(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
**Cyberbullismo e Intelligenza Artificiale: i Carabinieri di Bressanone incontrano i genitori della Scuola “Manzoni”**
Dopo il successo del seminario rivolto agli studenti dello scorso gennaio, i Carabinieri della Compagnia di Bressanone sono tornati presso la Scuola Secondaria di primo grado “Alessandro Manzoni” per affrontare l’altra faccia della medaglia: il ruolo dei genitori. L’incontro, fortemente voluto dalla Dirigente Scolastica, Prof.ssa Cristina Luppi, si inserisce nella campagna dell’Arma sull’educazione alla legalità.
L’intervento del Capitano Giuseppe Specchio, Comandante della Compagnia, ha mirato a sensibilizzare le famiglie su condotte dei figli che, sebbene all’apparenza “banali”, possono degenerare in tragedie, come tristemente confermato dalla cronaca recente.
Un focus centrale è stato dedicato all’Intelligenza Artificiale (IA), analizzata nella sua duplice veste di moderatore di contenuti o potenziale amplificatore di vessazioni. Il Capitano Specchio ha illustrato il quadro normativo aggiornato, con particolare riferimento all’Art. 612-quater c.p., che punisce l’illecita diffusione di contenuti generati o alterati mediante sistemi di IA.
Per supportare i genitori in questa sfida educativa, sono state fornite cinque raccomandazioni fondamentali:
● L’AI è un ottimo assistente, ma un pessimo capo: senza la supervisione e lo spirito critico dei genitori, l’IA rimane solo un generatore di errori convincenti.
● Co-piloting, non Autopilota: è fondamentale non lasciare i figli soli con l’IA, utilizzandola insieme a loro per valutarne criticamente le risposte.
● Verifica delle Fonti: insegnare ai ragazzi che ogni informazione fornita dall’IA necessita della conferma di almeno due fonti umane (libri, siti ufficiali o docenti).
● Il Valore dello Sforzo: l’IA riduce la fatica del pensare, ma è proprio quello sforzo a formare il cervello dei giovani; un’intelligenza “senza sforzo” genera una cultura fragile.
● Supervisione attiva: il monitoraggio costante è l’unica difesa contro l’uso dell’IA per creare deepfake o contenuti offensivi.
A margine dell’incontro, il Comandante di Compagnia ha dichiarato: “Queste attività dimostrano il ruolo attivo dell’Arma dei Carabinieri, che non si esaurisce nella sola fase repressiva dei reati, ma si fonda soprattutto sulla prevenzione e sulla collaborazione sociale. Incontrare i genitori significa fornire loro gli strumenti per decodificare segnali di disagio che spesso rimangono invisibili tra le pieghe del mondo digitale. Il nostro obiettivo è innalzare la consapevolezza collettiva: educare i figli all’uso critico della tecnologia è oggi il primo passo per prevenire atti di cyberbullismo che possono lasciare segni indelebili o, nei casi più estremi, spezzare giovani vite. L’Arma è al fianco delle famiglie in questa sfida quotidiana.”
