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CGIL FILLEA * CALDO: «CANTIERI SOTTO IL SOLE, SERVE UN’ORDINANZA PER FERMARE I LAVORI OLTRE I 35 GRADI»

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11.55 - venerdì 5 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La lettura dei quotidiani locali ci riporta a un avvio di stagione estiva costellata di cantieri, in particolare di tipo edile che è il principale settore d’intervento di Fillea Cgil. “Cantieri soprattutto pubblici – spiega il Segretario generale Giampaolo Mastrogiuseppe – necessari alla realizzazione di fondamentali infrastrutture dedicate a rendere migliore la vita quotidiana delle persone. O almeno a questo dovrebbero servire.

Soldi pubblici, quindi di tutti i contribuenti onesti, spesi per la collettività. Ma chi realizza quelle opere? Vogliamo parlarne?

Sarebbe opportuno visto che queste maestranze si troveranno a lavorare anche in giornate di sole cocente, se le istituzioni non detteranno regole chiare alle imprese; e non ci si illuda della frescura di questi giorni.

A scanso di equivoci, qui le istituzioni sono Provincia e Comuni, soprattutto i Comuni maggiormente interessati da cantieri pubblici rilevanti, che a tutt’oggi si guardano bene dall’emettere ordinanze che dispongano la sospensione delle attività nelle giornate o ore più calde. Parliamo di temperature superiori a 35 gradi e con elevati tassi di umidità, che fanno salire esponenzialmente l’eventualità di danni alla salute.

Ormai 3 anni fa la Provincia ebbe fretta di pubblicare il “quaderno di cantiere” (realizzato col contributo di Inail, Ingegneri, Artigiani, Sindacati, Centrofor, Azienda sanitaria, Ispettorato) dove riuscimmo a inserire un capitolo dedicato al colpo di calore.

Un capitolo un po’ generico ma che, di fatto, riassume le linee guida che ormai sono rinvenibili ovunque e nella disponibilità di qualsiasi impresa attraverso le associazioni di categoria o semplicemente attraverso il sito www.worklimate.it.

Purtroppo a tutt’oggi, in Trentino, non si intravede nessuna volontà di emettere ordinanze. Anzi, si insiste su linee guida che, comunque benvenute, non possono avere la stessa efficacia di una ordinanza vera e propria: questa faciliterebbe anche la possibilità di accedere agli ammortizzatori per quelle ore o giornate di sospensione dell’attività.

Ma tornando alle opere infrastrutturali necessarie a migliorare la vita delle persone, almeno a noi della Fillea Cgil interessa – anche e di più – la salute delle persone che quelle opere dovranno realizzarle.

Interessati dal rischio calore troviamo non solo gli edili ma anche gli operai delle cave di porfido e chi lavora all’aperto nei campi, chi sta nel chiuso di capannoni che diventano roventi e dove, purtroppo, s’è registrato anche qualche malore fatale negli anni scorsi; c’è poi chi lavora sotto tettoie improvvisate.

Spendiamo bene i soldi pubblici e facciamo onore all’articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto fondamentale: il lavoro mal regolamentato non può mettere in discussione questo principio.

Restiamo in fiduciosa attesa dell’emissione di ordinanze del presidente della Giunta Provinciale o, quantomeno, del sindaco di Trento e dei maggiori Comuni dell’asta dell’Adige, della Rotaliana e del Basso Sarca, che impongano – e non semplicemente suggeriscano – la sospensione delle attività nelle giornate e nelle ore altamente critiche.

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