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AVIS – TRENTINO * ASSEMBLEA: PRESIDENTE VILIOTTI, «NEL 2025 ABBIAMO SUPERATO LE 26.000 DONAZIONI, CON INDICE DI DONAZIONE A 1,1» (REPORT PDF)

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09.40 - domenica 12 aprile 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Care delegate e cari delegati, autorità civili e sanitarie, amiche e amici di Avis,

aprire i lavori di questa assemblea significa, per noi, guardare il Trentino attraverso una lente molto particolare: quella della comunità che dona sangue, plasma, tempo, competenze e responsabilità per garantire il diritto alla cura di tutti.

Nel 2025 abbiamo superato le 26.000 donazioni, con un indice di donazione pari a 1,1: un risultato in crescita rispetto all’anno precedente, che non era affatto scontato in un contesto demografico impegnativo e in un sistema sanitario sotto pressione.

Sappiamo anche che questo risultato non è casuale: mentre le unità di sangue intero calano leggermente, la raccolta di plasma cresce in modo deciso, arrivando a 4.499 donazioni e a oltre 9.300 chilogrammi conferiti a livello provinciale, il quarantadue per cento in più rispetto al duemilaventi.

È una vera e propria svolta del plasma, frutto di programmazione, di collaborazione con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, di investimenti organizzativi e professionali che posizionano il Trentino come territorio responsabile nella rete trasfusionale nazionale.

 

Dietro questi numeri ci sono persone.
Alla fine del duemilaventicinque, Avis del Trentino conta oltre ventiquattromila associati, con più di ventitremila donatori effettivi e un ricambio reale: più di duemilatrecento nuovi iscritti in un anno, soprattutto nelle fasce di età tra i diciotto e i trentacinque anni.
Questi giovani, insieme alla Consulta, alle Avis comunali, a chi lavora nelle scuole e sul territorio, sono la prova che la cultura del dono non è un’eredità del passato ma una scelta di presente e di futuro, che oggi si intreccia con il centenario di Avis e con la necessità di ricostruire fiducia nel sistema sanitario.

 

Ma un’associazione matura non nasconde le criticità: le guarda in faccia.
Nel duemilaventicinque abbiamo avuto settemila e tre donatori che non hanno donato, il ventinove per cento della nostra base, e oltre due terzi per motivi non sanitari.

Quasi trentamila donatori sono stati convocati, con circa centoventimila telefonate, e oltre settemila appuntamenti sono stati disdetti all’ultimo momento o mancati senza preavviso.

Questo è il punto politico che voglio condividere con voi: ogni donazione mancata non è solo una sacca in meno, è tempo dei nostri operatori e dei nostri volontari che va perso, è un pezzo di fiducia e di corresponsabilità che si indebolisce.
Se vogliamo un sistema sanitario pubblico forte, dobbiamo pretendere responsabilità da noi stessi, come associazione, e da ogni singolo donatore, a partire dal rispetto dell’appuntamento.

Da quasi cent’anni la donazione non è solo un gesto di altruismo: è anche uno strumento di prevenzione che offre diagnosi precoce, monitoraggio gratuito e continuativo della salute delle nostre socie e dei nostri soci.
Avis non si limita all’atto della donazione. È, e vuole essere sempre di più, un volano di salute per le nostre comunità. Promuoviamo stili di vita sani, un’alimentazione corretta, l’attività fisica, l’attenzione ai propri fattori di rischio, perché un donatore sano è la prima garanzia di sicurezza per chi riceve il sangue.

Investire in prevenzione significa alleggerire il carico sugli ospedali, intercettare prima le malattie, contribuire alla sostenibilità del nostro sistema sanitario.

In questo quadro, Avis del Trentino non è solo un punto di raccolta: è un vero presidio del territorio. Con la rete delle nostre sedi comunali e dei nostri volontari arriviamo anche dove i servizi sono meno vicini, portando informazione, educazione alla salute, opportunità di approfondimento e di orientamento.

La salute del donatore, per noi, non è un requisito tecnico: è un presupposto etico e un impegno politico e istituzionale di co-responsabilità tra associazione, istituzioni e cittadini.

 

Se guardiamo alla prevenzione in tutte le sue forme, Avis del Trentino può assumersi tre impegni molto concreti.

Per la prevenzione primaria, vogliamo rafforzare l’educazione alla salute nelle scuole e negli incontri sul territorio, parlando con i giovani e con gli adulti di stili di vita sani, di alcol e droghe, di sicurezza stradale e di responsabilità nelle relazioni, incontri su “salute e corretta alimentazione”, con focus su linee guida nutrizionali, psicologia del cibo e sostenibilità.

Per la prevenzione secondaria, intendiamo valorizzare le visite di idoneità e i controlli periodici come momenti in cui intercettare precocemente i fattori di rischio e motivare le persone ad aderire agli screening e ai percorsi di diagnosi precoce offerti dal servizio sanitario. Campagne informative su epatite C, promozione dell’adesione agli screening per tumori di colon-retto, collo dell’utero e seno, con materiale chiaro e seminari dedicati, iniziative specifiche di medicina di genere per rafforzare la partecipazione delle donne agli screening cervicale e mammografico.

Per la prevenzione terziaria, vogliamo restare accanto a chi ha vissuto la malattia o non può più donare, mantenendolo dentro la comunità Avis, sostenendo i percorsi di riabilitazione e trasformando le storie di fragilità in testimonianze e impegno per gli altri.

E il convegno di oggi, “Avis e Protezione civile: comunità e prevenzione”, va esattamente in questa direzione.

Mettere attorno allo stesso tavolo il volontariato del dono e il volontariato dell’emergenza significa riconoscere che il Terzo settore non è solo una stampella del sistema sanitario, ma un attore di protezione sociale a tutti gli effetti: capace di prevenire il rischio, di rafforzare i legami tra le persone, di preparare le comunità ad affrontare insieme le crisi, che siano sanitarie, ambientali o sociali.
La prevenzione del rischio non è fatta solo di piani e procedure: è fatta di fiducia, di partecipazione, di cittadini che si sentono parte di una rete. In questo, Avis e Protezione civile parlano la stessa lingua e possono costruire, insieme alle istituzioni, comunità più robuste e più inclusive.

 

Il centenario di Avis ci ricorda che siamo nati per rispondere a un bisogno concreto: garantire sangue sicuro alle persone che ne hanno bisogno.

Oggi quel bisogno si accompagna a un’altra urgenza: ricostruire un patto di fiducia sulla salute, sul sistema sanitario pubblico, sul valore del prendersi cura di sé e degli altri.

Su questo terreno, Avis del Trentino è pronta a fare la sua parte, chiedendo alle istituzioni di riconoscere e sostenere non solo le nostre donazioni, ma anche la nostra capacità di educare, di prevenire, di costruire comunità più forti, più sicure e più solidali, insieme a tutto il Terzo settore trentino.

 

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La Presidente Elisa Viliotti

 

 

 

 

 

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