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CGIL – TRENTINO * CALL CENTER DOLOMITI ENERGIA: «NUOVA GIORNATA DI SCIOPERO E PRESIDIO DAVANTI ALLA SEDE DELLA SPA, LA PROTESTA DEI LAVORATORI»

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17.12 - lunedì 1 dicembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa pubblicata nel sito https://www.cgil.tn.it/news) –
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Nuova protesta delle lavoratrici e dei lavoratori del call center di Dolomiti Energia, che questa mattina hanno incrociato nuovamente le braccia per otto ore e portato le ragioni del loro sciopero sotto la sede della società, in via Fersina. Obiettivo fermare il nuovo appalto, che così come è stato definito, porterà alla cancellazione di 34 posti posti di lavoro in Trentino e l’abbassamento dei salari delle lavoratrici impiegate nella attività di call center.

Il bando prevede, infatti, che tra un anno l’attività gestita oggi in Trentino venga trasferita a una azienda di fuori provincia che applicherà il CCNL Telecomunicazioni, senza che sia stato imposto all’azienda appaltatrice cui andrà il lavoro alcun impegno per il mantenimento occupazionale e salariale nei confronti di chi svolge l’attività oggi.

Di fatto, secondo la Fiom, Dolomiti Energia con questa scelta maschera la volontà di delocalizzare i posti di lavoro fuori provincia, bypassando così la normativa trentina sugli appalti. Non solo, passando dal contratto metalmeccanico, applicato oggi, a quello delle telecomunicazioni, le buste paga delle lavoratrici si alleggeriranno in modo significativo, anche 500 euro meno al mese, e a guadagnare sarà solo la società. “Società – ha ricordato il segretario della Fiom, Michele Guarda – che è controllata da soggetti pubblici, cioè i comuni di Trento e Rovereto accanto alla Provincia, che ha bilanci floridissimi grazie allo sfruttamento dell’acqua, che è un bene pubblico. Dimostrare responsabilità sociale sarebbe il minimo. Invece si compie una scelta al ribasso, sul piano economico e delle tutele. Per noi è inaccettabile”.

Fiom ha già chiesto un incontro con il presidente della Giunta provinciale, Maurizio Fugatti, e il vicepresidente Achille Spinelli. Interlocuzioni ci sono già state con il Comune di Trento. “E’ il caso che i soci pubblici facciano sentire la loro voce”, ammonisce il segretario che assicura che la protesta andrà avanti.

 

 

 

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