Clara Marchetto divisiva? Non direi proprio visto che la mozione per intitolarle a Trento la sala di rappresentanza della Regione Trentino Alto Adige ha avuto l’unanimità dei consensi, post-fascisti a parte.
Sicuramente divisiva lo fu, ma soltanto nell’immediato dopoguerra, quando pagò a caro prezzo non tanto il suo essere sempre stata anti-fascista e quindi fedele alle forze alleate -in primis ai francesi- ma il suo essere fortemente e convintamente autonomista.
Fu avversata da tutte le forze politiche di stampo nazionale, Democrazia cristiana in testa, perché sosteneva che «non esiste storia del Trentino senza il Tirolo e non esiste storia del Tirolo senza il Trentino». Questa fu la sua vera colpa, il pretesto che permise agli anti-autonomisti di escluderla dal Consiglio regionale del Trentino Alto Adige, dove era stata democraticamente eletta con ampio consenso popolare.
Gli autonomisti -del resto a quei tempi- erano accusati di essere “austriacanti”, addirittura in odore di scomunica da parte dell’allora arcivescovo Carlo De Ferrari. Chi votava autonomista era accusato (persino nel 1993…) di portare sangue trentino ai tedeschi.
Oggi -per fortuna quei tempi- sono alle spalle. L’Euregio è una realtà ampiamente condivisa e la collaborazione con Bolzano è unanimemente ritenuta utile.
Non darei personalmente troppa importanza alla posizione dell’Assessore Pat Francesca Gerosa. In fondo sostiene quello che il suo partito ha sempre sostenuto. La Marchetto era anti-fascista e -ancor peggio secondo la loro vision- autonomista e per questo andava combattuta ieri, oggi e domani.
Ma alla lunga la verità storica è sempre destinata a venire a galla -anche attraverso aspri dibattiti- come il “Caso Marchetto sta a dimostrare.
Senza gli interventi a gamba tesa di Francesca Gerosa (FdI Trentino) e dello stesso ministro Francesco Lollobrigida (FdI), la mozione pro Marchetto sarebbe stata approvata all’unanimità, nella indifferenza generale.
Così invece siamo stati costretti a rispolverare e vedere nella giusta luce il caso Marchetto. C’è solo da essere compiaciuti; anche per tutte le forze politiche che nel 1948 con il loro voto “buttarono fuori” senza tanti problemi la Marchetto dal Consiglio regionale, costringendola ad emigrare in Francia (dove è morta in esilio).
Con la mozione a suo favore abbiamo unificato anche chi ieri le ha votato contro e non diviso, riconoscendo indirettamente il male che le è stato fatto oltre 75 anni or sono.
Quanto alla posizione di Fratelli d’Italia c’e solo da dire che per fortuna non tutti i mali vengono per nuocere.
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Carlo Andreotti – Trento
Già Segretario Patt e Presidente Giunta provinciale Trento
