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BONFANTI – CIANCI – CHIOMENTO – FACCHINELLI – LUSINI – ERLICHER – FLAMMINI * TRENTO – FALDA ACQUIFERA: «DISASTROSI I DATI DI LUGLIO, I SOLDI VENGANO USATI NON PER OPERE INUTILI MA PER BONIFICARE LE AREE»

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19.38 - giovedì 23 ottobre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Falda acquifera: disastrosi i dati di luglio. Con più di un mese di ritardo, sono stati pubblicati ieri pomeriggio (martedì 21 ottobre 2025) sul sito dell’ Osservatorio Ambientale e per la Sicurezza del Lavoro i dati del monitoraggio in corso d’opera dei terreni interessati dalla realizzazione della circonvallazione ferroviaria Ac/av di Trento relativi alla componente “acque sotterranee”, ovvero la falda acquifera.

Più volte nei giorni scorsi abbiamo provato ad avere questi dati posto che la precedente rilevazione era stata fatta ad aprile 2025 e resa pubblica a giugno ed aveva segnalato oltre ad un pesante inquinamento da Idrocarburi Policiclici Aromatici dell’ ex scalo Filzi dati altissimi (460 volte superiori ai limiti di legge) per il piombo trietile e dietile nell’ area Sequenza, a sud della ex SLOI,.

È da tempo che i ritardi nella trasmissione dei dati da parte dell’ Osservatorio, del Consorzio e di RFI è funzionale alla manipolazione della realtà e serve a minimizzare la gravità della situazione. “A dubitare si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca”, la massima di Giulio Andreotti, si è rivelata spesso corretta, come in questo caso.

Per capire… Quelli pubblicati ieri sono i dati della VIII campagna di monitoraggio (il monitoraggio avviene ogni 3 mesi). Originariamente ne erano state previste 14 ed avrebbero dovuto coprire la durata della realizzazione dell’ opera (la fine della realizzazione era stata prevista per giugno 2026). I dati relativi alle acque sotterranee sono rilevati da 17 piezometri di cui 7 collocati nell’area occupata dall’ex scalo Filzi (questi ultimi collocati dentro il cantiere nord della circonvallazione). Sei di questi ultimi piezometri sono stati posizionati in occasione della caratterizzazione dell’ex scalo avvenuta fra novembre 2023 e gennaio 2024.

A richiederli furono i Comitati contro la circonvallazione e per avere i primi dati di quei piezometri si dovette protestare a lungo e solo a luglio 2024 vennero pubblicati per la prima volta, mettendo in evidenza che l’intero scalo Filzi era ormai contaminato dagli inquinanti del SIN di Trento nord. Viene da quei dati e dalla precisa richiesta dei Comitati ad APPA e Provincia la decisione di trattare come rifiuto le acque agottate dalle lavorazioni a nord della Circonvallazione ferroviara, posizione adottata dalla Giunta Provinciale attraverso un apposito comunicato stampa a firma della Assessora all’ Ambiente Zanotelli.

Pur essendo palese che all’ origine dell’ inquinamento dello scalo Filzi era l’allargamento del SIN, Rfi, Consorzio Tridentum e Comune di Trento hanno cercato di negare l’evidenza, inventando che all’origine della contaminazione era la destinazione d’uso come scalo dell’area in oggetto. Anche negli ultimi mesi la narrazione dei sostenitori dell’ opera ha continuato a sostenere il non collegamento con il SIN, cercando di eludere il problema del disinquinamento della falda attraverso quelle che hanno chiamato “opere di trasparenza idraulica”. Si tratta di un sistema di sifoni e di pompe che dovrebbe essere realizzato per far passare la intera falda acquifera della valle dell’Adige da una parte all’ altra dell’ opera senza disinquinarla.

