Ddl sugli affitti turistici, la seconda parte delle audizioni in Commissione: serve un intervento normativo. Si è conclusa poco fa la mattinata di audizioni della Seconda commissione permanente, presieduta da Antonella Brunet (Lista Fugatti), sul tema degli affitti turistici, condotte nell’ambito dell’esame dei ddl 27 di Filippo Degasperi (Onda) e 39 di Paolo Zanella, Michela Calzà, Francesca Parolari, Lucia Maestri, Alessio Manica (Pd), Paola Demagri (Casa Autonomia) e Lucia Coppola (AVS). Per la prima parte degli interventi si rimanda alla nota precedente, di seguito si riporta invece una sintesi della seconda e ultima parte delle audizioni. Le rappresentanti di Fidacartieres de Fascia hanno sottolineato il problema delle residenze fittizie e posto l’accento sull’accoglienza di qualità. Il Coordinamento tutela ambiente Alto Garda e Ledro ha parlato degli effetti dell’overtourism sul territorio gardesano e dichiarato che una revisione delle norme è inderogabile. Anche per Cgil, Uil e Sunia c’è la necessità di intervenire urgentemente e i ddl sollevano temi importanti. Il presidente del Cal ha infine indicato la necessità di una riforma che sia però strutturale, fatta a partire dai dati, entro la primavera del prossimo anno.
Fidacartieres de Fascia: il problema delle residenze fittizie
La presidente Cristina Donei ha presentato una disamina dei ddl. Si è soffermata anzitutto sul tema dell’intermediazione che, ha detto, non riguarda tanto i fassani, quanto i possessori di seconde case che affittano attraverso agenzie immobiliari: raramente i locali si rivolgono ad agenzie di intermediazione perché ci sono altri canali quali l’Apt. Ha detto di non credere sia possibile attuare le previsioni di rotazione e del numero massimo di alloggi. Ha quindi citato la legge Gilmozzi: c’è il problema degli appartamenti “Gilmozzati”, ha detto, che sono tanti: dovevano essere residenze ordinarie, ma vengono ugualmente destinati a persone che vivono fuori valle che prendono la residenza in valle online e rimangono in zona solo per il periodo dei controlli di 45 giorni. Per Donei il fenomeno delle residenze fittizie non vere è diffuso e le multe non sono così incisive.
Per la vicepresidente Tea Dezulian sarebbe interessante prevedere i controlli sulle residenze senza preavviso: è stato comunicato che nei primi 45 giorni i controlli avvengono senza preavviso, ma poi nei periodi successivi il proprietario deve essere avvisato. Per Dezulian bisognerebbe valutare l’aumento dei controlli e l’unificazione delle tasse di soggiorno: sarebbe opportuno portare camere e alloggi turistici alla stessa aliquota in alto. Dezulian ha quindi voluto raccontare di come i turisti accolti in casa sono ospiti a cui viene raccontato il territorio, con cui si crea un rapporto di amicizia e affettivo con il territorio; sul concetto è tornata anche Donei che ha detto che chi vive in valle sa fare accoglienza, riesce a fidelizzare il cliente, fa vera ospitalità a differenza di chi lascia il mazzo di chiavi fuori dalla porta. Per Dezulian bisognerebbe valutare più controlli sulle irregolarità anche a sorpresa.
Il primo firmatario del ddl 39 Paolo Zanella (Pd) ha commentato l’immagine di un territorio variegato: l’associazione che si è appena espressa ha un ruolo di tutela e garanzia dell’accoglienza turistica di qualità. Sul Garda, ad esempio, si è sentito che ci sono forme di turismo più da piattaforme, con i locker, ha aggiunto. L’intento della norma è, date le garanzie, dare la possibilità ai Comuni che conoscono il proprio contesto di parametrare la quantità di alloggi per turismo e per residenza e regolamentare. La doppia residenza per i coniugi ha fatto per Zanella sicuramente grandi danni, però il tema dei controlli era previsto dalla legge Gilmozzi. Il consigliere ha portato l’esempio del Comune di Trento che cerca di fare controlli incrociati con i consumi ove vi sia il dubbio di residenze fittizie. Il problema casa è sfaccettato e complesso, l’intento del ddl è di normare almeno un pezzettino della questione.
