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La presentazione a Torino di “Nel sangue di Garlasco” di Gianluca Zanella, nonostante il cambio di location comunicato a ridosso dell’evento, si è trasformata in una serata intensa e partecipata. Un pubblico attento, coinvolto, consapevole.
Per la prima – e probabilmente ultima – volta dopo le polemiche che li hanno travolti, Daniele Occhetti e Roberto Porta, i periti nominati dal giudice Vitelli nel 2009 per l’analisi del computer di Alberto Stasi, hanno scelto di intervenire pubblicamente.
Hanno spiegato perché, dopo quell’esperienza, hanno deciso di fare un passo indietro e sottrarsi al circuito mediatico. Accanto a loro Alessandro De Giuseppe, volto noto delle Iene, che ha ricostruito passaggi, contraddizioni e zone d’ombra con la forza di chi non ha mai smesso di occuparsi del caso. A condurre Lorenzo Pregliasco prezioso anche per il supporto prima e dopo il cambio location.
È stato un incontro fatto di commozione, ma anche di leggerezza e sorrisi. Senza mai perdere di vista il punto centrale: Chiara Poggi aveva 26 anni. E ne avrà 26 per sempre. Il caso di Garlasco non è solo una vicenda giudiziaria. È una ferita ancora aperta.
