“La libertà, la democrazia e l’autogoverno non sono conquiste definitive: vivono solo se vengono difesi e praticati ogni giorno. Ricordare Giannantonio Manci, martire della Resistenza trentina, Medaglia d’oro al valor militare e ufficiale degli Alpini, significa rendere omaggio a chi ha dato la propria vita per la rinascita del nostro Paese secondo ideali di convivenza e rispetto”. È il messaggio del vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Achille Spinelli, intervenuto alla cerimonia commemorativa dedicata al partigiano trentino presso la Galleria dei Partigiani. “In questo senso Manci è una figura che appartiene non solo alla memoria, ma al nostro presente e futuro. Il suo sacrificio richiama i valori su cui si fonda la nostra comunità”, ha affermato Spinelli rappresentando il presidente Fugatti e la Giunta provinciale.
La commemorazione, organizzata dal Comune di Trento in collaborazione con ANPI del Trentino e ANA Sezione di Trento, assume particolare rilievo nell’ottantesimo anniversario della Repubblica e dell’Accordo De Gasperi-Gruber, pilastro dell’Autonomia trentina. “Una consapevolezza che ci richiama all’impegno di custodire questo patrimonio e di affrontare con responsabilità le sfide del presente”, ha sottolineato il vicepresidente.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Trento Franco Ianeselli, il presidente del consiglio provinciale Claudio Soini, il presidente dell’Associazione italiana partigiani del Trentino Mario Cossali, il rettore Flavio Deflorian, oltre alle autorità civili e militari, ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma e ai familiari di Manci.
Giannantonio Manci, nato nel 1901, esercitava la professione di rappresentante di commercio prima di essere richiamato alle armi allo scoppio della seconda guerra mondiale. Dopo l’8 settembre 1943, con il Trentino annesso al Terzo Reich, entrò nelle file della Resistenza, contribuendo all’organizzazione del movimento partigiano trentino. Arrestato e sottoposto a torture, preferì sacrificare la propria vita piuttosto che mettere a rischio i compagni e la causa della libertà. Per il suo eroismo gli è stata conferita la Medaglia d’oro al valor militare.

