News immediate,
non mediate!
Categoria news:
OPINIONEWS TN-AA

ARCIDIOCESI – TRENTO * DOMENICA DELLE PALME: OMELIA VESCOVO TISI, «NEL GRIDO DI GESÙ SULLA CROCE LA SOLITUDINE DELL’UOMO DI OGGI»

Scritto da
11.00 - domenica 29 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////

“Nel grido di Gesù sulla croce la solitudine dell’uomo di oggi”. La celebrazione della Domenica delle Palme, presieduta dall’arcivescovo di Trento Lauro Tisi, inizierà alle ore 10 nella chiesa di Santa Maria Maggiore, con la benedizione dei rami d’ulivo. Da lì prenderà avvio la processione verso la cattedrale di San Vigilio, dove proseguirà la celebrazione eucaristica con la proclamazione della passione e morte del Signore (diretta streaming e Telepace Trento).

Nell’omelia l’Arcivescovo accompagna i fedeli dentro la solitudine di Gesù nella passione, a partire dalle parole del Getsemani: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”. Dal Getsemani al Golgota, osserva Tisi, è “tutto un rincorrersi di paure che non risparmiano nessuno”: la solitudine di Giuda, la “fuga dei discepoli”, “il rinnegamento di Pietro” e “il ritrarsi di Pilato”, fino al grido della croce: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Proprio questo grido, sottolinea don Lauro, “racconta un Dio che mai avremmo immaginato” e apre alla possibilità di “fare esperienza della straordinaria forza dell’amore di Dio”. Gesù infatti non invoca vendetta né giustizia, ma “la sua compagnia: a Dio chiede la presenza, l’esserci con lui”.

Il grido del Crocifisso, prosegue Tisi, “raggiunge gli abissi di tanti donne e uomini che sperimentano la solitudine, l’abbandono, l’ingiustizia” e parla direttamente anche al nostro tempo. Lo testimoniano le parole di un malato incontrato all’Hospice: “Comunque vada so che Dio non mi abbandona”. In un’epoca in cui “il reale è spesso sostituito dalla narrazione virtuale”, l’invito che emerge dalla passione di Gesù è quello dell’esserci: “il farsi prossimo, lo stare accanto” è “la grande chance che Dio ci offre per impedire alla storia umana di cadere in preda alla solitudine e alla disperazione”. Nel finale dell’omelia il riferimento al Getsemani diventa consegna concreta per i credenti: “Fa’ come me: incontra, abbraccia, perdona!”.

 

///

Domenica delle Palme

(Cattedrale – 29 marzo 2026)

 

La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me.

I racconti della Passione ci pongono di fronte a Gesù abbandonato e tradito. Sotto la croce restano i suoi oppositori. Con Lui muoiono due ladri. Nessuna traccia dei Dodici, le donne guardano da lontano. Il bisogno di Gesù di compagnia, di non essere lasciato solo, fa i conti con l’amara sorpresa che i discepoli non reggono l’intima confidenza: “La mia anima è triste fino alla morte.” La loro reazione è sconfortante, paralizzati dalla paura, lo abbandonano e si addormentano.

Dal Getsemani fino al Golgota è tutto un rincorrersi di paure che non risparmiano nessuno: dalla paura di Giuda che tradisce il Maestro per poi cadere in una solitudine disperata e carica di rimorso; dalla fuga dei discepoli, passando per il rinnegamento di Pietro e il ritrarsi di Pilato. Fino a giungere alle ultime parole di Gesù sulla croce, che sanciscono l’estrema solitudine del morire: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”

In punta di piedi, proviamo ad addentrarci nella morte in solitudine del Maestro, portando con noi la concretezza dei volti di tante donne e uomini che nel nostro oggi sono abitati dall’angoscia e dalla paura e come Gesù assaporano l’amaro calice della solitudine.

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

Il grido di Gesù racconta un Dio che mai avremmo immaginato: non rientra nei parametri del religiosamente corretto mettere la paura in Dio. Se non ci sottraiamo allo scandalo del grido di Gesù, derubricandolo all’incipit del salmo 22, potremmo ancora una volta fare esperienza della straordinaria forza dell’Amore di Dio.

Il grido del Crocifisso raggiunge gli abissi di tanti – donne e uomini – che sperimentano la solitudine, l’abbandono, l’ingiustizia. Egli fa esperienza in prima persona del rifiuto, come ci ricordano i canti del servo di Isaia uomo che ben conosce il patire. Ma ecco il tocco di Dio che lo differenzia da noi: diversamente da molte preghiere anticotestamentarie, egli non invoca da Dio vendetta, né giustizia, ma la sua compagnia. A Dio chiede la presenza, l’esserci con lui…vi dico questo con nel cuore le splendide parole che ieri mattina un malato dell’Hospice mi ha sussurrato: “Comunque vada so che Dio non mi abbandona.”

L’esserci, il farsi prossimo, lo stare accanto, merce rara in quest’ora della storia dove il reale è spesso sostituito dalla narrazione virtuale, è la grande chance che Dio ci offre per impedire alla storia umana di cadere in preda alla solitudine e alla disperazione. All’origine dell’esperienza cristiana c’è il morire di Gesù che si affida, nell’oscurità e nella solitudine del Golgota, all’Esserci del Padre. A duemila anni di distanza i fatti danno ragione all’uomo del Golgota.

L’invito di Gesù nel Getsemani a non impugnare la spada racconta un Dio meraviglioso che, mentre invita a mettere la spada nel fodero, con grande tenerezza ti suggerisce: “Fa’ come me: incontra, abbraccia, perdona!”

 

 

 

Categoria news:
OPINIONEWS TN-AA

Per donare ora, clicca qui



A.I. - IMPAGINAZIONE EDITORIALE OPINIONE
POSSIBILE UTILIZZO INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Opinione si avvale di applicazioni basate su Intelligenza artificiale al fine di ottimizzare l'impaginazione editoriale curata dalla nostra redazione.
I contenuti potrebbero presentare interpretazioni di testo difformi dall'originale del comunicato stampa ricevuto: nel caso è gradita una segnalazione a: [email protected]


© RIPRODUZIONE RISERVATA
DELLA FONTE TITOLARE DELLA NOTIZIA E/O COMUNICATO STAMPA

È consentito a terzi (ed a testate giornalistiche) l’utilizzo integrale o parziale del presente contenuto, ma con l’obbligo di Legge di citare la fonte: “Agenzia giornalistica Opinione”.
È comunque sempre vietata la riproduzione delle immagini.

I commenti sono chiusi.