(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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(Foto realizzata tramite l’Intelligenza artificiale)
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Chiarimenti sulle consulenze autorizzate da ASUIT presso strutture private extra provinciali e sulla compatibilità con le criticità della sanità pubblica trentina.
La stampa locale ha riportato la notizia di consulenze autorizzate dall’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino a favore di strutture private extra provinciali, con compensi che arriverebbero, secondo quanto pubblicato, fino a 1.100 euro all’ora. Si tratta di una notizia che desta forte preoccupazione, soprattutto se letta nel contesto delle difficoltà che da tempo vengono rappresentate in relazione alla sanità pubblica trentina: carenza di personale, liste d’attesa, difficoltà organizzative nei reparti e necessità di destinare, ad ogni bilancio provinciale, ulteriori risorse al sistema sanitario provinciale.
Non si tratta di mettere in discussione la professionalità dei medici, né il valore delle competenze specialistiche presenti nel nostro sistema sanitario. Il tema, tuttavia, non può essere liquidato affermando semplicemente che le autorizzazioni siano formalmente in regola. Davanti a compensi di tale entità e a un servizio pubblico che fatica a garantire risposte tempestive ai cittadini, si pone anche una questione di opportunità, coerenza, trasparenza e responsabilità istituzionale.
Se il sistema pubblico è in sofferenza, risulta infatti necessario comprendere con quali criteri vengano autorizzate attività esterne, quante ore vengano complessivamente dedicate a tali consulenze, quali figure professionali siano coinvolte, quali reparti interessati presentino eventuali criticità e se tali attività possano incidere, anche indirettamente, sull’organizzazione del servizio pubblico.
Vi è inoltre un profilo politico-istituzionale non secondario: la politica non può limitarsi ad apprendere dai media notizie di tale rilevanza. In un settore strategico come la sanità pubblica, chi ha responsabilità di indirizzo e controllo deve poter disporre di un quadro chiaro, completo e tempestivo.
Tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere
1. quante autorizzazioni siano state concesse da ASUIT, negli ultimi tre anni, a personale medico o sanitario per lo svolgimento di consulenze o attività professionali presso strutture private extra provinciali;
2. quali siano le discipline, i reparti o le unità operative di appartenenza dei professionisti autorizzati, indicando i dati in forma aggregata e nel rispetto della normativa sulla riservatezza;
3. quale sia il monte ore complessivo autorizzato, suddiviso per anno, disciplina e tipologia di attività esterna;
4. quali criteri vengano utilizzati da ASUIT per valutare la compatibilità di tali attività con l’attività istituzionale, con l’orario di servizio, con eventuali incarichi apicali e con le esigenze organizzative dei reparti;
5. se, prima del rilascio delle autorizzazioni, venga verificata la presenza di liste d’attesa, carenze di organico, scoperture di turno o altre criticità nei reparti di appartenenza dei professionisti interessati;
6. se ASUIT o la Provincia abbiano introiti, trattenute o altre forme di beneficio economico collegate a tali autorizzazioni e, in caso affermativo, a quanto ammontino e come vengano destinati;
7. se risultino autorizzazioni con compensi orari particolarmente elevati, come quelli riportati dalla stampa, e quale valutazione di opportunità sia stata effettuata in tali casi;
8. se la Giunta provinciale fosse già a conoscenza di tale quadro autorizzativo prima della pubblicazione della notizia sui media; se non si ritenga necessario predisporre una ricognizione complessiva delle autorizzazioni concesse, al fine di garantire maggiore trasparenza, coerenza e priorità al servizio sanitario pubblico provinciale;
9. quali iniziative la Giunta intenda assumere affinché le professionalità cresciute e valorizzate all’interno del sistema sanitario pubblico siano prioritariamente messe al servizio dei cittadini trentini.
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Claudio Cia
Consiglio Provincia autonoma Trento
