La Giunta provinciale ha approvato lo schema del “Protocollo Interforze per le verifiche su strada dei mezzi di trasporto del porfido”, su proposta del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli. Lo strumento mira a rafforzare i controlli sul trasporto del materiale estratto e a garantire un’attività di verifica più efficace lungo l’intera filiera produttiva.
L’accordo si inserisce nel contesto della normativa provinciale che tutela il lavoro, la legalità e la corretta gestione delle attività estrattive. La legislazione prevede il divieto di vendita del materiale grezzo tal quale, nonché specifici vincoli per il trasferimento del materiale per i concessionari di cava pubblica.
L’iniziativa rappresenta il proseguimento della collaborazione istituzionale tra l’Amministrazione provinciale, il Commissariato del governo per la provincia di Trento e le Forze dell’ordine – Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Questo percorso è stato avviato anche in seguito al seminario informativo dedicato al settore del porfido e alla tracciabilità del materiale grezzo, tenutosi a Lona-Lases nel gennaio 2023, e proseguito con la definizione condivisa di strumenti operativi per i controlli su strada.
“Con questo protocollo rafforziamo ulteriormente il sistema dei controlli e la collaborazione tra istituzioni, rendendo operativo un modello di controllo integrato che vede il contributo di tutti i soggetti competenti”, sottolinea l’assessore Spinelli.
“La tracciabilità del materiale e il rispetto delle regole rappresentano condizioni essenziali per valorizzare la filiera strategica della pietra trentina, tutelare le imprese che operano secondo le norme e garantire ai lavoratori un contesto improntato a sicurezza e regolarità. Il protocollo conferma l’attenzione della Provincia verso i territori interessati dalle attività estrattive e la volontà di consolidare una cooperazione sempre più efficace con le forze dell’ordine e le istituzioni coinvolte”, aggiunge Spinelli.
L’accordo consente di potenziare i controlli su strada dei mezzi che trasportano il porfido dai siti estrattivi verso le aziende dedicate alla lavorazione del materiale. Le Forze dell’ordine potranno fermare i mezzi in transito e raccogliere dati utili alle verifiche delle strutture competenti della Provincia, che non dispongono di poteri di controllo nel contesto viario.

