(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Assestamento
Le consultazioni in Prima Commissione
Le audizioni all’assestamento sono proseguite nella seconda parte della mattinata con l’ascolto delle categorie agricole ed economiche. E’ emerso un sostanziale apprezzamento delle misure, con la richiesta di minore burocrazia, maggiore sostegno alle micro imprese e alle imprese di montagna e l’urgenza dell’attivazione di un piano industriale di lungo periodo.
Categorie agricole: apprezzamento per le risorse, richiesta di minore burocrazia e maggiore sostegno alle aziende di montagna
Mara Baldo (Confederazione italiana agricoltori (CIA) ha espresso un giudizio complessivamente positivo sulla manovra di assestamento e ha evidenziato che in Trentino ci sono aziende agricole che volglono investire e mettere a disposizione risorse per sostenerle è un buon segnale ed è molto apprezzato. Bene anche le modifiche normative che tentano di ridurre il carico burocratico. L’auspicio è una sempre maggiore sostenibilità burocratica e l’aumento di risorse a chi vive nelle terre alte, in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo, considerato anche che ci sono molti giovani pronti ad impegnarsi,che vanno però sostenuti e motivati. Tra le priorità indicate anche la semplificazione amministrativa, un approccio più proporzionato agli obblighi sulla sicurezza, il tema della casa per i lavoratori agricoli e la tutela del suolo agricolo, da preservare privilegiando il recupero dell’esistente rispetto al nuovo consumo di territorio.
Simile l’analisi di Paolo Vinante (Coldiretti) che ha evidenziato la capacità innovativa delle imprese agricole trentine, ma anche le difficoltà dovute al contesto internazionale, al calo dei consumi, ai dazi e all’aumento dei costi energetici e dei mezzi di produzione, che stanno comprimendo la redditività delle aziende. Ha apprezzato gli investimenti provinciali nell’irrigazione e il confronto avviato sul settore zootecnico, chiedendo però maggiori interventi sulla gestione dell’acqua, sulla carenza di manodopera e sulla competitività del lavoro agricolo. Tra le priorità indicate anche una forte semplificazione burocratica, con tempi di risposta più rapidi e un confronto stabile tra istituzioni e imprese: “occorre creare un vero tavolo di confronto”, ha detto, “per trovare una via che semplifichi la vita”. Ha infine ricordato l’importanza del fondo rotativo.
Giacomo Broch (Allevatori) ha espresso soddisfazione per l’assestamento di bilancio, sottolineando in particolare le nuove risorse destinate all’indennità compensativa, ritenuta fondamentale per sostenere gli allevatori che presidiano e mantengono il territorio montano. Ha evidenziato l’importanza dell’allevamento anche per il paesaggio e il turismo, apprezzando inoltre il finanziamento per le attrezzature dedicate alla gestione dei prati più difficili, che ha registrato un’elevata adesione. Ha quindi ringraziato assessore e Consiglio provinciale per l’attenzione riservata al comparto zootecnico. Sul versante grandi carnivori, ha infine espresso grande preoccupazione unitamente all’auspicio che la politica si faccia carico del tema che non può passare sotto traccia.
Sul tema è intervenuto il consigliere Walter Kaswalder (PATT) rivendicando con forza l’impegno del Consiglio sul tema dei grandi carnivori e su quello dello sfalcio, a tutela del territorio che è patrimonio dell’intera comunità. Un impegno che è trasversale, ha replicato Francesco Valduga (Campobase) che ha invitato la maggioranza a valorizzare maggiormente le proposte provenienti dalle minoranze, osservando che alcune misure oggi apprezzate dalle categorie avrebbero potuto essere adottate prima se fossero state accolte. L’attenzione al tema è stata ribadita anche dalla consigliera Vanessa Masè (Civica) che ha ricordato le sue proposte di valorizzazione della zootecnica di alta montagna che hanno concretamente previsto il sostegno di acquisto di falciatrici, intercettando un bisogno reale, visto il successo registrato dall’iniziativa.
