(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“I dati del report Agenas restituiscono una fotografia impietosa del Ssn, evidenziando fratture territoriali inaccettabili che minano il diritto costituzionale alla salute. È inconcepibile che in Calabria, come accade nell’Asl di Vibo Valentia, si debbano attendere oltre 35 minuti per un’ambulanza in codice rosso, ben oltre la soglia critica dei 18 minuti previsti, mentre a Roma, in presidi fondamentali come Tor Vergata, un paziente su quattro rimanga bloccato in Pronto soccorso per oltre otto ore.
Mentre il divario tra Nord e Sud si allarga drammaticamente, come dimostrano le disparità negli interventi oncologici alla mammella – con eccellenze al 100% a Pisa e crolli vertiginosi al 12% a Cagliari – l’Esecutivo prosegue imperterrito nel disegno scellerato dell’Autonomia differenziata che infliggerà il colpo di grazia a un sistema già moribondo.
Invece di garantire i Livelli essenziali di assistenza in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, si avallano politiche che condannano intere Regioni all’abbandono sanitario.
Di fronte a questo sfacelo, il silenzio e l’inerzia del Governo Meloni e del ministro Schillaci sono assordanti e colpevoli. Anche questa volta un’occasione persa per inserire nel sistema risorse fondamentali per la sanità pubblica.
Giorgia Meloni deve smetterla di voltarsi dall’altra parte ed affrontare il problema non con inutili decreti ma con strumenti finanziari appositi: la salute dei cittadini non è merce di scambio politica, e la pazienza del Paese è ormai finita. Si inverta immediatamente la rotta”.
Lo afferma in una nota il vicepresidente della 10a commissione del Senato Orfeo Mazzella (M5S).
