Di Luca Franceschi
///
Utilizzare il termine “escursionisti” per descrivere un gruppo di coloni israeliani che ha partecipato a un attacco contro il villaggio palestinese di Tell, in Cisgiordania, non rappresenta una semplice imprecisione nel linguaggio. Si tratta piuttosto di una distorsione sostanziale dei fatti che compromette seriamente la credibilità della comunicazione pubblica. Secondo quanto riferito, questa definizione è stata impiegata nei servizi televisivi del corrispondente Rai da Gerusalemme Giovan Battista Brunori, provocando una forte reazione di disapprovazione nell’opinione pubblica. L’episodio in questione ha causato il decesso di quattro palestinesi e di un israeliano.
Designare come “escursionisti” o “civili in gita” persone che partecipano a un’operazione militare in un territorio sottoposto a occupazione comporta una falsificazione dei dati di fatto e l’adozione di una prospettiva narrativa che non consente ai cittadini di comprendere adeguatamente ciò che realmente accade in quella regione.
Il servizio radiotelevisivo pubblico ha la responsabilità di illustrare gli eventi con accuratezza, equilibrio e rigore metodologico. Per questa ragione, la Rai dovrebbe procedere a una rettifica pubblica di quella interpretazione dei fatti e specificare in che modo sia stato possibile fare ricorso a una terminologia così fuorviante. L’emittente dovrebbe inoltre presentare pubblicamente le proprie scuse ai cittadini. Parallelamente, è auspicabile che le istituzioni di controllo della professione giornalistica sottopongano a un esame approfondito quanto verificatosi.
Il rispetto della veridicità sostanziale dei fatti non costituisce un aspetto secondario. Rappresenta invece il principio fondamentale del giornalismo, particolarmente quando si affrontano tematiche relative a un’occupazione di natura militare e alla situazione tragica che continua a svilupparsi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.
