(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’inflazione sale. Il welfare per le famiglie resta al palo. Cgil Cisl Uil: l’aumento dei prezzi impatta soprattutto sui redditi fissi e sui ceti medio bassi. La Provincia stanzi risorse adeguate per contrastare il carovita già con l’assestamento di luglio.
Il carrello della spesa è sempre meno pieno e sempre più costoso. E’ questo sicuramente l’impatto più evidente dell’inflazione per le famiglie trentine, soprattutto per quanti hanno entrate fisse perché lavoratori dipendenti e pensionati. Un impoverimento generale di fronte al quale la Provincia non può restare inerte. Lo dicono con chiarezza i segretari generali di Cgil Cisl Uil che lamentano una Giunta inerte sul fronte del contrasto al carovita. “Non si può pensare che l’unica misura che Piazza Dante mette in campo per ridurre l’impatto dei costi energetici sia l’abbonamento a 20 euro per il trasporto pubblico, di cui peraltro hanno beneficiato solo 2.300 persone in più dei normali abbonati, pari allo 0,4 della popolazione trentina – fanno notare Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher – . Il fronte su cui agire è un altro, quello del welfare provinciale. Su questa questione, però, il presidente Fugatti e il vicepresidente Spinelli continuano a restare sordi”.
Le tre sigle chiedono un adeguamento dell’Icef all’inflazione e un quadro chiaro dell’impatto del nuovo assegno unico sulle famiglie. “I nuovi criteri hanno impattato in primo luogo sulla stragrande maggioranza dei nuclei in cui lavorano entrambi i genitori e che, da un anno all’altro, si sono ritrovati ricchi senza saperlo né esserlo. Va forse peggio per la quota A dell’assegno unico, il sostegno alla povertà, che sta agendo come una tagliola per alcune famiglie in condizioni di fragilità”, denunciano i tre segretari.
Anche per questa ragione una decina di giorni fa hanno scritto al vicepresidente Spinelli chiedendo un incontro per conoscere l’impatto del nuovo Icef e valutare correttivi. A quella richiesta d’incontro non è seguito alcun riscontro. “E’ urgente, invece, aprire il confronto in vista della definizione di un assestamento di bilancio che sarà tutt’altro che povero visto che nelle casse di Piazza Dante c’è un avanzo d’amministrazione di 1,2 miliardi di euro. Il welfare per famiglie, povertà e casa va aggiornato e reso rispondente ai reali bisogni delle famiglie”.
Cgil Cisl Uil si soffermano, infine, anche sul tema della contrattazione. “C’è un problema di prezzi elevati, ma c’è anche una questione di buste paga che non stanno al passo. Su questo fronte è fondamentale portare avanti accordi di contrattazione integrativa come stabilito dal Patto per le politiche salariali del luglio scorso. Noi ci siamo. Attendiamo le controparti datoriali”.
