
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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** Traduzione realizzata da redazione Opinione tramite Intelligenza artificiale – Chat Gpt **
La Commissione adotta le procedure di infrazione di novembre
Per aiutare i cittadini e le imprese a beneficiare appieno della legislazione dell’Unione europea, la Commissione mantiene un dialogo costante con gli Stati membri per garantire il rispetto del diritto dell’UE. Essa può avviare procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri in caso di inosservanza. Le decisioni adottate oggi, nell’ambito di questo pacchetto infrazioni, comprendono 20 lettere di costituzione in mora e diversi pareri motivati. La Commissione ha inoltre deciso di deferire 6 casi alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Infine, la Commissione ha deciso di archiviare 95 casi in cui gli Stati membri interessati, in collaborazione con la Commissione, hanno posto fine a un’infrazione e garantito il rispetto del diritto dell’UE. Le decisioni e i relativi comunicati stampa sono disponibili online.
La Commissione europea sta inoltre prendendo provvedimenti nei confronti di diversi Stati membri dell’UE che non hanno notificato alla Commissione le misure adottate per recepire le direttive dell’UE nei rispettivi ordinamenti nazionali. La Commissione sta inviando una lettera di costituzione in mora a tali Stati membri, concedendo loro due mesi per rispondere e completare il recepimento delle direttive. Gli Stati membri in questione non hanno recepito pienamente tre direttive dell’UE relative alla stabilità finanziaria e all’energia. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa. Maggiori informazioni sulla procedura di infrazione dell’UE sono disponibili nelle seguenti domande frequenti.
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La Commissione invita l’ITALIA a conformarsi alla normativa bancaria dell’UE
La Commissione europea ha deciso oggi di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora all’Italia (INFR(2025)2152) per il mancato rispetto del regolamento sul Meccanismo di vigilanza unico (Regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio), della direttiva sui requisiti patrimoniali (Direttiva 2013/36/UE), nonché degli articoli 49 e 63 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. La Commissione ha espresso preoccupazione in merito alla normativa sui cosiddetti “Golden Powers” (Decreto Legge 21/2012, modificato e prorogato nel 2021 e nel 2022), che conferisce al Governo italiano ampie prerogative per esaminare, bloccare o imporre condizioni alle operazioni societarie nel settore bancario.
Pur essendo intesa a salvaguardare la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico, questa normativa, così come applicata dalle autorità italiane, rischia di consentire interventi ingiustificati per motivi economici, che compromettono i principi di libertà di stabilimento e di libera circolazione dei capitali all’interno del mercato unico. Inoltre, la normativa italiana si sovrappone alle competenze esclusive della Banca Centrale Europea nell’ambito del Meccanismo di Vigilanza Unico. La Commissione invia pertanto una lettera di costituzione in mora all’Italia, che dispone ora di due mesi per rispondere e porre rimedio alle carenze sollevate dalla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.
