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AVV. GLORIA CANESTRINI (COMITATO LEGALITÀ E TRASPARENZA) * BY PASS VALLAGARINA: «QUALE FUTURO PER MARCO DI ROVERETO? ABBIAMO CHIESTO IL RIESAME DEL PROGETTO»

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10.38 - sabato 2 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il by pass in Vallagarina, l’ambiente e la popolazione. Quale futuro per Marco di Rovereto? Questa la domanda che si pongono i residenti di Marco (ma anche dell’intera Vallagarina) alla luce del Documento di Fattibilità Alternative Progettuali- Lotto 3B, presentato da Rete Ferroviaria Italiana e FS Engineering Spa in vista dell’annunciata realizzazione della nuova Circonvallazione ferroviaria per il trasporto di merci ad alta capacità.

Questa è anche la domanda che si stanno ponendo (o che dovrebbero porsi) gli Enti territoriali preposti al controllo della salute, alla disciplina urbanistica e all’amministrazione delle zone interessate, quali Comuni, Provincia e Comunità di Valle.
Per quanto riguarda i potenziali impatti ambientali e sociali destinati a verificarsi sia nella fase di cantierizzazione che nel corso del futuro esercizio ferroviario in tutto l’abitato di Marco, la popolazione residente risulta inevitabilmente soggetta a ricadute sulla qualità di vita e sulla salute, poichè i lavori relativi al Lotto 3-B-Circonvallazione ferroviaria di Rovereto, così come attualmente prospettato, ricadranno in un contesto urbanizzato e densamente abitato.

Mentre i primi (cantierizzazione) riguarderanno infatti principalmente i lavoratori e la popolazione residente, i secondi ( ferrovia) investiranno la popolazione più estesa, in un contesto più ampio.

Le soluzioni esaminate nell’analisi Multicriteria (AMC) non possono prescindere, a giudizio di chi scrive, dalle seguenti prescrizioni normative:

-artt. 3 e 97 Cost e L. 241/1990: ai sensi di tali norme l’azione amministrativa deve essere sorretta da un’istruttoria completa, da una comparazione approfondita delle alternative e da un’adeguata motivazione;

-D.Lgs 152/2006 ( Codice dell’Ambiente), per il quale devono essere dettagliatamente valutati preventivamente tutti gli impatti ambientali significativi, anche nella fase preliminare.

-Ai sensi del D.Lgs 81/2008 e della normativa ambientale vigente, devono essere prevenuti i rischi per la salute dei lavoratori connessi alle emissioni di polveri sottili promananti dai cantieri, mentre il D.Lgs 155/2010 fissa delle soglie anche per la popolazione residente.;

-Per le vibrazioni per ora vi sono disposizioni legislative per i soli lavoratori: per la popolazione residente una normativa tecnica di riferimento;

-Ai sensi della L. 447/1995 e del DPCM 14.11.1997, devono essere rispettati i limiti di esposizione al rumore, soprattutto in ambito residenziale; inoltre vanno adeguatamente studiate le misure di mitigazione delle vibrazioni, per le quali sussiste una carenza di studi aggiornati.

-La normativa in materia di tutela delle acque (D.Lgs 152/2006, parte III) impone la salvaguardia delle falde acquifere e del sistema idrogeologico

-La pianificazione urbanistica locale (PRG Comune di Rovereto e strumenti attuativi) impone la compatibilità degli interventi infrastrutturali con il tessuto urbano, i servizi, la viabilità e la qualità della vita dei residenti.

-Per quanto riguarda il trasporto di merci pericolose, è chiaro che nel futuro esercizio ferroviario tali trasporti aumenteranno rispetto a quelli attuali: infatti i treni merci attualmente in esercizio sono n. 75 ( non tutti trasportano merci pericolose, ma in numero rilevante nel trasporto combinato), mentre nello scenario 2040 ipotizzato aumenteranno a n.194, cioè 2,6 volte maggiore dell’attuale.

