Opere di prevenzione locali: definiti i criteri per il riparto di un milione di euro destinato alle manutenzioni prioritarie.
Sono 1.307 le opere censite sul territorio e 144 gli interventi prioritari.
Con il provvedimento esaminato oggi dal CAL in apertura dei propri lavori, vengono definiti i criteri per rendere operativo lo stanziamento, già concordato nell’ultimo Protocollo di finanza locale di 1 milione di euro, destinato alle prime manutenzioni delle opere di prevenzione dalle calamità di carattere locale.
“Si tratta di un provvedimento atteso dai nostri comuni, che permetterà di ripristinare la piena efficenza di un primo elenco di opere, importanti per salvaguardare i nostri abitati, rispetto ai rischi tipici di un territorio montano. Auspicammo che la misura possa essere riproposta con continuità nei prossimi anni, per rispondere in maniera strutturale ad un’esigenza sentita.” ha commentato il Presidente del CAL, Michele Cereghini, riportando l’indirizzo espresso dalla Giunta, favorevole rispetto al contenuto del provvedimento.
Sono nel complesso 1.307 le opere – tra cui paramassi, rilevati, opere fermaneve e altre strutture – di competenza dei comuni, ad oggi censite in un apposito catasto tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 grazie alla collaborazione tra Provincia e uffici tecnici comunali, con la relativa geolocalizzazione e la valutazione dell’attuale stato di conservazione.
Gli interventi, necessari per la manutenzione delle opere censite, sono stati ordinati per priorità, secondo criteri basati su rischio, degrado, materiale di costruzione e bene difeso, andando ad individuare 144 situazioni prioritarie, per le quali i comuni saranno ammessi a presentare domanda di finanziamento, a valere sulla somma stanziata in questa prima fase.
Tali finanziamenti saranno concessi in ordine di priorità dell’intervento, e copriranno la spesa necessaria in proporzione alla capacità di autofinanziamento del singolo ente, secondo i criteri già stabiliti dall’allegato 3 della deliberazione di Giunta provinciale n. 637 di data 14 aprile 2023. Le domande andranno presentate entro 90 giorni dalla adozione definitiva del provvedimento, e l’avvio della procedura di affidamento dei lavori dovrà avvenire entro due mesi dalla concessione del contributo.
Giacomo Redolfi, Sindaco di Mezzana e Assessore con delega alla protezione civile, ha espresso apprezzamento per l’iniziativa che consente di finanziare i primi interventi di manutenzione ad opere importanti, ma è anche l’occasione per riprendere la regia di un sistema di prevenzione diffuso sul territorio, di inestimabile importanza.
Occorre che la mappatura sia ulteriormente affinata, e che alla stessa faccia seguito – come hanno illustrato i tecnici delle Strutture provinciali competenti, presenti in seduta – una programmazione pluriennale degli interventi. Redolfi ha, inoltre, sollecitato la Provincia a rendere il catalogo di tali opere consultabile da parte dei Comuni, ed ha plaudito al proposito, espresso dagli Uffici, di fornire agli Enti uno schema di perizia, che possa agevolare la presentazione della domanda di contributo. In ultimo, ha auspicato che la Provincia provveda, entro tempi certi, alla evasione delle domande presentate dai comuni.
Il Consiglio ha, quindi, espresso parere favorevole rispetto al provvedimento.
Fondo per l’adeguamento prezzi delle opere pubbliche: parere favorevole all’ulteriore proroga.
Nella seduta odierna, il Consiglio ha, inoltre, affrontato una proposta di delibera della Giunta provinciale, conseguente all’ulteriore estensione di validità temporale (prevista con l’ultima manovra di bilancio) di una norma provinciale, che nel 2022 era stata inserita per fronteggiare l’emergenza caro materiali, generata dallo scoppio della guerra in Ucraina e dal connesso rincaro energetico.
A quel tempo gli appalti non prevedevano la clausola di revisione prezzi (il vecchio codice dei contratti non la ammetteva) e gli appaltatori si erano trovati di fronte a straordinari incrementi del costo dei materiali (rispetto ai prezzari vigenti e alle offerte formulate in gara), che li avrebbero costretti a chiedere la risoluzione dei contratti per eccessiva onerosità sopravvenuta.
La norma provinciale (come analoga norma statale) e le collegate linee guida attuative consentivano, quindi, alle Stazioni appaltanti di rinegoziare il prezzo con gli appaltatori, secondo
determinati criteri e parametri di costo e, limitatamente al caso di opere finanziate dalla PAT, prevedeva anche la possibilità per i comuni di accedere a un fondo provinciale, una volta verificata l’insufficienza delle risorse proprie a disposizione – pur di tenere in piedi i contratti e garantire la conclusione delle opere.
La delibera – su cui ha relazionato al Consiglio Alessandro Santuari, Sindaco di Baselga di Piné e assessore competente per la materia degli appalti – riproduce, alla luce della proroga normativa, il contenuto della disciplina già prevista negli anni precedenti, relativa ai tempi e alle modalità di presentazione della domanda , per accedere a una tranche di integrazione del finanziamento di tali vecchie opere, realizzate con contributo provinciale negli anni 2022 e seguenti, la cui esecuzione non sia ancora stata conclusa.
Il Consiglio ha, quindi, espresso, anche in questo caso, parere favorevole all’adozione del provvedimento.