Detto in parole semplici si tratta di far fluire la falda inquinata verso il centro città, estendendo l’inquinamento sia verso nord che a valle della trincea aperta che dovrebbe ospitare i binari della circonvallazione: un progetto, a nostro avviso illegale, di diffusione dell’ inquinamento. I dati di luglio I dati pubblicati ieri, relativi alle rilevazioni del 15/16 e del 21/22 luglio 2025, sono particolarmente gravi e pesanti. Prima di esaminarli è però necessario (serve a capire il modo come opera RFI ed il Consorzio e la attenzione che questi hanno nei confronti della salute dei cittadini) commentare due fatti di cui parla la relazione accompagnatoria dei dati. A pagina 7 della relazione si legge: “Si segnala che i piezometri ASO 5 e PZ4 non sono stati campionati in quanto distrutti o sepolti”.

Si tratta di una ammissione gravissima che parla in maniera chiarissima del fastidio, della “cura” e della manipolazione che i committenti dell’ opera fanno dei dati ambientali. I due piezometri scomparsi erano posizionati dentro il cantiere allo scalo Filzi e dovevano essere gestiti e custoditi da RFI e dal Consorzio Tridentum. Non solo non si è provveduto a delimitarli al fine di proteggerli dalle lavorazioni ma si scopre solo il giorno che sono previsti i rilievi che non ci sono più perché distrutti o sepolti! Non risulta infatti che della distruzione e/o sepoltura si sia data tempestiva notizia ad APPA.

Infine i piezometri, come si evince dalla stessa relazione accompagnatoria dei dati, sono geolocalizzati. Risulta ridicolo quindi far finta di non sapere cosa sia successo e soprattutto non è chiaro perché, anche se danneggiati dalle lavorazioni in corso, non siano stati sostituiti. Sempre leggendo la relazione a pagina 20 esce confermato che prima della pubblicazione, vista la loro gravità, i dati sono stati “inspiegabilmente” valutati e tenuti segreti.

Scrive RFI: “Si precisa che i superamenti sopra elencati sono stati preventivamente comunicati ad APPA Trento mediante nota…del 15.9.2025”. Insomma i dati erano noti da tempo visto che, come risulta dai rapporti di prova erano già noti il 15 agosto, sono stati comunicati ad APPA il 15 settembreo e si sono attesi altri 50 giorni prima di renderli pubblici, mentre la relazione accompagnatoria “si fa in quattro” per imbonire circa la non pericolosità dei rilievi. Veniamo ai dati:

1. Il piezometro ASO 10, posizionato nell’ area Sequenza (a sud della SLOI) conferma un pesantissimo inquinamento da piombo dietile e trietile. Il piombo dietile rilevato è 310 volte superiore ai limiti di legge mentre quello dietile è 260 volte il limite di Legge.  Sforamenti pesanti del dato relativo al piombo dietile e trietile erano stati rilevati anche nelle campagne di monitoraggi 1, 4, 5 e 7, confermando la inedificabilità di quell’area su cui Podini (ma anche una parte della maggioranza che governa la citta di Trento) ha in animo di realizzare una pesante speculazione edilizia costituita da tre enormi torri (alte fino ad 86 metri) ed edifici per ben 100.000 metri cubi di volumetria.

2. I piezometri PZ 2 e PZ 6 e il piezometro ASO 9, i primi due ubicati nell’ area dello scalo Filzi segnalano una forte presenza di ferro che nel caso del PZ 2 è di ben 3300 microgrammi/litro, mentre il limite massimo è di 200.

3. il PZ10, situato nello scalo Filzi, segnala la presenza di nitriti con un valore quasi 5 volte superiore ai limiti di legge.

4. I Piezometri PZ 2, PZ 11 (sempre dentro l’ex scalo Filzi) segnalano la presenza di Benzo(a)antracene, Benzo(a)pirene e Benzo(g,h,i)perilene superioi alla norma di legge. 5. Per la prima volta dall’ inizio dei monitoraggi ambientali sono pubblicati i dati relativi anche ad alcuni IPA tipici dell’inquinamento proveniente dal SIN di Trento Nord e in specifico dalla ex Carbochimica. Per determinare la pericolosità di dette sostanze (che non sono presenti nel Codice dell’ Ambiente) si fa convenzionalmente riferimento ai valori limite indicati dall’ Istituto Superiore di Sanità per il SIN dell’ Acna di Cengio.

