(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////
Coldiretti Trentino Alto Adige difende il patrimonio agroalimentare regionale e rilancia la battaglia contro le frodi alimentari. In linea con l’audizione del presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini davanti alla Commissione parlamentare ecomafie, anche la Coldiretti regionale sottolinea l’importanza di proteggere le filiere locali, valorizzando la qualità e la trasparenza dei prodotti del territorio.
“Il Trentino Alto Adige -commenta il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi- con le sue eccellenze, rappresenta un patrimonio unico di identità, cultura e lavoro agricolo. Proprio queste filiere sono esposte a rischi legati al cosiddetto Italian sounding, alle importazioni con materie prime estere e alla concorrenza sleale che può minare la reputazione dei nostri prodotti. Come ha affermato il presidente Ettore Prandini nel corso dell’audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari, i principali obiettivi sono rafforzare gli strumenti contro le frodi alimentari, difendere il patrimonio agroalimentare italiano e superare le distorsioni del sistema doganale sull’origine dei prodotti”.
Coldiretti ricorda che l’agroalimentare rappresenta uno dei pilastri dell’economia e dell’identità italiana, con un patrimonio unico che comprende oltre 5.000 prodotti agroalimentari tradizionali riconosciuti dalle Regioni e il primato europeo per prodotti DOP e IGP, oltre al ruolo di leadership dell’Italia nel turismo enogastronomico.
Accanto a questa ricchezza, tuttavia, il settore è esposto a minacce rilevanti. Coldiretti sottolinea in particolare il peso dell’Italian sounding e dei falsi prodotti Made in Italy, che provocano un danno stimato in circa 120 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto al valore dell’export agroalimentare nazionale che oggi si attesta attorno ai 73 miliardi.
Nel corso dell’audizione è stato quindi espresso apprezzamento per il disegno di legge sulle “Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani”, già approvato dal Senato e ora all’esame della Camera, che rafforza il sistema di contrasto alle frodi introducendo nuove fattispecie penali come il reato di frode alimentare, il commercio di alimenti con segni mendaci e l’aggravante di agropirateria per le attività fraudolente organizzate.
Barbacovi evidenzia anche l’importanza delle norme sull’indicazione obbligatoria dell’origine degli alimenti – già introdotte per filiere come latte, pasta, riso, pomodoro e carni suine trasformate – sottolineando però la necessità di rafforzarne l’applicazione, anche alla luce dei casi di etichette fuorvianti riscontrati in alcuni comparti.
Il nodo principale resta però, secondo Coldiretti, il sistema dell’origine doganale basato sull’ultima trasformazione, che consente di attribuire l’origine italiana anche a prodotti realizzati con materie prime estere. Un meccanismo che può generare confusione nei consumatori e danneggiare il vero Made in Italy.
Per questo, nel corso dell’audizione è stata ribadita la richiesta di modificare il codice doganale europeo, rivedendo l’articolo 60 del regolamento UE 952/2013 ed escludendo i prodotti agricoli e alimentari dal criterio dell’ultima trasformazione, così da rendere prevalente il principio dell’indicazione dell’effettivo luogo di provenienza delle materie prime, a tutela della trasparenza del mercato e della corretta informazione ai consumatori.
La Coldiretti ha inoltre richiamato l’attenzione sul sistema dei controlli alle frontiere europee, citando il caso del porto di Rotterdam, principale hub di ingresso delle derrate alimentari nel continente. “È il porto meno controllato a livello globale – ha spiegato Prandini– e questo dovrebbe far riflettere. Da lì sono entrati negli anni anche organismi infestanti che hanno provocato danni gravissimi all’agricoltura italiana”. Tra gli esempi ricordati l’arrivo della Xylella che ha devastato milioni di ulivi in Puglia, con danni stimati superiori al miliardo e mezzo di euro, e la diffusione della cimice asiatica che ha colpito duramente il comparto ortofrutticolo.
Tra i temi affrontati anche quello della tracciabilità delle importazioni di prodotti trasformati e delle materie prime utilizzate nelle filiere agroalimentari, a partire dall’olio e dai cereali, per evitare che prodotti realizzati con ingredienti esteri possano essere percepiti come italiani.
Nel corso dell’audizione è stata infine ribadita la posizione netta di Coldiretti sul contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro agricolo. “Ci battiamo in ogni sede per contrastare i caporali – conclude Barbacovi–. Coldiretti è sempre stata dalla parte dei lavoratori e delle imprese che rispettano le regole”. Proprio per questo, sottolinea Coldiretti Trentino Alto Adige, è necessario favorire canali regolari di ingresso per i lavoratori stranieri e semplificare le procedure burocratiche, così da ridurre gli spazi di illegalità e rafforzare un sistema agricolo basato su trasparenza, legalità e qualità delle produzioni. Solo così può essere più efficace il contrasto alle mafie che riciclano e investono nell’agroalimentare”.
