(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Tutto è partito una sera di fine agosto quando alla centrale Operativa del Comando Provinciale di Trento giungevano alcune segnalazioni afferenti il transito di alcune autovetture “sportive” a forte velocità che da Lavis si dirigevano verso la Val di Fiemme, mettendo in serio pericolo gli utenti della strada.
Le informazioni venivano subito veicolate alla confinante centrale di Cavalese che attivava una pattuglia della Stazione di Molina di Fiemme che predisponeva un posto di controllo sulla SS. 612 al fine di intercettare i mezzi segnalati.
Di lì a poco sopraggiungevano a forte velocità 2 auto sportive che procedevano a breve distanza tra loro. I conducenti accortisi della presenza Carabinieri, invece di fermarsi si sottraevano all’alt intimato e acceleravano a tutto gas. L’inseguimento non dava esito positivo.
Le indagini portavano ad accertare che si trattava di quattro veicoli coinvolti e sulla scorta di tali evidenze, i Carabinieri della Stazione di Molina, grazie a una attenta opera di analisi dei dati e dei video estrapolati dalle telecamere presenti in loco, riuscivano a ricostruire sia l’itinerario sia la velocità che il gruppo di conducenti tenevano.
I riscontri raccolti hanno portato alla denuncia a piede libero di quattro giovani autisti ai sensi dell’ art. 9 -ter CdS (gareggiamento in velocità con veicoli a motore), e a due di loro veniva contestata anche la resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.). L’azione dei Carabinieri, si inquadra nella costante opera di contrasto alle condotte di guida pericolosa che, soprattutto sulla SS612, hanno causato incidenti anche mortali. Per gli indagati vige la presunzione di non colpevolezza, fino a sentenza irrevocabile di condanna.
