(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’emergenza idrica che sta affrontando la Sicilia non può più passare inosservata. La situazione in cui versano alcuni comuni della provincia di Trapani è molto grave.
Nel comune di Partanna, in particolare, ci sono intere aree del territorio servite attualmente tramite autobotti con un conseguente rischio per l’igiene pubblica, la tutela della salute e la continuità dei servizi essenziali.
A questo si aggiunge, come riportato dai media locali, l’inattività di pozzi comunali idonei alla captazione. Una situazione che ritengo inaccettabile anche perché i pozzi in questione ricadono tra gli interventi previsti dal Secondo piano nazionale di emergenza idrica, con un finanziamento di circa 600 mila euro destinato al revamping e alla rimessa in esercizio degli impianti, ma gli interventi risultano bloccati senza motivazioni tecniche trasparenti.
La mancata attivazione di queste infrastrutture è in contrasto con il principio di precauzione e anche con gli obblighi di assicurare ai cittadini un quantitativo minimo vitale giornaliero.
A questa situazione di criticità si inserisce inoltre la gestione delle reti, caratterizzate da perdite idriche, portate ridotte da parte dei gestori, e un uso crescente di misure emergenziali che non possono sostituirsi a una pianificazione strutturale coerente con gli investimenti previsti dal Pnrr.
Per questo motivo ho presentato un’interrogazione, cofirmata dalla collega Ida Carmina, ai ministri dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Affari europei, Infrastrutture e trasporti, per chiedere quali siano le ragioni della mancata riattivazione dei pozzi comunali di Partanna, se il governo intende attivare i poteri di vigilanza sul gestore del Servizio idrico integrato e sulle autorità d’ambito competenti, e se siano state valutate misure immediate per garantire l’approvvigionamento idrico alternativo.
Ho chiesto inoltre in che modo l’esecutivo intenda assicurare la realizzazione degli interventi finanziati e come abbia monitorato o intenda controllare l’utilizzo dei fondi destinati all’emergenza idrica nel territorio trapanese, anche ai fini della corretta attuazione degli investimenti Pnrr.
Così in una nota la deputata M5S Daniela Morfino.