Categorie economiche: consenso diffuso, ma in molti chiedono un piano di sviluppo di lungo periodo
Roberto Oss Emer (associazione edilizia ANCE) si è soffermato in particolare sulla questione appalti, sottolineando come la proposta dei massimi ribassi così come inizialmente formulata rappresentasse “la morte delle imprese”. Ha espresso l’auspicio che quell’ipotesi venga emendata a valle del confronto con le categorie, che hanno rivendicato l’individuazione delle opere davvero prioritarie e urgenti, che il tavolo appalti venga coinvolto in maniera vincolante sulle opere e che ci sia una sorta di sperimentazione temporale.
L’assestamento permette sempre di fare una valutazione complessiva sull’andamento dell’economia, ha premesso Roberto Busato (Confindustria) che ha sottolineato come a questo proposito i numeri raccontino un rallentamento sopratutto sull’export (-5% nel primo trimestre in Trentino) e sugli investimenti da parte delle imprese. Sono dati preoccupanti alla luce dei quali l’assestamento mette a fuoco alcune misure emergenziali. In generale possiamo esprimere una valutazione positiva della manovra, ha detto, che offre risposte all’aumento dei costi con sostegni all’efficientamento energetico, all’innovazione, ai processi produttivi (piccoli progetti), presa in carico del problema degli alloggi. Detto questo, quello che interessa all’associazione sono misure di più lungo respiro, un piano di sviluppo economico trasversale con contenga accanto alle misure emergenziali anche misure di maggiore ampiezza: una proposta strutturale, che coinvolga tutti i settori e tutte le categorie, capace di rafforzare la competitività del sistema produttivo nel suo complesso. Infine, Busato ha ricordato che all’interno di Confindustria c’è il settore sanità (case di cura private): a questo proposito ha rilevato l’assenza di uno strumento di sostegno agli adeguamenti retributivi tra chi lavora nella sanità pubblica e quella privata.
Alessandro Santini ha percorso nel dettaglio l’articolato, commentando alcune proposte di modifica puntuali. Ha espresso apprezzamento per le norme di semplificazione amministrativa, in particolare per l’estensione del silenzio-assenso e per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei procedimenti amministrativi, purché accompagnata da un’attuazione graduale e ben regolata. Sugli appalti pubblici, pur condividendo l’obiettivo di accelerare le procedure, ha sostenuto che la rapidità non deve compromettere qualità e trasparenza. Ha riferito le perplessità della categoria sull’estensione del criterio del minor prezzo per lavori fino a 20 milioni di euro, ribadendo la centralità dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Ha quindi proposto di limitare l’applicazione della norma a casi ben definiti (ad esempio interventi urgenti), di introdurre criteri più stringenti e un periodo di sperimentazione, confermando il ruolo del tavolo provinciale come sede di monitoraggio e confronto. Giudizio positivo sulle misure a favore della casa e del welfare familiare, tema strategico per attrarre manodopera. Apprezzati anche i contributi per i servizi estivi destinati alle famiglie e le norme sull’intermodalità, che consentono di incentivare il trasferimento del trasporto merci dalla gomma alla rotaia. Infine, Confindustria chiede una modifica alla disciplina delle agevolazioni IRAP, giudicando discriminatorio l’attuale meccanismo che premia solo le aziende con contratti territoriali di secondo livello, escludendo quelle che riconoscono incrementi retributivi attraverso accordi aziendali, pur garantendo condizioni economiche altrettanto favorevoli ai lavoratori.
