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PAT * “WIRED NEX FEST“: PIACENZA, «WOKE, LA SOCIETÀ CAMBIA E CON ESSA LE PAROLE CHE DIVIDONO GLI SCHIERAMENTI»

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18.01 - domenica 5 ottobre 2025

La società sta cambiando e, con essa, anche le sue terminologie. Un passaggio che sta portando alla formazione di veri e propri schieramenti spesso in forte disaccordo e contrasto tra loro. Un caso emblematico sono i temi al centro del talk che ha coinvolto il ricercatore Ventura ed il giornalista Piacenza: woke, alt right e cancel culture.

“Il woke, per esempio, ora viene chiamato in causa soprattutto dalla destra ma in realtà deriva da un principio promosso dalla sinistra, quello dell’essere ‘svegli’ e consapevoli rispetto alle ingiustizie, alle minoranze e alle difficoltà nell’avere tutti le stesse opportunità – ha spiegato Piacenza. – Oggi invece ‘woke’ è un termine utilizzato soprattutto dai conservatori ed ha ottenuto il significato del volersi ergere a portavoce delle minoranze, ma con una buonafede tutta da verificare. Un approccio che non vuole ottenere progresso, ma correggere gli altri. E qui parliamo, appunto, di ‘politicamente corretto’. Anche la cancel culture oggi viene interpretata come la cancellazione di un personaggio pubblico perché non in linea con il pensiero progressista”.

Un tema questo al quale si è collegato anche Ventura, parlando dei grandi mutamenti avvenuti nella società in tempi recenti: “Ci sono una serie di principi che abbiamo costruito in passato e che ora stanno entrando in crisi. E in questo anche i social hanno avuto il loro ruolo, con contenuti e immagini che, diffondendosi online, sono arrivati a chi ha reagito in modo negativo. Oggi la società è cambiata radicalmente ed è multi-culturale: se per qualcuno un’affermazione è una battuta, altri possono interpretarla come un’offesa. Le condizioni sociali attuali inoltre portano a insoddisfazione e infelicità ed anche questo è un elemento da tenere in considerazione”.

Il dibattito si è spostato poi sul caso dell’assassinio di Charlie Kirk, un fatto che ha aperto nuovamente la discussione attorno alla presa di posizioni nette, anche nel mondo politico: “Pur consci che esistano limiti che non devono essere superati – ha aggiunto Piacenza, – abbiamo visto personalità come Trump o Musk, le quali avevano sempre dichiarato di avere a cuore il valore della libertà di espressione, invocare pene esemplari addirittura verso chi commentava quanto successo. E questo approccio ha ‘risvegliato’ molte persone”.

Attualmente quanto sta accadendo in America viene monitorato con attenzione anche dalla nostra società. In particolare, ha concluso Ventura, rispetto alla ‘importazione’ delle terminologie di cui si è discusso durante il talk: “Ritengo che ciò avvenga perché, negli Stati Uniti, le lotte per il riconoscimento delle minoranze o contro l’oppressione hanno funzionato proprio con strumenti simbolici di questo tipo. E quindi l’idea è che, se importati nella nostra realtà, possano funzionare allo stesso modo per smuovere le cose. Questo perché ci sono domande sociali che vanno ben oltre gli interrogativi economici: siamo nell’era della delusione in cui la classe media è passata da agiata a disagiata, consapevole che la propria ricchezza economica non può metterla al riparo dal disagio esistenziale. Si passa quindi ad una presa di posizioni forte, ma dobbiamo ricordarci che la polarizzazione può essere una risposta ma non la soluzione”.

 

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