(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’8 luglio 2026 Assemblea Antirazzista e Sportello casa per tutt*, hanno segnalato con lettera a tutte/i le/i consigliere/i il peggioramento delle condizioni e l’aumento numerico delle donne senza fissa dimora costrette a dormire per strada. Analoga segnalazione era poi apparsa sulla stampa a firma anche di Coordinamento Donne Anpi, Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne e Comunità di San Francesco Saverio.
La lettera lamentava il fatto che le interlocuzioni tra Provincia e Comune non avessero effetto sulla progettualità utile a consentire l’uscita dalla bassa soglia e non si trovassero risposte esaurienti ed efficaci.
Il problema riguarda donne fragili, senza fissa dimora, siano esse persone cui è stata riconosciuta la protezione internazionale, migranti, vittime di violenza o di tratta. Il loro numero è in aumento, ma a questo non corrisponde un aumento dei posti per un’accoglienza adeguata.
Le associazioni chiedevano che il Comune valutasse l’operato dell’Area Inclusione del Servizio Sociale, raccogliendo informazioni analitiche in merito al numero di accessi, alle ragioni di eventuali rifiuti o mancate azioni da parte dei servizi, alle progettualità sviluppate per realizzare l’autonomia delle donne inserite in strutture e percorsi e alle linee guida e alle pratiche applicate dai servizi.
Riconosco e apprezzo l’enorme impegno quotidiano che associazioni e volontari mettono in campo per affrontare il problema.
Ritengo però che il privato non debba sopperire in campo sociale al pubblico, che è l’ente deputato a trovare le soluzioni.
Infine so che l’assessora Casonato è sensibile a tutti i problemi degli “ultimi” che regolarmente le sottopongo e a cui cerca soluzioni, quasi mai semplici da individuare e realizzare, ma non impossibili.
Per questo ho subito formulato una domanda di attualità in cui chiedevo a Sindaco e Giunta che si prevedesse, in mancanza di risposte alle interlocuzioni avviate da tempo con la Provincia, di approfondire le richieste al Comune presenti nella lettera e per avviare conseguenti percorsi di accompagnamento.
La domanda di attualità doveva essere discussa nella seduta del consiglio di martedì 21 luglio, era la seconda. A causa di un mio ritardo per rallentamenti del traffico sulla Gardesana, ma soprattutto del prolungarsi di altre due domande, malgrado nel frattempo fossi arrivata in aula non ha potuto essere trattata ed è finita, insolitamente a mio parere, in coda alle altre tre del giorno successivo, che hanno assorbito tutto il tempo a disposizione da Statuto, ossia 15 minuti.
Non ci sarà modo quindi di discutere a breve questo problema davanti alla cittadinanza, ma voglio assicurare che l’attenzione di AVS rimane puntata sul problema dell’abitare in tutte le sue possibili sfaccettature, come testimoniano anche le molte interrogazioni presentate in Consiglio Provinciale dalla nostra consigliera provinciale, Lucia Coppola.
Non smetteremo quindi di trattare ancora, nelle diverse sedi istituzionali, sia il tema della mancanza di posti letto che quello dell’emergenza freddo che tra non troppo tempo tragicamente si ripresenterà.
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Renata Attolini, consigliera comunale di AVS
