Referendum sulla separazione delle carriere: una scelta politica per l’equilibrio delle istituzioni.
Nelle scorse settimane Campobase ha promosso un confronto approfondito all’interno dei propri organismi sul referendum relativo alla separazione delle carriere in magistratura. Non abbiamo voluto limitarci a una reazione immediata né affidarci a slogan.
Il direttivo ha discusso più volte il merito della riforma, ascoltando posizioni diverse e mettendo al centro una domanda politica fondamentale: quale idea di equilibrio tra i poteri dello Stato vogliamo?
Da questo percorso, serio e partecipato, è maturata una scelta chiara: Campobase voterà No.
La nostra è una decisione politica. Riteniamo che la riforma proposta non si limiti a intervenire su un aspetto tecnico dell’ordinamento giudiziario, ma tocchi un punto delicato dell’equilibrio costituzionale. Quando si modifica la struttura dei poteri dello Stato, non si compie un atto neutro: si orienta il futuro della nostra democrazia.
In un momento in cui il confronto pubblico è segnato da toni duri e da una crescente delegittimazione reciproca tra politica e magistratura, crediamo sia necessario abbassare il livello dello scontro e rafforzare le garanzie, non ridefinirle in modo divisivo.
Non siamo contrari alle riforme per principio. Siamo convinti però che le riforme costituzionali debbano nascere da un ampio consenso e rispondere a un’esigenza chiaramente avvertita dai cittadini. Oggi le priorità della giustizia sono altre: tempi certi, processi più rapidi, maggiore accessibilità. Su questi fronti si misura la credibilità della politica.
Per Campobase la questione non è difendere qualcuno, ma difendere un equilibrio. Le regole fondamentali della Repubblica non possono essere oggetto di una competizione tra schieramenti: devono rimanere terreno di responsabilità condivisa.
Per queste ragioni invitiamo a votare No al referendum, pur rispettando la pluralità delle valutazioni nate durante il percorso di approfondimento e confronto interno, con la convinzione che rafforzare la democrazia significhi preservarne con prudenza e senso delle istituzioni gli equilibri fondamentali.
Referendum sulla separazione delle carriere: una scelta politica per l’equilibrio delle istituzioni
Nelle scorse settimane Campobase ha promosso un confronto approfondito all’interno dei propri organismi sul referendum relativo alla separazione delle carriere in magistratura. Non abbiamo voluto limitarci a una reazione immediata né affidarci a slogan.
Il direttivo ha discusso più volte il merito della riforma, ascoltando posizioni diverse e mettendo al centro una domanda politica fondamentale: quale idea di equilibrio tra i poteri dello Stato vogliamo?
Da questo percorso, serio e partecipato, è maturata una scelta chiara: Campobase voterà No.
La nostra è una decisione politica. Riteniamo che la riforma proposta non si limiti a intervenire su un aspetto tecnico dell’ordinamento giudiziario, ma tocchi un punto delicato dell’equilibrio costituzionale. Quando si modifica la struttura dei poteri dello Stato, non si compie un atto neutro: si orienta il futuro della nostra democrazia.
In un momento in cui il confronto pubblico è segnato da toni duri e da una crescente delegittimazione reciproca tra politica e magistratura, crediamo sia necessario abbassare il livello dello scontro e rafforzare le garanzie, non ridefinirle in modo divisivo.
Non siamo contrari alle riforme per principio. Siamo convinti però che le riforme costituzionali debbano nascere da un ampio consenso e rispondere a un’esigenza chiaramente avvertita dai cittadini. Oggi le priorità della giustizia sono altre: tempi certi, processi più rapidi, maggiore accessibilità. Su questi fronti si misura la credibilità della politica.
Per Campobase la questione non è difendere qualcuno, ma difendere un equilibrio. Le regole fondamentali della Repubblica non possono essere oggetto di una competizione tra schieramenti: devono rimanere terreno di responsabilità condivisa.
Per queste ragioni invitiamo a votare No al referendum, pur rispettando la pluralità delle valutazioni nate durante il percorso di approfondimento e confronto interno, con la convinzione che rafforzare la democrazia significhi preservarne con prudenza e senso delle istituzioni gli equilibri fondamentali.
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Campobase
La segretaria Maule e il Direttivo