Attualmente nel corridoio scandinavo-mediterraneo circolano 3 milioni di tonnellate di merci pericolose: 2 milioni di tonnellate su strada e 1 milione per ferrovia. Il CMST, Comitato per la Mobilità Sostenibile Trentino, ha richiesto, durante le interlocuzioni con l’Osservatorio A&SL, a RFI di fornire i dati ufficiali: al suddetto Comitato è stato risposto che non si poteva fornirli in quanto “dati sensibili”. L’importanza del quantitativo di MP trasportate è oltretutto relativa, in quanto anche minime quantità di determinate sostanze possono provocare comunque danni ingenti ( ad esempio sostanze tossiche e infettanti e materiali radioattivi). Per comprendere appieno la necessità di non sottovalutare in alcun modo tali rischi per la popolazione residente, soprattutto di quella limitrofa al tracciato, è sufficiente ricordare quanto accaduto a Viareggio nel 2009, a seguito di uno svio dei carri serbatoio che trasportavano GPL, con la morte di 32 persone e l’intossicazione ai danni di molte altre.

Ciò premesso, è tanto più necessario riesaminare la progettazione relativa alla realizzazione dell’opera in parola, posto che non risulta adeguatamente documentata una valutazione comparativa di tracciati alternativi a quelli presentati, meno impattanti sull’abitato di Marco, non risultano approfondite (se non con generici studi previsionali basati su algoritmi allo stato non concretamente verificabili) le effettive ricadute su inquinamento acustico in area residenziale,le emissioni di polveri a discapito della qualità dell’aria, la possibile interferenza con falde acquifere, sorgenti e assetto idrogeologico, la compromissione della viabilità locale e l’ aumento dei flussi di traffico

Non risulta poi attivato un adeguato percorso partecipativo con la popolazione interessata, sia per i tempi stretti assegnati alla fase di Dibattito Pubblico, sia per le modalità con le quali esso è disciplinato ( per lo più incontri on line pomeridiani in orario lavorativo, negando ai singoli cittadini di presentare individualmente le loro osservazioni, se non rappresentati da Associazioni o Comitati, così come stabilito dal Dlgs 36/2003 ). Per tale motivo va attivato un supporto informativo e partecipativo di carattere pubblico che consenta di poter analizzare le problematiche dei singoli nell’ambito delle scelte progettuali più generale.

Alla luce delle criticità evidenziate e dei rilievi mossi dalla cittadinanza nel corso delle poche assemblee pubbliche sinora organizzate, non risulta infine che siano stati adeguatamente osservati i principi di precauzione e di cautela nell’azione della Pubblica Amministrazione.
Il primo è enunciato nel diritto dell’Unione Europea, in particolare nell’art.91 del Trattato sul funzionamento dell’unione e stabilisce che, in presenza di rischio potenziale ma incerto per la salute o per l’ambiente la PA può ( deve?) adottare misure restrittive anche senza prova scientifica definitiva del danno. Tale principio è richiamato nel Decreto legislativo 152/2006 ed è applicato in giurisprudenza amministrativa, soprattutto in materia ambientale, sanitaria e urbanistica.

Il principio di prevenzione/ cautela deriva anch’esso dal diritto UE ( art. 191 TFUE). E impone alla PA di evitare danni prevedibili, intervenendo prima che si verifichino. L’inosservanza dei suddetti principi porta, inevitabilmente, nella pratica, a una possibile sottostima degli effetti cumulativi tra le varie opere e attività, per le quali è invece necessario un esame complessivo, oltre che l’aver disposto le opportune verifiche tecniche indipendenti e aggiornate.

Per quanto sopra esposto, si invitano le SSVV, ciascuna per quanto di competenza, a rivedere ogni ulteriore sviluppo del progetto prescelto solo a seguito di un’istruttoria completa delle criticità rilevate.

Indispensabile quindi riesaminare il tracciato previsto, con particolare riferimento alla tutela delle aree residenziali, procedendo a una reale valutazione comparativa di alternative meno impattanti, verificando altresì la compatibilità urbanistica con il PRG vigente nel Comune di Rovereto.

Fondamentale inoltre garantire il rispetto dei limiti normativi in materia di rumore, vibrazioni, qualità dell’aria, tutela delle acque e dell’ambiente, sicurezza e salute pubbliche Per quanto attiene infine alla trasparenza amministrativa, bisogna attivare forme efficaci e durature di partecipazione e puntuale informazione dei cittadini, garantendo la trasparenza degli atti e l’accesso civico/documentale, istituendo anche un tavolo pubblico permanente con i cittadini, residenti e non. Perché l’ambiente è di tutti.

 

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Avv .Gloria Canestrini
Comitato per la Legalità e la Trasparenza

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