(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Caccia al fringuello: “Scelta senza confronto né dati aggiornati” – la consigliera Calzà deposita una interrogazione.
La Consigliera provinciale del Partito Democratico, Michela Calzà, ha presentato oggi un’interrogazione alla Giunta per chiedere chiarimenti in merito alla deliberazione n. 1182 dell’8 agosto 2025, con la quale è stata autorizzata la caccia in deroga al fringuello in Trentino.
Secondo quanto evidenziato dalla Consigliera, la decisione sarebbe stata presa in assenza di un confronto con enti scientifici e tecnici, e senza che siano stati resi pubblici i dati, i pareri e le valutazioni ambientali alla base della scelta.
Il fringuello è una specie comune, ma protetta da oltre trent’anni a livello europeo. Si tratta di un uccello migratore regolare, che attraversa le Alpi e svolge un ruolo ecologico rilevante, contribuendo al controllo naturale degli insetti e alla dispersione dei semi.
«Non risulta che il fringuello rappresenti un rischio per l’agricoltura o per l’ambiente – sottolinea Calzà – e per questo chiediamo se siano state effettuate analisi specifiche che motivino il ricorso alla deroga.»
In base alle normative europee e nazionali, la caccia in deroga è consentita solo in assenza di alternative soddisfacenti, e in presenza di dati scientifici aggiornati. Tuttavia, nel caso specifico del Trentino, non risultano né studi recenti né valutazioni di misure alternative.
Un elemento particolarmente critico riguarda l’autorizzazione al prelievo nei valichi alpini, che la comunità scientifica individua come veri e propri “colli di bottiglia” ecologici, ovvero zone di concentrazione obbligata per moltissime specie migratrici durante il passaggio stagionale.
Molti di questi valichi ricadono all’interno delle Zone di Protezione Speciale (ZPS) della Rete Natura 2000, istituite proprio per tutelare le rotte migratorie e le specie dell’Allegato I della Direttiva “Uccelli” dell’Unione Europea.
«Intervenire in queste aree durante il periodo migratorio – spiega Calzà – significa colpire individui adulti fondamentali per la riproduzione e la sopravvivenza delle popolazioni. È come sparare sulla Croce Rossa.»
La Consigliera conclude auspicando maggiore trasparenza nelle scelte future e un confronto reale con il mondo scientifico e con tutti i portatori di interesse, affinché le decisioni siano pienamente coerenti con la normativa vigente e supportate da evidenze oggettive, non da logiche meramente politiche.
Per questo motivo la consigliera segnala e sostiene la petizione online “NO ALLA CACCIA IN DEROGA AL FRINGUELLO IN PROVINCIA DI TRENTO”
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Cons.ra Michela Calzà
Gruppo PD del Trentino