Roberto Stanchina (Campobase) ha detto che il fatto che sul territorio nasca un’associazione sul tema equivale a dire che si sente la mancanza di uno strumento normativo. Associazione che, ha affermato, oggi fa una denuncia chiara di una problematica legata alle questione delle residenze: una questione che magari si affronterà con il Cal in seguito. Si stanno per Stanchina comunque facendo tanti giri di parole per dire che la questione è solo quella della rendita: chi ha un immobile cerca di farlo rendere il più possibile, un dato di fatto su cui ha chiesto a Donei e Dezulian se credono possa servire un impianto normativo che parli di differenziazione fiscale per residenza, studenti e turismo.
Dezulian ha detto che la diversificazione fiscale va a incidere sempre su chi è già in regola e chi è già controllato.
Rispondendo a Zanella ha detto che quando è stata fatta la legge Gilmozzi si è permesso il proliferare di agenzie immobiliari invece che creare strutture a livello comunale o società di persone del posto che permettano a chi vive sul posto di acquistare e ristrutturare le strutture direttamente. Donei ha ricordato che i Comuni stanno cercando per chi fa un affitto annuale di azzerare completamente l’Imis: si stanno facendo valutazioni. La proiezione sul Comune di Moena sarebbe di 250.000 euro di mancati introiti: ci sono perciò diverse scuole di pensiero. Ha infine ricordato la mancanza di personale di polizia che non consente nemmeno di fare i controlli ordinari: la tassa di soggiorno andrebbe canalizzata al 100% su questo ambito.
Coordinamento tutela ambiente Alto Garda e Ledro: revisione delle norme inderogabile
Paolo Matteotti ha inquadrato il Comitato, costituito da 13 associazioni del territorio dell’Alto Garda e Ledro. Negli ultimi anni, ha raccontato, ci si rende conto degli effetti di cambiamento climatico, sviluppo urbanistico e problema turistico: si cominciano a vedere problemi di vario tipo. Ha ricordato i movimenti di protesta sociale contro la turistificazione, ad esempio quelli delle Canarie. Per Matteotti bisogna fare attenzione, non si può più ignorare il problema del turismo in generale e in particolare della questione della proliferazione incontrollata di alloggi turistici, una faccia della medaglia dell’overtourism. Carla Del Marco ha elencato gli effetti negativi dell’overtourism sull’Alto Garda e Ledro (non si vedono solo nel periodo estivo, ma anche sotto Natale o in concomitanza di grandi manifestazioni, ha detto): troppe automobili di non residenti con un problema di sicurezza sulle strade, i rifiuti con i cestini che traboccano davanti ai supermercati e lungolago, il sistema di depurazione con le condotte vetuste che avrebbero bisogno di essere adeguate, la mancanza di personale per bar e ristoranti legato alla difficoltà di trovare un affitto a prezzi adeguati, i problemi dei condomini che abitano in case per la maggior parte affittate ai turisti che non riescono nemmeno a dormire, il costo della vita che aumenta per tutti e soprattutto per le famiglie monoreddito. Le agenzie gestiscono centinaia di appartamenti e il reddito non rimane in zona; si presume anche ci sia un fenomeno di evasione fiscale, ha detto auspicando maggiori controlli.
Per Matteotti è inderogabile una revisione delle normative vigenti non più adeguate: va ad esempio risolto il problema dello smaltimento dei rifiuti da parte dei turisti, va definita la residenza turistica. Serve un limite sugli appartamenti in relazione alla tensione abitativa, ha continuato, citando le iniziative di Barcellona. Serve un attestato di idoneità per l’appartamento turistico, le norme in questo senso possono essere fatte dalla Provincia ma anche da parte dei Comuni che sono più a contatto con le problematiche tra cui il carico urbanistico e la depurazione delle acque. Anche il consenso della maggioranza dei condomini per Matteotti è una norma relativamente facile; il cambio di destinazione d’uso è un ambito su cui correttivi possono essere presi immediatamente. L’impressione, ha aggiunto, è che la legge Gilmozzi non sia facilmente applicabile e che non sia facile controllarne l’applicazione. Per Matteotti bisogna creare una polizia turistica che sia efficiente e sufficientemente finanziata. Un intervento normativo, ha concluso, è urgente, auspicabile e necessario, cerchiamo una volta di precorrere i tempi e risolvere i problemi prima che emerga un’insofferenza sociale su questi fenomeni. Si risolva sulla base di questi ddl il grave problema incontrollato delle abitazioni a uso turistico, ha auspicato.