Alberto Bertolini (associazione albergatori Asat) si è attenuto all’articolato entrando nel merito delle singole norme e commentandole. Tra le priorità, ha evidenziato la necessità di continuare a investire nelle energie rinnovabili, nella gestione della risorsa idrica sia per il turismo sia per l’agricoltura. Ha inoltre sostenuto gli interventi a favore dell’innovazione, della ricerca, del ricambio generazionale e del rafforzamento patrimoniale delle imprese, chiedendo maggiore attenzione all’accesso al credito e strumenti per contenere il costo dei finanziamenti. Ha sollecitato una nuova stagione di investimenti nelle infrastrutture sportive, considerate un volano per la destagionalizzazione dell’offerta turistica e ha ribadito l’importanza di proseguire con le politiche di riqualificazione delle strutture ricettive. Apprezzamento anche per le misure a sostegno delle famiglie e della conciliazione tra lavoro e vita privata. Sul tema della casa ha chiesto di consolidare e rafforzare i contributi alle imprese che realizzano alloggi per i lavoratori, chiedendo anche il coinvolgimento della categoria sulle future misure. Infine, ha richiamato l’attenzione sulla crescita degli appartamenti turistici: pur senza contrapporsi al settore degli affitti brevi, ha auspicato una regolamentazione più efficace per evitare effetti negativi sul mercato della casa, sulla concorrenza tra operatori e sull’identità dei centri storici.
Massimo Piffer (Confcommercio) ha rilevato in premessa che il settore del commercio è il più bastonato nell’attuale congiuntura economica di contrazione del potere di acquisto di persone e famiglie. Ha sottolineato il ruolo fondamentale del commercio come presidio sociale ed economico del territorio, soprattutto nelle aree periferiche e nei centri storici, evidenziandone anche la stretta connessione con il turismo. Ha ricordato che il Trentino è caratterizzato da una rete di microimprese che rappresentano il 94% del tessuto economico, e ha invitato le istituzioni a tenerne maggiormente conto nell’elaborazione delle politiche di sostegno, osservando che strumenti pensati per le piccole imprese spesso non rispondono alle esigenze delle realtà più piccole. Ha infine sollecitato una riflessione condivisa sull’urbanistica commerciale e sulle politiche di rilancio dei centri cittadini, mettendo in guardia dal rischio di desertificazione commerciale e dalle conseguenze che questa può avere anche sul piano della sicurezza e della qualità della vita.
Massimo Travaglia (Confcommercio) si è attenuto ad un commento dell’articolato esprimendo un giudizio complessivamente favorevole e formulando alcune proposte di miglioramento. Ha apprezzato le misure di semplificazione amministrativa e digitalizzazione, sottolineando però la necessità di accompagnare le micro e piccole imprese nell’accesso all’intelligenza artificiale, attraverso adeguati strumenti di sostegno agli investimenti. Positiva anche la compartecipazione provinciale ai progetti delle aree interne, ritenuta strategica per mantenere commercio, turismo e servizi come presidi economici e sociali nei piccoli comuni. Sugli appalti pubblici ha condiviso le perplessità già espresse da ANCE sul ricorso al criterio del minor prezzo, ritenendo preferibile privilegiare il miglior rapporto qualità-prezzo e chiedendo una maggiore programmazione dei cantieri pubblici, per consentire alle attività economiche di organizzarsi e limitare gli impatti sulle imprese. In tema di casa ha accolto favorevolmente il nuovo bando, ma ha evidenziato la necessità di affiancare alle misure per le persone fisiche strumenti rivolti anche alle imprese, ribadendo che la disponibilità di alloggi accessibili è ormai una leva fondamentale per attrarre e trattenere lavoratori. Ha inoltre chiesto di rafforzare gli interventi destinati ai rifugi alpini e ai pubblici esercizi, di coinvolgere maggiormente le associazioni di categoria nell’attuazione delle norme sul wellness, nella programmazione degli investimenti sportivi e nella definizione del nuovo Piano urbanistico provinciale, affinché tenga adeguatamente conto del ruolo economico e sociale del commercio, del turismo e dei servizi.
Renato Dalpalù (Federazione cooperazione) ha espresso un giudizio positivo sulla manovra, sottolineando l’importanza di affiancare agli interventi immediati una visione strategica di lungo periodo attraverso il futuro Piano economico-industriale 2040, considerato uno strumento fondamentale per delineare lo sviluppo del Trentino. Ha inoltre richiamato l’attenzione su due temi ritenuti centrali per la competitività del territorio: la disponibilità di risorse umane, per la quale il problema della casa rappresenta oggi una delle principali barriere all’attrazione di lavoratori, e la gestione della risorsa idrica, da preservare come bene pubblico ma da valorizzare in una prospettiva di lungo termine a sostegno di turismo, agricoltura e produzione di energia. Su quest’ultimo aspetto ha evidenziato come la crescente domanda energetica renda indispensabile una pianificazione strategica delle risorse disponibili.
