Dal 1° maggio è operativa una nuova procedura che accelera significativamente il riconoscimento dell’assegno di cura per le persone affette da demenza. La misura consente di saltare la valutazione della non autosufficienza quando sia disponibile la certificazione dello stato di salute rilasciata da una delle Memory Clinic attive in Alto Adige. L’assegnazione ai livelli di assistenza avviene dunque d’ufficio, sulla base della documentazione medica presentata. Questo meccanismo consente di ridurre i tempi di attesa e di erogare l’assegno di cura in modo più rapido ai pazienti con diagnosi di demenza. L’intervento rientra in un progetto più ampio di semplificazione amministrativa avviato dall’autunno del 2025.
I numeri attestano l’efficacia della procedura. Fino a metà luglio sono state presentate 232 domande, di cui 220 già evase. Centocinquantanove persone con demenza hanno ottenuto l’assegno di cura: 55 sono state inserite nel primo livello di assistenza, 58 nel secondo e 46 nel terzo. Per altre 61 domande esaminate non è stato possibile assegnare il livello di assistenza a causa di questioni di natura formale.
L’assessora provinciale alla Coesione sociale Rosmarie Pamer commenta positivamente i risultati: “I dati dimostrano che siamo sulla strada giusta: in presenza di una diagnosi di demenza, l’erogazione dell’assegno di cura avviene più rapidamente e quindi in modo più mirato”. L’esponente dell’amministrazione provinciale sottolinea che questo rappresenta solo uno dei numerosi interventi pensati per ridurre sistematicamente i tempi di attesa nel riconoscimento della non autosufficienza. “Un prossimo grande obiettivo sono le modifiche al questionario di valutazione, dalle quali ci aspettiamo un alleggerimento soprattutto per il personale. Se si riesce a ridurre la burocrazia, i team di valutazione avranno più tempo per lavorare con le persone”, conclude Pamer.