Cgil, Uil e Sunia: affitti turistici, necessità di intervenire urgentemente
Walter Alotti (Uil) ha espresso condivisione e interesse all’attenzione data al problema degli affitti brevi turistici, che non è la stessa, ha detto, da parte della Giunta vista la decisione dell’assessore Failoni di rimandare all’anno prossimo l’intervento della maggioranza di governo. Servono limiti ineludibili per il fenomeno dell’overtourism, ha aggiunto, che viene negato dalla maggioranza. Alotti ha ricordato che la Uil condivide la volontà espressa dai due ddl di normare la ricettività turistica e di intervenire: si sa che le piattaforme incidono sul mercato immobiliare, ma anche sul mercato del lavoro. Il segretario ha ricordato l’edilizia pubblica con oltre mille appartamenti sfitti e aggiunto che l’applicazione dei due ddl e della normativa nazionale, più stringente di quella locale, permetterebbe di obbligare alla denuncia degli affitti brevi turistici. Ha auspicato una riflessione su tassa soggiorno e fiscalità e infine descritto come condivisibile il principio espresso dai ddl, dando un giudizio positivo sulle proposte legge e auspicando il loro inserimento a breve nel calendario dei lavori d’Aula e la loro adozione come legge.
Manuela Faggioni Sella (Cgil e Sunia) ha confermato l’opportunità di intervenire urgentemente sugli affitti turistici brevi e su tutto il tema del turismo. Entrambi i ddl sollevano alcuni temi che si erano più volte sostenuti essere urgenti, ha dichiarato. Di particolare interesse sono per Faggioni Sella i temi della rotazione delle locazioni (una misura che può dare spazio ai residenti pur mantenendo la libertà di impresa, visto che sia quest’ultima che il diritto alla casa vanno tutelati); la necessità indicata di migliorare il sistema dei controlli (che può passare attraverso un aumento della tassa di soggiorno con la possibilità di un uso dedicato da parte del Comune); l’adeguamento dei requisiti minimi urbanistico, igienico-sanitario e di sicurezza. Ancora, tra le tematiche interessanti: risorse aggiuntive sui controlli anche derivanti dalla tassa di soggiorno; la riduzione a 2 del numero di alloggi previsti attualmente in 3 perché l’attività sia ricondotta in attività imprenditoriale (a 1 in comuni dove è presente l’overturism); il cambio di destinazione d’uso (la possibilità per i Comuni di individuare le destinazioni d’uso dei nuovi alloggi nelle singole aree e un tetto massimo al numero di alloggi turistici sul territorio).
Consorzio delle autonomie locali (Cal): serve una riforma a 360 gradi entro la primavera del prossimo anno
L’intervento del presidente Paride Gianmoena ha preso le mosse dall’importanza del tema e dalla necessità, condivisa con l’assessore Failoni, di fare chiarezza con una raccolta di dati: la disponibilità dei Comuni con la Pat di avere una banca dati che permetta di fare approfondimenti e intervenire in via legislativa. Si era proposto di creare un gruppo di lavoro, ha aggiunto, con i soggetti che hanno interesse in materia (imprenditori di settore, Comuni, Pat, rappresentanze sindacali) perché serve una riforma a 360 gradi. Sui tempi: chiaro che non si può avere fretta e fare le cose male, ma l’auspicio dei sindaci è di arrivare entro la primavera dell’anno prossimo (a fine del mandato, dunque) ad avere una riforma organica. Sui ddl: bene che del tema si parli, si evidenziano però alcune questioni.
