(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’appuntamento al Centro Pace di Rovereto di ieri ha offerto l’occasione per presentare la rete come realtà organizzata e rilanciare con forza la mobilitazione a sostegno del popolo palestinese, nel giorno che segna simbolicamente i mille giorni e notti dall’inizio del genocidio a Gaza. Le diverse piazze italiane, ciascuna con le proprie modalità, hanno fatto risuonare all’unisono il grido: “Fermatevi!”.
Nella serata al Centro Pace di Rovereto, che ha visto una buona partecipazione e attenta si è aperto con la proiezione di un video di Don Nandino Capovilla, parroco di Marghera e autore, insieme a Betta Tusset, del volume “Sotto il cielo di Gaza”.
È seguito un intenso dibattito a più voci sul tema “Militarizzare la società o costruire la Pace?”, incentrato sulla cosiddetta “riforma Crosetto” della Difesa e sull’alternativa nonviolenta proposta dalla Rete Italiana Pace e Disarmo.
Nel corso degli interventi è stata ribadita la ferma opposizione alla riforma della Difesa, definita come una misura che “non porta sicurezza, militarizza la società e sequestra il futuro delle nuove generazioni, sacrificandole all’idea di ‘mettere gli stivali sul terreno'”.
La rete ha sottolineato come la proposta rappresenti un piano che rende ineluttabile la guerra, tradendo i valori fondamentali della Repubblica. È stata invece riproposta con forza l’alternativa della difesa civile, non armata e nonviolenta. L’incontro è stato promosso dal Centro Pace Rovereto, Donne in Nero, BDS Trentino e altre associazioni che hanno promosso il progetto “Gaza: lì dove brucia l’anima del mondo”.
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Centro Pace ecologia e diritti umani – Rovereto