Alessandro Ceschi (Federazione Cooperazione) ha espresso un giudizio favorevole su diversi interventi della manovra, formulando alcune proposte di integrazione. Sul tema della casa ha accolto positivamente l’ampliamento delle possibilità di intervento di ITEA, suggerendo di consentire anche l’utilizzo di parte del patrimonio immobiliare da ristrutturare per incrementare rapidamente l’offerta di alloggi a canone agevolato. Ha ribadito che l’emergenza abitativa incide non solo sul lavoro, ma anche sull’integrazione della popolazione straniera. Ha apprezzato il rafforzamento dei buoni di servizio per la conciliazione, chiedendo però di garantire una reale parità di scelta tra nidi tradizionali e nidi familiari (Tagesmuetter), evitando discriminazioni nell’accesso ai contributi. Sugli appalti pubblici ha condiviso le osservazioni già emerse nel tavolo di confronto con la Provincia, chiedendo che il ricorso al criterio del minor prezzo sia limitato ai soli casi di effettiva urgenza, definiti con precisione e sottoposti a un periodo di sperimentazione e monitoraggio. Ha inoltre evidenziato la necessità di rendere effettivo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, evitando che venga svuotato da offerte tecniche sostanzialmente identiche. Infine, intervenendo sul capitolo dedicato alla scuola, ha richiamato l’attenzione sulla crescente diffusione del disagio tra gli studenti, chiedendo un incremento delle risorse economiche e professionali destinate ai servizi di supporto educativo e all’inclusione scolastica, ritenute oggi insufficienti rispetto ai bisogni emergenti.
Per Mauro Paissan (Confesercenti) la manovra presenta una carenza di visione nel medio-lungo periodo. Il giudizio complessivo è solo parzialmente positivo. Ha riconosciuto l’importanza delle risorse stanziate per gli investimenti pubblici, ma evidenziato nel contempo la necessità di una visione strategica più ampia. A suo avviso, il Trentino ha bisogno di un piano di sviluppo economico e industriale di lungo periodo, capace di coinvolgere tutti i settori produttivi e sociali, evitando di concentrare gli interventi quasi esclusivamente sulle grandi opere. Tra le priorità indicate ha richiamato gli investimenti nel capitale umano, nella formazione, nella digitalizzazione e nella semplificazione amministrativa, oltre ai temi della casa e del ricambio generazionale, sottolineando il rischio di perdere giovani e competenze che il territorio ha contribuito a formare. Ha inoltre ribadito la necessità di dedicare maggiore attenzione al commercio, ritenuto un elemento essenziale dell’economia trentina e strettamente legato allo sviluppo del turismo e alla vitalità dei centri urbani. Ha quindi invitato Consiglio e Giunta ad accelerare il confronto su una strategia di sviluppo complessiva per il Trentino.
Andrea De Zordo (Associazione artigiani) ha espresso un giudizio complessivamente positivo sulla manovra, apprezzando in particolare l’introduzione della tutela dell’artigianalità, in linea con la normativa nazionale e le misure a favore del passaggio generazionale, per le quali ha chiesto però un rafforzamento delle risorse disponibili. Ha richiamato inoltre l’attenzione sull’aumento dei costi energetici e delle materie prime, evidenziando l’importanza di garantire alle imprese strumenti finanziari che favoriscono gli investimenti, anche attraverso forme di credito agevolato, richiamando l’esperienza positiva del protocollo energia. Infine, ha indicato nelle tempistiche di attuazione il vero elemento decisivo per l’efficacia della manovra, sottolineando che interventi validi rischiano di perdere gran parte del loro impatto se la loro attuazione richiede tempi troppo lunghi.