Nello specificio il Piezometro PZ 2 segnala dati assai preoccupanti per quel che concerne l’ Acenaltene con valori 40 volte superiori ai limiti, per quel che riguarda l’Acenaftilene, con valori superiori ai limite, per il Fluorantene, con valori circa 4 volte superiori ai limiti e per il Fluorene, con valori più di sei volte superiori ai limiti. Si tratta di sostanze fortemente tossiche e cancerogene utilizzate per fabbricare peci e naftalene che erano tipiche delle produzioni della ex Prada prima e della Carbochimica poi.

Il ritrovamento di dette sostanze (che probabilmente erano presenti anche negli altri monitoraggi ma non erano state ricercate!) apre poi un ulteriore interrogativo sui materiali che il Consorzio Tridentum trasporta presso la discarica di Ponte di Ronco, rendendo ancora più pericoloso per l’ambiente quel deposito a pochissimi metri dal Torrente Vanoi. Prima di tutto le barriere idrauliche I dati del monitoraggio di luglio aggiungono forza alle motivazioni della passeggiata No Tav tenutasi presso il cantiere di Trento Nord sabato scorso.

Anche l’ultima maschera è caduta e diventa inconfutabile sia l’allargamento del SIN di Trento Nord all’ intera area Sequenza ed all’ex scalo Filzi e quindi la necessità di una sua riperimetrazione, che la necessità di realizzare una nuova barriera idraulica a sud della SLOI e di potenziare quella esistente a sud della Carbochimica, visto che quest’ultima riesce ad intercettare solo una piccola parte dell’ inquinamento che percola dal SIN.

È trascorso più di un anno dall’ ordinanza del Sindaco ai proprietari dell’ area ex SLOI per la messa in sicurezza di quei territori e l’impressione (che ormai si è trasformata in certezza!) è che si continui a tergiversare nella speranza che questa messa in sicurezza cada nel dimenticatoio e tutto prosegua come prima, favorendo speculazione e rendita immobiliare su quelle aree. Le barriere idrauliche vanno fatte subito e contemporaneamente va accantonato il progetto di trasparenza idraulica promosso dal Consorzio Tridentum ed in corso di validazione da parte di RFI.

Il Codice dell’ ambiente permette agli enti pubblici di intervenire direttamente in presenza di proprietari inadempienti accollandosi i lavori e rivalendosi su di loro in fase successiva. In gioco è la situazione sanitaria del Comune capoluogo che chiama gli amministratori ad operare immediatamente. Ancora a gennaio 2024, in presenza dei dati che segnalavano l’estensione dell’ inquinamento all’intero scalo Filzi il Sindaco avrebbe dovuto imporre ai proprietari ed a RFI la realizzazione di una nuova ed efficiente barriera idraulica in alternativa a quella esistente, che è palesemente sottodimensionata, mentre non è stata fatta, anche se sarebbe obbligatorio per Legge!, alcuna Ordinanza in tal senso, per paura di disturbare il manovratore.

Così come le amministrazioni comunali e provinciali tacciono o sono conniventi su quel vero e proprio “disastro ambientale annunciato” che si preannuncia essere la trasparenza idraulica. Il futuro della città è nelle mani dei cittadini e dei movimenti ambientalisti: bisogna mobilitarsi per chiedere che sia bloccata l’opera, siano realizzate le barriere idrauliche, i soldi pubblici vengano usati non per opere inutili ma per bonificare integralmente le aree di Trento nord.

 

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Elio Bonfanti, Marco Cianci, Roberto Chiomento, Mauro Facchinelli, Gabriele Lusini, Lorenza Erlicher, Fulvio Flammini

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