(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Produttività, salari e contrattazione. Senza industria il Trentino si ferma. L’attivo del settore manifatturiero di CGIL CISL UIL rilancia il confronto con Confindustria e con la Provincia.
Circa 150 delegate e delegati delle categorie dell’industria di CGIL, CISL e UIL hanno partecipato questa mattina all’attivo unitario ospitato al teatro Gigi Cona di Gardolo. All’incontro erano presenti i segretari generali di CGIL del Trentino, CISL del Trentino e UIL del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher.
Ad aprire i lavori sono stati Alessandra Proto e Carlo Menon dell’OCSE, che hanno illustrato un’analisi sul tema della produttività e sullo stato del sistema produttivo trentino, soffermandosi sulle prospettive di sviluppo delle imprese, sugli investimenti in ricerca e innovazione, sul ruolo delle start-up e sulle opportunità di crescita del territorio.
Nel corso della relazione è stato inoltre presentato uno studio comparativo tra la produttività del Trentino e quella dell’Alto Adige nel comparto manifatturiero, dal quale emerge con forza la necessità di aprire un confronto con le associazioni datoriali, in primis con Confindustria, sul tema dei salari e della estensione della contrattazione collettiva di secondo livello.
Inoltre è stato illustrato lo stato dell’arte del confronto, avviato lo scorso febbraio, con la Provincia e con le associazioni imprenditoriali, riguardo la definizione di politiche per il rilancio dell’industria e dei servizi avanzati in Trentino – il progetto definito “Prospettiva Trentino 2040” – come fattore decisivo per il rafforzamento della crescita economica a livello territoriale.
Per CGIL, CISL e UIL è indispensabile rafforzare e diffondere la contrattazione a livello aziendale e territoriale come leva per rendere più attrattive le imprese per valorizzare il lavoro e trattenere competenze e professionalità. Il Trentino rischia infatti di perdere lavoratrici e lavoratori qualificati che scelgono altri territori, dove trovano migliori opportunità di crescita professionale e retribuzioni più elevate.
Nel dibattito è stata inoltre ribadita la necessità di rilanciare il Patto per il Lavoro sottoscritto nel 2025, che a oggi risulta ancora fermo e privo di una concreta attuazione.
Al termine dell’ampio confronto, le delegate e i delegati hanno conferito mandato alle organizzazioni confederali di riconvocare a settembre un nuovo attivo unitario, con l’obiettivo di definire le proposte di modifica al piano provinciale “prospettiva Trentino 2040” ed elaborare un documento condiviso da presentare a Confindustria per avviare un confronto sulla contrattazione e sulle politiche salariali delle PMI.
Quello di Gardolo rappresenta il secondo appuntamento unitario che ha coinvolto le delegate e i delegati sindacali, dopo l’incontro svoltosi nei mesi scorsi presso Interbrennero, e conferma la volontà di CGIL, CISL e UIL di costruire una piattaforma comune per affrontare le sfide della competitività, dell’innovazione e della qualità del lavoro in Trentino.
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Andrea Grosselli – CGIL del Trentino
Michele Bezzi – CISL del Trentino
Walter Largher – UIL del Trentino