Francesco Valduga (Campobase) ha rivolto alcune domande ai rappresentanti delle categorie economiche. In particolare, tornando sul tema degli appalti pubblici, ha osservato che le garanzie prospettate per limitare il ricorso al criterio del minor prezzo gli appaiono ancora poco definite e ha chiesto se non sia preferibile stralciare temporaneamente la norma per consentire un ulteriore approfondimento, evitando il rischio di compromettere la qualità delle opere. Ha inoltre chiesto a Confindustria un chiarimento sul tema della sanità, domandando quale ruolo possa avere la contrattazione aziendale nel comparto e quale spazio venga attribuito al settore privato, ribadendo che il rafforzamento della sanità pubblica deve restare prioritario pur riconoscendo il possibile contributo del privato in un’ottica di sussidiarietà.
Walter Kaswalder (Patt) ha chiesto alle categorie economiche un riscontro sul ritardo nell’erogazione dei contributi provinciali alle imprese. Richiamando i dati dell’assestamento e degli avanzi di amministrazione, ha osservato che una parte consistente delle risorse deriva da spese non ancora effettuate e ha domandato se corrisponda al vero che molte aziende attendano ancora il pagamento di contributi relativi ai bandi del 2024 e del 2025. Qualora i ritardi fossero confermati, ha sottolineato la necessità di intervenire sulla macchina amministrativa affinché le risorse vengano liquidate tempestivamente alle imprese.
Eleonora Angeli (Misto) ha chiesto conto del documento della bozza di piano industriale che non ha ricevuto.
Oss Emer ha dato lettura del documento contenente le osservazioni consegnate alla Giunta al fine di meglio chiarire il perimetro all’interno del quale le categorie hanno suggerito di modificare la delibera sugli appalti pubblici.
Roberto Busato, rispondendo alle domande dei consiglieri, ha confermato la disponibilità dell’associazione a condividere e approfondire con la Provincia il documento contenente le proposte per il futuro piano di sviluppo economico. Sul tema della sanità, ha evidenziato la necessità di rendere sostenibile il sistema dell’accreditamento, osservando che oggi al settore privato vengono richieste prestazioni integrative senza che le relative tariffe siano adeguate ai maggiori costi sostenuti. Ha quindi proposto una revisione dei meccanismi di finanziamento, affinché le risorse coprano non solo il costo delle prestazioni sanitarie, ma anche quello del personale, in particolare infermieristico, così da consentire strutture retributive più competitive e limitare la fuga di professionisti verso altre regioni.
Infine il Presidente della Commissione Carlo Daldoss ha concluso il confronto sottolineando la complessità delle sfide che il Trentino è chiamato ad affrontare. Ha ricordato che temi come la casa, la mobilità, la disponibilità di forza lavoro e lo sviluppo del territorio sono strettamente interconnessi e richiedono una visione d’insieme, più che interventi settoriali. Pur riconoscendo l’utilità della pianificazione strategica, ha osservato che nessun piano può produrre risultati senza un forte coinvolgimento di tutti gli attori. Per questo ha invitato a rafforzare il rapporto di collaborazione tra istituzioni e mondo delle imprese, sottolineando che lo sviluppo del territorio non può essere affidato esclusivamente all’intervento pubblico, ma richiede un’assunzione condivisa di responsabilità e iniziativa da parte dell’intero sistema economico e sociale.
Busato (Confindustria Trento) ha condiviso l’esigenza di costruire una strategia di sviluppo partecipata, sottolineando però che il Trentino non può limitarsi a replicare i modelli che hanno funzionato in passato. A suo avviso, il contesto economico è profondamente cambiato e, accanto all’evoluzione delle imprese, sono necessarie anche trasformazioni strutturali nelle politiche pubbliche. Tra gli esempi citati ha richiamato il tema della formazione, evidenziando la necessità di rafforzare l’orientamento verso le discipline STEM, in particolare per le ragazze, dove il Trentino registra ancora percentuali inferiori rispetto ad altri territori. Ha concluso ribadendo che il futuro richiede la capacità di innovare, valorizzando l’esperienza del passato ma adottando strumenti e strategie nuove.