Tra queste ha collocato il tema del contingentamento: serve la possibilità per i Comuni di fare analisi dettagliate sul territorio, una volta che il legislatore ha tracciato la strada è meglio lasciare al Comune la possibilità di differenziare anche all’interno dello stesso comune. Incentivi/disincentivi Imis: già oggi esiste in legge la possibilità per alcune fattispecie di favorire con l’abbassamento dell’imposta (ad esempio sulle locazioni lunghe), su ciò la scelta è completamente a carico del bilancio comunale. Al tema per Gianmoena sono collegate le questioni di finanza locale: sul protocollo di finanza locale ruotano i trasferimenti e un punto di partenza sono queste aliquote, bisogna valutare se questa possa essere una strada non dimenticando questo ambito. Sui controlli il presidente del Cal ha ricordato che devono essere fatti ed effettivi, ma che i Comuni vivono un momento di difficoltà sul personale, perciò non vanno lasciati soli con tutto il peso della questione.
Paolo Zanella ha detto di concordare che servono i dati per approfondire: sono tre anni che si dice che il problema esiste, ci si sta accorgendo che servono i dati solo quando arrivano i ddl delle minoranze. Va poi capito per Zanella cosa significa una riforma a 360 gradi: la parte della residenzialità turistica è una parte del problema casa in toto o l’idea della riforma dell’assessore è quella di una riforma sulla ricettività turistica? Quello che si pensava con i ddl, ha precisato Zanella, era regolamentare la ricettività turistica degli appartamenti per garantire il diritto all’abitare. Si è detto contento che anche il Cal ora inviti la Giunta a raccogliere i dati. Sui controlli il consigliere si è detto d’accordo: nella proposta si prevede di trasferire più risorse ai Comuni.
Gianmoena ha risposto che si è posto in più occasioni con l’assessore il tema della raccolta dei dati, importanti per fare delle riforme avendo una lettura precisa del fenomeno su cui si interviene: la disponibilità dei Comuni c’è per riuscire a creare una fotografia puntuale. Una riforma a 360 gradi cosa significa? Gianmoena ha citato le iniziative legislative su alberghi dismessi e foresterie: già allora si era detto che non era disgiunto dal tema degli affitti brevi e delle residenze ordinarie. Il tema in esame non è disgiunto da quello della ricettività alberghiera, è un tutt’uno, un ragionamento va fatto anche verso gli alberghi. Per Gianmoena il riferimento non è solo l’assessorato dell’assessore Failoni, ma anche quello dell’assessore Marchiori (con il tema casa). Sull’Imis: è possibile, il tema è la mancanza di gettito e ragionare sulle compensazioni potrebbe essere una soluzione. Sull’interrogativo se sia è meglio se agevolare o penalizzare aumentando l’aliquota Gianmoena si è detto convinto che in genere sia meglio agevolare. Per il presidente, poi, i controlli non possono essere fatti solo dai Comuni, non è sufficiente dire che si trasferisce la tassa di soggiorno: i Comuni non sono in grado di fare i controlli da soli.
Filippo Degasperi (Onda) si è detto consapevole delle difficoltà dei Comuni nell’assumersi l’onere dei controlli: il tema, però, va affrontato perché una norma senza controlli è come se non fosse nemmeno vigente. La riforma non voleva essere epocale, ma semplicemente normare una situazione che sfugge completamente alla normativa nazionale e locale. Degasperi ha parlato di diversi sindaci che chiedono competenza di regolamentare il settore: se si assume l’onere dei controlli un Comune può anche regolamentare sulla destinazione urbanistica di determinati alloggi. Oggi l’extralberghiero e gli alloggi turistici ad oggi sfuggono alla possibilità di essere controllato, ha concluso, ci sono dei vuoti. Certo, si può aspettare la riforma di cui si parla, ma si fa fatica a capire quali dati manchino: bisogna forse solo mettere assieme le informazioni che già si hanno. Non si dice che non si devono raccogliere, ma ci si doveva pensare per tempo. La riforma non voleva essere costituzionale, ha finito, non c’è tempo per ulteriori dilazioni, il tema non può essere procrastinato.
Gianmoena ha detto che è vero che non si può tergiversare su un problema reale, che va dato merito che i ddl hanno posto il tema, ma che serve una riforma che sia un di più, strutturale.
