepire in un documento ufficiale le ragioni e i contenuti scientifici che il Comitato aveva indicato. Lo scorso gennaio, quando gli esiti del percorso di partecipazione furono mostrati in un documento in bozza, gran parte di quelle ragioni e di quei contenuti erano assenti, e il Comitato, allora nascente, provvide a richiederne l’integrazione. Le “Linee di indirizzo” ora mettono ora nero su bianco l’allarme per la crisi idrica del 2022, il rischio di frammentazione degli habitat, il pericolo per la salute, il “principio di precauzione” e la necessità di difendere il territorio dai grandi investimenti esterni nella monocoltura viticola.

Proposte urbanistiche non sempre adeguate
A questa positiva presa di coscienza delle evidenze scientifiche, tuttavia, non sempre corrisponde un’indicazione di norme urbanistiche adeguate. Le misure d’intervento sul Piano Regolatore Generale (PRG) proposte nelle Linee di indirizzo configurano infatti lacune soprattutto per quanto riguarda la tutela di boschi e pascoli a media quota, la tutela sanitaria e la tutela dell’assetto idrogeologico. Maggiore efficacia si registra invece nelle proposte relative alla tutela della biodiversità, delle risorse idriche e del paesaggio, sia pur con talune criticità. In generale, va in ogni caso sottolineato che le Linee di indirizzo, in quanto tali, sono solo generiche e indicative: le reali modifiche al PRG andranno valutate in futuro, misura per misura, durante l’iter della Variante. Ecco di seguito, in ogni caso, le principali lacune rilevate dal Comitato:
• tutela di boschi e pascoli: le Linee di indirizzo pongono un vincolo di invariabilità colturale sui pascoli residui e sulle malghe d’alta montagna e indicano il contenimento delle bonifiche agrarie, ma esclusivamente al di sopra dei 1.000 metri di quota, lasciando scoperta la fascia di media montagna (500-900 metri), che rappresenta il vero e attuale fronte dell’espansione viticola a Brentonico;
• tutela sanitaria: le Linee di indirizzo riconoscono il rischio per la salute della popolazione e propongono di prevedere “forme di limitazione” ai vigneti attorno agli abitati, ma in modo contraddittorio non assegnano al PRG un ruolo concreto di tutela sanitaria;
• prevenzione del rischio idrogeologico: le Linee di indirizzo contemplano il divieto di “eccessivi sbancamenti”, ma lo inquadrano esclusivamente come uno strumento di “tutela del paesaggio storico” e dei muretti a secco, depotenziando l’efficacia della tutela idrogeologica.

L’esclusione del Regolamento comunale: una scelta contraddittoria e inspiegabile
La criticità più seria delle Linee di indirizzo, in ogni caso, è la totale esclusione dalle medesime dell’ipotesi di adottare in tempi rapidi un Regolamento comunale per disciplinare l’uso dei fitofarmaci nelle attività agricole.
Pur riconoscendo che il tema della salute è di primaria rilevanza per la popolazione di Brentonico e che da parte del Comune è necessario prenderlo in carico, perché “una sua derubricazione rischierebbe di incrinare il rapporto di fiducia che ha caratterizzato tutto il percorso di confronto con la cittadinanza”, le Linee di indirizzo, in modo contraddittorio e inspiegabile, si limitano ad assegnare all’Amministrazione il compito di verificare il rispetto della blanda normativa vigente e ad auspicare protocolli volontari per l’agricoltura biologica. Azioni senz’altro importanti e da realizzare, ma insufficienti.

Alla popolazione di Brentonico il rispetto delle regole attuali e gli inviti a fare meglio su base volontaria non bastano: servono invece nuove misure, cogenti e più stringenti, che solo un nuovo Regolamento comunale può stabilire.
Come il Comitato ha più volte sottolineato, la modifica del PRG richiede tempi lunghi e sull’altopiano l’avanzata della monocoltura viticola ha negli ultimi tempi accelerato bruscamente. I cittadini si sono ritrovati, in pochi anni, con circa 40 ettari in più di vigneti (laddove nel 2020 ce n’erano solo un centinaio), buona parte dei quali collocati nei pressi dei centri abitati. Un Regolamento delle attività agricole, più stringente soprattutto in materia di utilizzo dei fitofarmaci, è ampiamente percorribile ai sensi della normativa vigente e permetterebbe di raggiungere un duplice risultato: da un lato, inviare un segnale forte e chiaro, e soprattutto immediato, alle attività agricole a elevato impatto sanitario e ambientale, come lo è tipicamente la monocoltura intensiva, disincentivandole ad attecchire ed espandersi ulteriormente; dall’altro lato, fornire uno strumento di tutela adeguata ed effettiva ai cittadini preoccupati dalla coesistenza con le nuove colture intensive, che purtroppo ormai è un dato di fatto da cui non è più possibile tornare indietro.

Constatare che proprio le Linee di indirizzo, emerse da un percorso di partecipazione che ha messo in chiaro risalto questa preoccupazione, escludono l’impiego dello strumento più efficace per farvi fronte, desta enormi perplessità.
Il Comitato, com’è noto, ha depositato in Comune il 20 aprile la sua proposta di Regolamento comunale per la tutela della salute e dell’ambiente nelle attività agricole, che dovrà essere discussa dal Consiglio Comunale entro il 20 maggio. Il Comitato auspica che in tale occasione i consiglieri comunali trovino il coraggio di dare finalmente un segnale inequivocabile a una popolazione da troppo tempo lasciata nella preoccupazione, senza risposte concrete.

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