Un momento di grande partecipazione ha caratterizzato il pomeriggio dell’apertura ufficiale della 74esima edizione del Trento Film Festival, uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati alla montagna. La cerimonia inaugurale, svoltasi in Sala Depero presso il Palazzo della Provincia autonoma di Trento, ha riunito le principali autorità istituzionali insieme agli esponenti del mondo alpinistico e culturale. Tra i presenti, l’assessore provinciale all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità Francesca Gerosa e il presidente del Festival Mauro Leveghi.
Gerosa ha sottolineato come iniziative di questa portata permettano di valorizzare e trasmettere il significato della montagna alle nuove generazioni, evidenziando i progetti dedicati alle scuole. La provincia ribadisce così il suo impegno nel rafforzare il collegamento tra formazione e cultura montana. L’edizione 2026, in scena fino al 3 maggio, si articola attorno a 130 film provenienti da 38 Paesi, 150 eventi e oltre 100 appuntamenti rivolti ai giovani attraverso l’iniziativa T4Future. Un focus particolare è dedicato al cinema coreano, tra i nuovi protagonisti della cinematografia mondiale.
Nel suo intervento, l’assessore Gerosa ha ribadito il valore strategico della manifestazione per il Trentino, definendola un’occasione fondamentale di riflessione sui valori che la montagna rappresenta: il rispetto dell’ambiente, il senso del limite, la solidarietà e la capacità di visione. Ha inoltre sottolineato come la montagna, per i trentini, non rappresenti soltanto un paesaggio da preservare, bensì un elemento costitutivo dell’identità locale, intrecciato strettamente con la cultura, il lavoro e la tradizione, oltre che una prospettiva concreta di futuro.
La cerimonia ha previsto gli interventi del presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, del sindaco di Trento Franco Ianeselli e del presidente generale del Club Alpino Italiano Antonio Montani. Federico Quaranta, celebre conduttore televisivo e radiofonico italiano noto per i suoi programmi dedicati alle tradizioni e alle eccellenze territoriali, ha rappresentato l’ospite d’onore della giornata.
Quaranta ha descritto le montagne trentine come una “presenza” che costringe a uno sguardo introspettivo, affermando che non costituiscono uno sfondo bensì una scelta consapevole tra custodia e consumo, ricordo e oblio. Ha sottolineato come le comunità montane contemporanee rivestano il ruolo di presidi culturali e sociali, operando come centri di significato piuttosto che periferie. Il festival, secondo questa prospettiva, trascende la dimensione puramente cinematografica per configurarsi come un atto culturale e civile, simbolo della volontà di guardare oltre in un’epoca caratterizzata da una visione ridotta e orizzontale.

