(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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È estremamente preoccupante la fotografia che emerge dalla ricerca condotta dall’Osservatorio demenze dall’Istituto Superiore di Sanità. I dati emersi sono chiarissimi: esiste un enorme squilibrio nella distribuzione di Rsa e centri diurni, visto che al Sud esistono un quarto delle strutture di cui dispone il Nord.
Inoltre, solo il 25% degli ospiti con demenza in una Rsa accede a un nucleo Alzheimer, così come solo il 24% dei centri diurni sono definiti Alzheimer, per non parlare della preoccupante carenza di personale nei pochi centri attrezzati e delle lunghe liste d’attesa.
È evidente che il tema delle demenze è stato dimenticato, nel nostro Paese. Si tratta di un peccato capitale, perché parliamo di un tema fondamentale per la salute pubblica, dal momento che interessa direttamente circa il 10% della popolazione italiana, tra persone con problemi cognitivi e loro familiari, e ha un costo annuo complessivo di 23,6 miliardi di euro, di cui addirittura il 63% finisce per essere a carico delle famiglie.
In questo drammatico contesto, certamente non aiutato da una legge di bilancio misera, in ambito sanitario e non solo, il governo si limita a inserire in manovra 100 milioni, che bastano appena per coprire i contenziosi sulle rette. Allo stesso tempo, continua a non essere finanziato il Piano Nazionale Demenze, completamente fermo al palo.
Noi, al contrario, abbiamo presentato due emendamenti in senso opposto: nel primo proponiamo di finanziare il Fondo per l’Alzheimer e le demenze con 15 milioni in più all’anno, nel secondo stanziamo 200 milioni in tre anni per il Piano Nazionale Demenze. Segnali concreti e misure che inciderebbero direttamente sulle persone con problemi cognitivi e sulle loro famiglie.
Lo ha dichiarato Barbara Guidolin, senatrice del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali.
